Allenarsi in trenta minuti e ottenere risultati concreti non è più un’utopia. È questa la filosofia alla base di “FitAndGo”, centro di fitness nato a Nocera Inferiore nel 2019 con un obiettivo preciso: offrire una soluzione efficace a chi ha poco tempo per allenarsi, ma non vuole rinunciare alla propria salute e al proprio benessere fisico. A raccontare il metodo e la visione del centro sono il dottor Nicholas Del Grosso e l’amministratrice, nonché responsabile comunicazione e marketing, Barbara De Pascale, che spiegano come l’idea alla base del progetto sia quella di superare un concetto ormai radicato: per stare bene bisogna passare ore in palestra.
«Gli allenamenti che proponiamo hanno un tempo inferiore rispetto a quelli tradizionali: le diverse tipologie di sedute hanno una durata massima di trenta minuti.
Ci rivolgiamo a chi non ripone fiducia nell’attività fisica e in chi la svolge, a persone che non hanno mai raggiunto risultati validi pur avendoci provato. Questo perché non si sono mai affidate a personale qualificato, che ha studiato per costruire un percorso giusto per loro» chiarisce l’amministratrice De Pascale.
Alla base del metodo “FitAndGo” c’è un concetto fondamentale: la personalizzazione. «Per noi il termine personalizzazione è di estrema importanza. Non esistono protocolli casuali, ma vengono studiati sulle persone, in base alle loro esigenze, al loro stile di vita e a eventuali patologie. È un’analisi molto approfondita, che fanno dei dottori esperti» spiega De Pascale. Per venire incontro alle esigenze dei clienti il centro fornisce anche kit e tute per allenarsi e mette a disposizione spogliatoi e docce, così da rendere l’allenamento compatibile con la vita quotidiana. «Le sedute hanno una durata di trenta minuti perché, secondo la scienza, dopo trenta minuti cala la qualità del movimento, scendono le energie fisiche e la concentrazione mentale, rendendo l’allenamento meno efficace» interviene il dottor Del Grosso. «Il sovraccarico prolungato può provocare potenziali infortuni, oltre alla sindrome del sovrallenamento, in cui lo stress dell’esercizio fisico da fattore positivo per l’organismo, diventa un fattore di stanchezza cronica. Provocando alterazioni dell’umore e calo delle difese immunitarie» spiega il dottore.
Il centro è dotato di diversi macchinari e tecnologie: EMS, Vacufit, Sintesi e crioterapia, strumenti che permettono di lavorare in modo specifico e mirato sul corpo. «L’EMS, ovvero l’elettromiostimolazione, permette la tonificazione e il rafforzamento muscolare tramite elettroterapia. Lavora su singoli distretti muscolari o su tutto il corpo per tonificare o rafforzare, ma non per ottenere volume. Il Vacufit è un tappeto sottovuoto con infrarossi: il beneficio non è dato dal tappeto in sé, ma dall’effetto sottovuoto, quindi dalla pressoterapia unita all’infrarossoterapia. Queste fanno sì che si eliminino le cellule adipose e che si drenino i liquidi», spiega il dottor Del Grosso. «Sintesi, invece, è il sunto di una palestra digitalizzata sul tablet. Il lavoro è molto più specifico, tutto personalizzato in base alle peculiarità e alle specificità della persona. Qualora una persona avesse delle patologie croniche, come ad esempio l’ipertiroidismo, si andrà a lavorare in base a quelle. Con la crioterapia si lavora sull’abbassamento dell’infiammazione corporea, sul ringiovanimento della pelle, sul longevity sistem, anche in termini biologici, sull’aumento di collagene e sul dimagrimento, in quanto lo shock termico, ovvero l’eccesso di freddo, in tre minuti brucia tra le ottocento e le mille calorie».
Chi entra per la prima volta da “FitAndGo” viene sottoposto a una consulenza con un dottore chinesiologo, durante la quale viene analizzato lo stile di vita della persona e la presenza di eventuali patologie pregresse. Fondamentale in questa fase è l’analisi BIA, utilizzata sia all’inizio del percorso sia durante il programma. «Grazie a questo strumento le persone si rendono conto di come il loro fisico evolve nel tempo. Forniamo dati concreti» sottolinea De Pascale.
Il dottor Del Grosso continua: «L’analisi BIA è la stima matematica dei dati corporei di una persona: massa grassa e magra, acqua corporea, metabolismo basale e indice di massa corporea. Sono dati che ci fanno comprendere se un percorso sta andando nel verso giusto o meno, così da correggere determinati aspetti. Nel momento in cui un biotipo tende ad accumulare più adipe nella parte inferiore del corpo, si utilizza un protocollo, mentre se tende ad accumularlo nella parte superiore, se ne utilizza un altro». La personalizzazione, però, non riguarda solo l’allenamento nel centro, ma anche la vita quotidiana: costruire abitudini sane, seguire un regime alimentare corretto e imparare a muovere il proprio corpo nello spazio.
L’obiettivo più richiesto resta il dimagrimento e, in questo percorso, un ruolo importante è svolto dalla crioterapia.«Esistono due tipologie di crioterapia: la criosauna e la criocamera. Da “FitAndGo” abbiamo la criosauna ad azoto liquido, mentre la criocamera è a piastre elettriche. Queste ultime non danno gli stessi benefici dell’azoto, perché l’azoto è un gas secco che permette di lavorare meglio sulla superficie cutanea, mentre la criocamera lavora soltanto sulla parte interna» spiega il dottor Del Grosso. «I benefici della criosauna si vedono a livello d’infiammazione e recupero muscolare, grazie allo shock termico, con temperature che possono arrivare fino a meno 195 gradi. È un po’come la vasca di ghiaccio che fanno gli sportivi professionisti dopo allenamento, ma con un processo biologico ancora più efficace grazie all’utilizzo dell’azoto secco». Nonostante l’innovazione tecnologica, l’amministratrice De Pascale e il dottore Del Grosso tengono a sottolineare un aspetto fondamentale: «Il dottore chinesiologo, che preside la seduta, è molto più importante del macchinario stesso». I risultati, spiegano, arrivano con costanza e dedizione e variano in base alla persona e al comportamento alimentare. «Nel momento in cui al corpo viene dato l’input giusto, biologicamente risponde. È quasi impossibile non raggiungere un risultato quando si dà l’input corretto», sottolinea De Pascale.
Al centro arrivano spesso persone sfiduciate, persone con obesità importanti, che devono perdere trenta o quaranta chili e che spesso trovano nel cibo uno sfogo. «La nostra soddisfazione più grande è vedere le persone felici per aver raggiunto un obiettivo che pensavano di non poter raggiungere mai. I dottori chinesiologi vengono ringraziati per aver cambiato non solo l’aspetto fisico delle persone, ma anche la loro forma mentis. Quando si raggiunge un obiettivo fisico, si aggiustano anche altri ambiti della vita che non si pensava fossero collegati». Con questa intervista l’amministratrice De Pascale e il dottor Del Grosso vogliono lanciare un messaggio chiaro: «Sembra impossibile, ma si può fare. A prescindere dal momento della vita in cui ci si trova e dallo stato in cui si è arrivati, lo si può fare e noi ne siamo la prova. La parte più importante è iniziare: anche solo chiamarci è già un punto di partenza». Oggi molte persone si allenano tanto ma ottengono poco, spiegano. «Questo perché mancano la personalizzazione e le informazioni di base che permettono di arrivare al risultato. Il professionista è il mezzo tramite cui una persona può arrivare alla situazione desiderata e mantenerla nel tempo» chiarisce il dottor Del Grosso.
Viviamo in un’epoca in cui la tecnologia sembra aver superato il fattore umano. Ma, secondo loro, non è così. «In quest’epoca contano sia la tecnologia sia il fattore umano, ma indubbiamente quest’ultimo resta predominante» spiega De Pascale. «Qualsiasi percorso che costruiamo nasce dall’ascolto della persona, delle sue emozioni e del suo stato d’animo. La tecnologia può migliorare l’esecuzione e velocizzare il processo, ma non può sostituire l’aspetto umano».
Il futuro del fitness, quindi, sarà sempre più breve, intenso e personalizzato. Su questo molti sono ancora scettici, soprattutto chi è abituato alla palestra tradizionale. «Pensano che qui i risultati si raggiungano velocemente e senza sforzo, solo grazie ai macchinari. Non è così. Gli allenamenti sono attivi, veri e propri, e richiedono sforzo muscolare. La tecnologia può supportare il movimento, ma non sostituirlo. I macchinari possono ridurre i tempi di allenamento, ma non eliminano la necessità di costanza e dedizione: i risultati arrivano prima rispetto all’allenamento tradizionale, ma richiedono comunque impegno» conclude De Pascale.
E forse è proprio qui il punto.
Non esiste un metodo miracoloso.
Esiste però un metodo giusto per ogni persona.
Perché non è vero che chi non ha tempo, non può cambiare il proprio corpo.
La verità è che spesso non ha mai trovato il metodo giusto per farlo.
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