
Sarno si prepara a vivere una giornata densa di emozioni, ricordo e riconoscenza. A ventotto anni dalla devastante frana del 5 maggio 1998, la città rinnova il suo legame con la memoria collettiva e rende omaggio a chi, attraverso l’arte, ha saputo trasformare il dolore in testimonianza universale. Domani, il conferimento della cittadinanza onoraria a Nino D’Angelo segnerà uno dei momenti più significativi delle commemorazioni.

Un gesto simbolico ma profondamente sentito, voluto dall’amministrazione guidata dal sindaco Francesco Squillante, per riconoscere il valore umano e artistico di un cantautore che, con la sua musica, ha dato voce a una ferita ancora aperta.
Il ricordo della tragedia
Era il 5 maggio 1998 quando una violenta frana, staccatasi dalle pendici del Monte Pizzo d’Alvano dopo giorni di piogge incessanti, travolse Sarno e i comuni limitrofi. Fango, detriti e alberi invasero strade e abitazioni, cancellando vite e sogni. Il bilancio fu drammatico: 160 vittime complessive, di cui 137 nella sola Sarno.
Un evento che resta tra le più gravi catastrofi idrogeologiche della storia recente italiana, impresso nella memoria non solo dei sopravvissuti, ma dell’intero Paese.
Tra le storie che segnarono quei giorni, anche quella di Roberto Robustelli, ritrovato vivo dopo tre giorni sotto il fango: un simbolo di speranza in mezzo alla devastazione.
La musica come memoria
Profondamente colpito da quella tragedia, Nino D’Angelo trasformò il dolore in arte, componendo il brano ’A muntagna è caduta. Una canzone intensa, inserita nell’album Stella ’e matina del 1999, interamente dedicato alle vittime.
Versi che ancora oggi risuonano come un grido e una denuncia, capaci di attraversare il tempo:
“’A muntagna è caduta… colpevole nun ce ne stanno quanno nun si’ nisciuno.”
Parole che hanno contribuito a dare visibilità internazionale alla tragedia, trasformando una vicenda locale in una riflessione universale sulle responsabilità, sull’abbandono e sulla fragilità dei territori.
Il programma della giornata
Le celebrazioni ufficiali si apriranno alle ore 17:00 presso il Consiglio comunale, dove avverrà il conferimento della cittadinanza onoraria all’artista.
Alle 19:00, la comunità si riunirà nel Duomo di Episcopio per la celebrazione eucaristica, momento di raccoglimento e preghiera.
A seguire, un corteo silenzioso attraverserà la città fino al monumento dedicato alle vittime: un cammino condiviso, fatto di passi lenti e memoria viva.
Un riconoscimento che va oltre l’arte
«Non è solo un riconoscimento artistico» sottolinea l’amministrazione comunale, «ma un tributo alla memoria collettiva». Nino D’Angelo, con la sua sensibilità, ha saputo raccontare uno dei momenti più dolorosi della storia sarnese, restituendo dignità al dolore e voce a chi non c’è più.
Nel suo messaggio, l’artista ha espresso gratitudine e commozione: «È un grande privilegio per me». Parole semplici che racchiudono un legame profondo con una comunità che non dimentica.
Memoria, impegno, futuro
A distanza di 28 anni, Sarno non si limita a ricordare. La commemorazione diventa occasione per riflettere sul presente e sul futuro, sull’importanza della prevenzione e sulla necessità di custodire il territorio.
La cittadinanza onoraria a Nino D’Angelo si inserisce così in un percorso più ampio: quello di una comunità che, attraverso il ricordo, continua a cercare verità, giustizia e consapevolezza.
Perché la memoria, quando è condivisa, diventa responsabilità. E anche speranza.











