
L’Aula Consiliare del Comune di Roccapiemonte ha accolto Mattia Villano, in arte Noya, protagonista di un incontro pubblico promosso dall’Amministrazione comunale per celebrare il traguardo raggiunto al Festival di Sanremo 2026.

A 23 anni, il producer originario della città è tra i più giovani ad aver firmato un brano in gara alla kermesse. “Poesie clandestine”, interpretato da LDA e Aka7even, rappresenta il risultato di un percorso costruito un po’ per volta, tra formazione accademica e lavoro costante in studio.

La mattinata ha visto la partecipazione degli studenti dell’ Istituto comprensivo “Mons. Vassalluzzo” e i ragazzi del polo liceale “B. Rescigno”, coinvolti in un confronto diretto con l’artista. Proprio a loro Noya ha raccontato cosa significa oggi fare il producer: «È un lavoro particolare, che nasce soprattutto dall’uso dei software musicali, ma anche dagli strumenti. È un lavoro di arrangiamento, di costruzione».

Un mestiere spesso invisibile, ma centrale nella creazione di un brano. Dietro ogni produzione, infatti, c’è un processo fatto di ricerca, ascolto e scelte precise.
Durante l’incontro, il racconto si è spostato anche sul piano umano. Il lavoro con artisti come LDA, Aka7even e Kid Yugi nasce da una quotidianità condivisa: «Con LDA e Aka7even, viviamo insieme, tra studio e vita di tutti i giorni. È fatta di complicità, di sfottò, ma anche di tante ore a fare musica».



Non è mancato un momento personale, con la presenza di alcuni docenti che hanno accompagnato Mattia nei primi anni di formazione. Un ritorno simbolico alle origini, tra ricordi ed esperienze che hanno contribuito a definire il suo percorso. «Ho cercato di cogliere tutte le opportunità, sperimentando strumenti e sonorità diverse. Questo mi ha portato alla scelta del Conservatorio», ha spiegato.

Numerose le domande degli studenti, interessati a comprendere non solo il lavoro dietro le quinte, ma anche l’ispirazione e le dinamiche del mondo musicale contemporaneo.

Poi un’ultima domanda semplice e spontanea: “Perché hai scelto ‘Noya’ come nome d’arte?”.
Mattia ha raccontato che, dovendo trovare un’identità artistica, ha unito la sillaba finale del suo nome, “ia”, con quella del cognome, “no”.

Da questa sintesi immediata è nato “Noya”.
A chiudere la mattinata è stato il momento istituzionale. Il sindaco di Roccapiemonte, Carmine Pagano, ha consegnato a Mattia Villano una targa celebrativa, sottolineando il valore del suo percorso come esempio per i giovani del territorio.





