Dimagrimento, stress, infiammazione: sono questi i temi più urgenti quando si parla di salute oggi. Ma affrontarli in modo efficace richiede un cambio di prospettiva. Non basta intervenire sul corpo: bisogna comprendere anche il ruolo della mente, delle emozioni e delle abitudini quotidiane. A tal proposito abbiamo intervistato il dottor Nicholas Del Grosso, di origini romane, ma nocerino d’adozione. Un giovanissimo trentunenne chinesiologo specializzato in posturologia clinica, riabilitazione sportiva con trattamento lesioni e psiconeuroendocrinoimmunologia. Il dottor Del Grosso ha risposto alle nostre domande, spiegandoci il significato di PNL e PNEI e il ruolo sempre più rilevante che queste discipline stanno assumendo in ambito sanitario e del benessere.
Quanto è stata importante l’esperienza internazionale nella costruzione della sua visione professionale? L’esperienza internazionale è stata fondamentale per la mia formazione professionale, permettendomi di approfondire tematiche come la PNEI e di acquisire conoscenze e competenze non disponibili in Italia. Ha influenzato il mio modo di pensare e di approcciare le tematiche professionali, consentendomi di sviluppare una visione più ampia e internazionale. Sono contento di vedere la PNEI guadagnare terreno in Italia e felice di aver contribuito a questo processo con la mia esperienza.
Oggi di quali problematiche si occupa maggiormente nel suo lavoro quotidiano? Nel mio lavoro quotidiano con “Fit&Go”, mi occupo principalmente di problematiche legate al dimagrimento, ma con un approccio olistico che considera la persona nel suo complesso. Lavoro con i miei collaboratori per aiutare le persone a raggiungere i loro obiettivi di salute e benessere, considerando sia l’aspetto fisico che mentale. La scienza ci insegna che i risultati si ottengono con schemi e protocolli, ma è fondamentale implementarli nella vita quotidiana, lavorando sulle abitudini e sullo stato mentale delle persone. L’aspetto mentale, lo stress e l’equilibrio emotivo sono altrettanto importanti per raggiungere e mantenere i risultati fisici e di salute in generale. Sono disponibile anche per sedute online.
Cosa sono PNL e PNEI e perché oggi se ne parla sempre di più anche in ambito sanitario? La Programmazione Neurolinguistica (PNL) è una pseudo-scienza che si concentra sull’uso del linguaggio e della comunicazione per influenzare pensieri e comportamenti. La PNL serve principalmente a sviluppare un linguaggio che possa cambiare pensieri e comportamenti, e quindi influenzare l’altra persona o comunque chi ti sta di fronte a cambiare le sue abitudini. Questo avviene rapportandosi al suo stile di comunicazione, poiché esistono vari sistemi di comunicazione nella PNL. L’obiettivo è quello di rapportarsi non solo alla propria comunicazione, ma anche a quella dell’altra persona, per andare a cambiare pensieri e comportamenti. La Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia (PNEI), invece, è un campo di studio scientifico che esamina come la mente influenza l’organismo dai punti di vista di psiche, di parte endocrina e di parte immunologica. Come dice la parola stessa, la PNEI si concentra su quattro strutture principali e su come la mente influenza biologicamente tutti gli aspetti del corpo. Le ricerche attuali dimostrano che la PNEI è principalmente legata alla fase di stress, quindi al cortisolo e all’asse ipotalamo-ipofisi-surrene. Tutto ciò che a livello biologico ci porta uno stress, che può essere un fattore positivo (come l’allenamento) o un fattore negativo (come la rimuginazione), influenza la parte biologica e quindi la salute fisica. La mente, vivendo e continuando a vivere nell’arco della giornata una determinata tipologia di status, influenza anche la parte biologica, anche in termini di fisicità e di salute. Questo significa che uno stato psicofisico negativo può avere conseguenze sulla salute, mentre uno stato positivo può avere effetti benefici.
Se dovesse spiegare in modo semplice il concetto alla base di PNL e PNEI, quale messaggio dovrebbe arrivare alle persone? La Programmazione Neurolinguistica (PNL) è un approccio che si concentra sulla comunicazione efficace per aiutare le persone a cambiare i loro pensieri e comportamenti. Si tratta di parlare la stessa lingua dell’altra persona, non solo a livello verbale, ma anche a livello emotivo e cognitivo. Questo permette di creare un rapporto di fiducia e di collaborazione, che è fondamentale per ottenere risultati concreti, soprattutto in ambito sanitario o di benessere. Per quanto riguarda la Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia (PNEI), il messaggio è che la mente e il corpo sono strettamente collegati e si influenzano a vicenda. La ricerca scientifica ha superato l’idea che il corpo e la mente siano due entità separate e indipendenti, e ha dimostrato che sono invece due aspetti della stessa realtà. Ciò significa che possiamo influenzare la nostra salute e il nostro benessere sia partendo dalla mente, ad esempio cambiando i nostri pensieri e le nostre emozioni, sia partendo dal corpo, ad esempio modificando le nostre abitudini e il nostro stile di vita.
In che modo PNEI dimostra scientificamente il collegamento tra mente e corpo? La Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia (PNEI) dimostra scientificamente il collegamento tra mente e corpo attraverso la ricerca sull’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA). Questo asse è responsabile della risposta allo stress e spiega come lo stress, soprattutto lo stress negativo, possa provocare diverse problematiche in base al pensiero che noi abbiamo nella mente. Le ricerche attuali ci dimostrano che l’80% delle malattie a livello mondiale sono collegate a fattori stressogeni negativi interni. Ciò significa che molte malattie, come ad esempio le malattie cardiovascolari, possono essere influenzate dalla psiche e dallo stress. Ad esempio, un’emozione specifica come l’ansia può scaricare attraverso l’intestino e provocare problematiche come la disbiosi, il colon irritabile o il morbo di Crohn.
Quanto lo stress e lo stato emotivo di una persona possono influenzare realmente il sistema immunitario? Lo stress e lo stato emotivo di una persona possono influenzare significativamente il sistema immunitario. Quando parliamo di ansia e dell’asse HPA (ipotalamo-ipofisi-surrene), dobbiamo considerare che lo stress crea a livello biochimico un aumento del cortisolo. Il cortisolo, a sua volta, aumenta l’infiammazione corporea. L’infiammazione cronica, anche se non è percepita come tale, può essere più dannosa della macroinfiammazione specifica. Quando l’infiammazione è elevata, noi accusiamo i sintomi e ci curiamo di conseguenza. Tuttavia, se c’è microinfiammazione cronica nel tempo, il corpo si adatta a quella tipologia di infiammazione e non ci accorgiamo dei sintomi. Questo non significa che il problema non esista, anzi, l’infiammazione elevata può portare a patologie come l’aumento delle allergie, la sindrome metabolica e altre condizioni. Lo stress cronico, quindi, abbassa il sistema immunitario aumentando la microinfiammazione cronica. Questo crea un loop per cui il sistema immunitario non riesce a ricaricarsi. Il sonno diventa un problema, poiché non entriamo in fase REM e non riusciamo a recuperare adeguatamente. Il sonno profondo è fondamentale per la regolazione dell’infiammazione, e se non riusciamo a dormire bene, l’infiammazione aumenta e il sistema immunitario si indebolisce ulteriormente.
Si può dire che alcune patologie e dolori cronici siano influenzate anche da fattori psicologici ed emotivi? Sì, è assolutamente vero che alcune patologie e dolori cronici siano influenzate da fattori psicologici ed emotivi. Le malattie autoimmuni, ad esempio, sono un esempio chiaro di come lo stato emotivo e psicologico possa influenzare la salute fisica. La fibromialgia è un caso emblematico: è una condizione caratterizzata da un dolore cronico diffuso e da una serie di sintomi come la stanchezza, il sonno disturbato e la sensibilità ai tocchi e alle pressioni. La scienza non ha ancora trovato una spiegazione precisa per la fibromialgia, ma sappiamo che è associata a uno stato infiammatorio lieve o medio. Questo ci porta a riflettere su cosa possa essere la causa di questo stato infiammatorio e come possiamo intervenire per risolverlo. Andare a comprendere olisticamente il sistema e identificare la causa scatenante della patologia, piuttosto che concentrarsi solo sulla conseguenza, può essere un approccio molto più efficace. Questo significa considerare il corpo e la mente come un insieme interconnesso, e non come due entità separate.
In che modo la PNEI viene applicata concretamente nel suo lavoro con i clienti? La Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia (PNEI) viene applicata concretamente nel mio lavoro con i clienti andando ad analizzare in modo approfondito tutti gli aspetti della persona che spesso non vengono presi in considerazione. Ciò include non solo le analisi sanguigne, l’aspetto muscoloscheletrico, le patologie metaboliche croniche e i dolori specifici, ma anche aspetti come il sonno, il recupero notturno e come una persona si percepisce in termini di se stessa, degli altri, del lavoro e della propria realtà. La PNEI ci insegna che l’epigenetica è più importante, ovvero come l’ambiente e i fattori ambientali influenzano la persona a livello interno. Attraverso la Programmazione Neurolinguistica (PNL), comunichiamo con la persona e, unita alla PNEI, incominciamo a comprendere i sistemi che lo influenzano dall’esterno e che magari non lo stanno influenzando positivamente. Andiamo a correggere gli aspetti quotidiani della persona nella giornata, come ad esempio il modo in cui gestisce lo stress, il modo in cui si alimenta, il modo in cui si muove e come si relaziona con gli altri. Vedremo poi i risultati, che possono essere un miglioramento della salute fisica e mentale, una riduzione dei sintomi e un aumento del benessere generale.
La PNL invece lavora molto sul linguaggio e pensiero, quanto il modo in cui pensiamo e parliamo influisce sul nostro corpo? Il modo in cui pensiamo e parliamo influisce enormemente sul nostro corpo. Siamo costantemente in comunicazione con noi stessi, e questa “voce interna” non è più considerata un sintomo di patologia, ma piuttosto una normale comunicazione interna che tutti abbiamo. La cosa importante è comprendere come ci stiamo comunicando con noi stessi, quali parole utilizziamo e se stiamo utilizzando sistemi di obbligo, come ad esempio “io devo fare una cosa” invece di “io voglio fare una cosa”. Spesso, questi obblighi sono influenzati da fattori epigenetici, ambientali o genitoriali, che ci hanno imposto dettami e obblighi durante la crescita. Questo può portare a una situazione in cui la nostra voce interna è come quella dei nostri genitori, imponendoci obblighi e standard severi, e creando un fattore di stress interno che può essere difficile da gestire. Correggere questo aspetto significa comprendere come una persona si sta comunicando con se stessa e con gli altri, e come può essere influenzata a livello di pensiero per lavorare su un determinato aspetto della giornata, come ad esempio lo stress. Andando a capire come la persona si sta comunicando, possiamo aiutarla a cambiare il suo modo di pensare e a creare abitudini positive che la portino alla risoluzione del problema. Ripetendo queste nuove abitudini nel tempo, la persona può cronicizzare la soluzione e superare la patologia cronica.
Quanto è importante insegnare ai clienti a gestire stress, emozioni e pensieri nel percorso di recupero fisico? Insegnare ai pazienti a gestire stress, emozioni e pensieri è fondamentale nel percorso di recupero fisico. Questo aspetto è altrettanto importante quanto gli altri trattamenti e interventi fisici. Come professionista, ritengo che non considerare la persona nel suo insieme, inclusi gli aspetti interni che la influenzano, significhi trascurare una parte fondamentale del processo di recupero. Nel recupero fisico, ad esempio, è necessario considerare non solo l’aspetto fisico, ma anche l’aspetto emotivo e mentale. Il corpo può indicare che c’è un problema che va risolto, e questo problema va affrontato sia a livello fisico che a livello interno. La motivazione e il supporto interno giocano un ruolo cruciale nel processo di recupero, e se non vengono considerati, possono influire negativamente sulla velocità e sull’efficacia del recupero stesso. Quando una persona deve stare ferma per un lungo periodo di tempo, ad esempio, la sua motivazione e il suo supporto interno possono essere messi a dura prova. Questo può abbassare le difese della persona e influire negativamente sul processo di recupero. Al contrario, insegnare alla persona a gestire lo stress, le emozioni e i pensieri può aiutare a correggere questo fattore e a velocizzare il processo di recupero.
Possiamo dire che il dolore non è solo un fattore fisico, ma anche neurologico ed emotivo? Sì, questo nasce come aspetto neurologico ed emotivo e successivamente si trasforma in un aspetto fisico. Il nostro sistema nocicettivo, ovvero tutto ciò che ci influenza a livello di dolore, è influenzato da un sistema elettrico interno. Quindi, il dolore di base fisico non esiste se non ci fosse l’aspetto neurologico ed emotivo. Per quanto riguarda l’aspetto neurologico, il dolore è un nostro sistema di allarme che ci permette di andare a correggere quello che magari all’esterno non sta funzionando. Mentre per quanto riguarda l’aspetto emotivo, sul dolore si apre un mondo, perché ognuno può classificarlo in modo diverso. C’è chi lo valuta su una scala da 1 a 10, 5, c’è chi lo classifica a 9. Qual è la differenza tra il 5 di una persona e il 9 di un’altra? Semplicemente come sta etichettando il dolore, “labelling” in inglese.
Quanto incidono sonno, alimentazione, stress e stile di vita nei processi infiammatori del corpo? Il sonno, l’alimentazione, lo stress e lo stile di vita giocano un ruolo fondamentale nei processi infiammatori del corpo. Il sonno incide per circa il 30%, l’alimentazione per il 20%, mentre lo stress e lo stile di vita rappresentano il 50% restante. Questo perché lo stress e lo stile di vita sono fondamentali per poter avere un buon sonno e anche una buona abitudine alimentare. Se non abbiamo abbastanza sonno, non possiamo attuare uno stile di vita positivo nell’arco della giornata, perché non avendo recuperato abbastanza facciamo fatica a implementare quelle che sono le abitudini costanti e quotidiane. Allo stesso modo, se non abbiamo un buon stile di vita, non possiamo avere un buon sonno e una buona alimentazione.
Quanto è pericoloso oggi affidarsi a informazioni generiche su Internet quando si parla di corpo e salute? Internet può essere un’arma a doppio taglio quando si parla di corpo e salute. Da un lato, può essere un ottimo strumento per ottenere informazioni e comprendere meglio il proprio corpo e le proprie condizioni di salute. Le persone che sono informate su cosa accade nel loro corpo possono avere delle informazioni più precise e discutere con i professionisti in modo più efficace. Tuttavia, il problema è che molte persone utilizzano Internet in modo sbagliato, cercando soluzioni ai propri problemi senza considerare le proprie specifiche esigenze e condizioni. Questo può portare a errori di diagnosi e trattamenti inefficaci o addirittura dannosi. Il modo giusto di utilizzare Internet è quello di ottenere informazioni e discuterne con un professionista qualificato e competente. In questo modo, si può utilizzare Internet come uno strumento per comprendere meglio il proprio corpo e le proprie condizioni di salute, e lavorare insieme al professionista per trovare una soluzione personalizzata e efficace.
Ringraziamo il dottor Nicholas Del Grosso per aver risposto alle nostre domande e per averci ricordato che la salute, oggi più che mai, non è una formula da applicare, ma un equilibrio da costruire giorno dopo giorno.

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