
Una premessa personale
Chi ama i libri sa che una biblioteca non è un edificio, ma una promessa fatta alla comunità. Sono bibliotecaria, formata con l’AIB, ed ho imparato a catalogare volumi antichi e moderni. Per questo guardo, da anni, alla biblioteca “Aldo Moro” di Nocera Superiore con una certa impazienza. Provo a fare chiarezza su ciò che esiste, su ciò che serve e su ciò che i cittadini hanno diritto di attendersi.

La storia: uno spazio civico nato per crescere
La biblioteca pubblica di Nocera Superiore nasce e si sviluppa nella seconda metà del Novecento, per dare alla città uno spazio di aggregazione e crescita culturale autonomo rispetto alla vicina Nocera Inferiore, dalla quale il comune si separò ufficialmente nel 1851.
Il patrimonio e i finanziamenti del 2026
La biblioteca possiede circa 6.407 testi tra volumi ed opuscoli. Nel 2026 l’amministrazione comunale ha ottenuto un finanziamento di 12.669,58 euro, nell’ambito degli stanziamenti ministeriali del Fondo Editoria Libraria, per ampliare la raccolta cartacea e digitale e avviare servizi di prestito digitalizzato. Peccato che la biblioteca sia chiusa al pubblico e non si sa quando aprirà.

Le figure professionali: senza persone competenti non c’è biblioteca
Un luogo pieno di scaffali non basta, serve un’équipe preparata.
Direttore o responsabile. Gestisce il budget, pianifica le acquisizioni, coordina il personale e progetta le attività culturali insieme al Comune.
Bibliotecario catalogatore e reference librarian. Cataloga scientificamente i volumi nel Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN), accoglie gli utenti e li guida nelle ricerche bibliografiche.
Operatore Informagiovani ed Eurodesk. Orienta su bandi, curriculum, studio e scambi all’estero.
Animatore culturale o educatore. Organizza laboratori per bambini, rassegne letterarie, presentazioni e iniziative di promozione della lettura.
Sistemista informatico. Cura server, postazioni pubbliche, Wi-Fi e catalogo online (OPAC).
Catalogazione e circuiti: SBN, Sebina e AIB
La qualità di una biblioteca si misura anche dietro le quinte. Un software gestionale come Sebina, molto diffuso nelle biblioteche italiane, permette di catalogare secondo gli standard nazionali, gestire prestiti, utenti e statistiche, e di collegarsi al Servizio Bibliotecario Nazionale, così che i libri diventino visibili in tutto il Paese. Altrettanto importante è l’iscrizione all’Associazione Italiana Biblioteche (AIB), che offre aggiornamento professionale, linee guida e una rete di confronto con altre realtà. Inserire la “Aldo Moro” in questi circuiti significherebbe farla uscire dall’isolamento e metterla in dialogo con il sistema bibliotecario nazionale.
Prestito interbibliotecario: tutta la conoscenza a portata di mano
Nessuna biblioteca, nemmeno la più grande, possiede tutto. Il prestito interbibliotecario permette ad un cittadino di richiedere un volume conservato altrove e di riceverlo a Nocera Superiore. Per uno studente alle prese con la tesi o per uno studioso in cerca di un testo raro, è la differenza tra rinunciare e proseguire il lavoro
Servizi digitali e di accessibilità
Oggi una biblioteca è un hub culturale e tecnologico. Sono indispensabili:
il catalogo OPAC online, per verificare da casa la disponibilità dei libri;
MLOL (MediaLibraryOnLine), per il prestito gratuito di e-book, audiolibri, edicola digitale e banche dati;
Wi-Fi gratuito ad alta velocità e postazioni PC per lo studio.
Inclusione e integrazione
Una biblioteca è davvero pubblica quando è di tutti. Servono audiolibri per non vedenti, testi ad alta leggibilità per chi ha dislessia, libri in Braille, e strumenti compensativi per chi ne ha bisogno. Importanti anche i percorsi di integrazione e i gruppi di lettura, che trasformano la lettura in occasione d’incontro.
Aule studio, ricerca e co-working
Per gli studenti di ogni ordine e grado, dalla scuola dell’infanzia all’università, servono aule studio confortevoli, silenziose e dotate di prese elettriche, con orari ampi, anche serali e nel fine settimana, quando le biblioteche universitarie sono lontane o chiuse. Agli studiosi vanno garantiti postazioni di ricerca, consulenza bibliografica e accesso alle banche dati. Gli spazi di co-working, infine, possono diventare un’opportunità per giovani professionisti e freelance del territorio.
Perché la biblioteca conta: giovani, studiosi e cittadini comuni
Per i giovani è orientamento, studio ed opportunità di mobilità europea. Per gli studiosi è ricerca e accesso a fonti altrimenti irraggiungibili. Per gli studenti è uno spazio dove concentrarsi e crescere. Per i cittadini comuni è un luogo gratuito dove leggere, informarsi, incontrare altre persone e sentirsi parte di una comunità. Investire in una biblioteca significa investire nella democrazia, perché una cittadinanza che legge e si informa è una cittadinanza più libera e sa discernere il bene dal male.

Orari e giorni di apertura: oggi non esistono
Parlare di orari e giorni di apertura, per la biblioteca “Aldo Moro”, significa purtroppo parlare di qualcosa che al momento non c’è: la struttura è chiusa da diversi anni. Non si può consultare alcun libro, né prenderne uno in prestito, non si può usare il prestito interbibliotecario e non si può nemmeno entrare per studiare. Per una città che ha oltre seimila volumi in catalogo e più di 24mila abitanti, è una ferita aperta, soprattutto per gli studenti e per chi non ha a casa uno spazio tranquillo in cui concentrarsi.
Una biblioteca chiusa è un servizio che esiste solo sulla carta, una aperta poche ore a settimana non è molto di più.
Ai cittadini spetta una data certa di riapertura e un calendario pubblico, comunicato con trasparenza dall’amministrazione.
Non dico che a Nocera Superiore non sia stato fatto nulla finora, ma semplicemente che si PUÒ FARE DI PIÙ!






