
a cura di GIOVANNI COPPOLA
POMPEI –Il tema dei rifiuti torna ad accendere i riflettori sull’amministrazione comunale guidata dal sindaco Tortora. Una vicenda che parte dalle promesse della campagna elettorale e arriva oggi a interrogarsi sulla correttezza delle procedure adottate e sui possibili riflessi per le casse pubbliche.
Nei primi trenta giorni di mandato, come annunciato in campagna elettorale, il sindaco Tortora ha disposto un intervento straordinario per la pulizia e il lavaggio delle strade cittadine, affidandosi a una ditta esterna.
Successivamente, la Giunta ha approvato la delibera 123/2026 del 15 luglio, disponendo il prolungamento dell’affidamento all’azienda incaricata del trattamento dei rifiuti.
È proprio su questo passaggio che emergono gli interrogativi.
La questione della gara ATO
La normativa sugli affidamenti e gli orientamenti dell’ANAC prevedono condizioni precise per il ricorso alla proroga tecnica, che non può trasformarsi in un ordinario strumento per prolungare un rapporto contrattuale.
Tra gli elementi da verificare vi è l’esistenza di una procedura di gara già avviata dall’ATO e dei presupposti necessari a garantire la continuità del servizio nelle more del nuovo affidamento.
La domanda, quindi, è inevitabile: *al 15 luglio 2026 era già stato pubblicato il bando di gara dell’ATO?*
Se tale presupposto non fosse stato presente, sarebbe necessario chiarire quali motivazioni giuridiche e amministrative abbiano consentito all’amministrazione di procedere.
Il possibile profilo contabile
La vicenda presenta anche un ulteriore aspetto da approfondire: quello economico.
*Qualora dagli atti emergessero maggiori costi non adeguatamente giustificati o altri effetti pregiudizievoli per le finanze comunali, potrebbero configurarsi profili da sottoporre alle valutazioni degli organi competenti, anche sotto il profilo dell’eventuale danno erariale.*
Non spetta certamente a un articolo stabilire l’esistenza di una responsabilità. Proprio per questo, sarebbe opportuno che la documentazione fosse eventualmente sottoposta anche alla Corte dei conti, affinché possa effettuare le verifiche di propria competenza.
E l’opposizione cosa fa?
A questo punto entra in gioco il ruolo del Consiglio comunale.
Sono trascorsi mesi dal 15 luglio. Cosa hanno fatto nel frattempo i consiglieri di opposizione?
Hanno acquisito gli atti? Hanno verificato la procedura? Hanno chiesto all’amministrazione chiarimenti sulla gara ATO? Hanno portato la questione nelle sedi istituzionali?
E soprattutto: la Commissione Garanzia ha esaminato la vicenda?
Possibile che, tra tutti coloro che in Consiglio comunale hanno il compito di esercitare funzioni di controllo e vigilanza, nessuno abbia ancora ritenuto necessario sottoporre la questione agli organi preposti?
La questione merita risposte, non soltanto per una contrapposizione politica, ma perché *quando sono in gioco affidamenti pubblici e risorse dei cittadini, il controllo deve essere puntuale e tempestivo.
Se esistono dubbi sulla correttezza della procedura, sarebbe opportuno che l’opposizione li formalizzasse nelle sedi competenti, coinvolgendo gli organismi chiamati a effettuare le necessarie verifiche.
Perché la vigilanza non può fermarsi alle dichiarazioni politiche: gli atti vanno analizzati e, quando necessario, sottoposti a chi ha il compito istituzionale di controllarli.
La domanda, quindi, resta aperta: chi verificherà fino in fondo cosa è accaduto?






