
A cura di Giovanni Coppola
Il consigliere si traveste da medico legale e, con uno studio “chirurgico”, individua chi non paga TARI e IMU. Con la stessa meticolosità di tale figura sanitaria, il consigliere comunale, Michele Grimaldi, ha passato al setaccio gli atti ufficiali del Comune, eseguendo una vera e propria “autopsia amministrativa” che ha portato alla luce una situazione preoccupante: oltre 180 posizioni debitorie superiori ai 20mila euro, per un totale che sfiora i 3 milioni di euro non riscossi.
Nel dettaglio, sono 41 i grandi debitori della TARI e ben 140 quelli dell’IMU, tutti con importi superiori alla soglia indicata. Una cifra enorme che, come sottolinea lo stesso Grimaldi, basterebbe per costruire un asilo, avviare il trasporto scolastico, sistemare le strade o realizzare nuovi spazi verdi per la comunità.
Ma questi numeri, già gravi di per sé, rappresentano solo la punta dell’iceberg. L’evasione complessiva della TARI nel Comune si avvicina infatti al 50%, e quella dell’IMU si attesta su percentuali altrettanto elevate. I dati raccolti dal consigliere si riferiscono solo ai cosiddetti “grandi debitori”, lasciando fuori centinaia di altri casi minori.
E Grimaldi è chiaro: non si tratta di famiglie in difficoltà o piccole attività commerciali, per le quali erano state avanzate proposte di agevolazione e sgravi — mai attivate dall’amministrazione. Si parla invece di grandi proprietà, patrimoni consistenti e realtà economiche importanti, verso cui la giunta sembra adottare un atteggiamento di comoda tolleranza. Forte con i deboli, distratta con i forti.
Da oltre un anno, il Sindaco e l’Assessore al Bilancio si rifiutano di rendere noti i nomi dei principali evasori e di fornire gli elenchi dei contenziosi fiscali aperti. La motivazione? La solita: la privacy. Ma la legge è chiara e attribuisce ai consiglieri comunali il diritto di accedere a queste informazioni, soprattutto quando si tratta della tutela dell’interesse pubblico.
A fronte di questi rifiuti, Grimaldi si è rivolto al Prefetto, al Ministero, al Difensore civico regionale e alla Corte dei Conti, ottenendo una prima attenzione istituzionale sulla vicenda.
– “Ora che il ‘paziente’ è aperto – afferma Grimaldi – non si può più far finta di nulla. I cittadini hanno il diritto di sapere chi non paga, perché e come si sia potuto arrivare a un buco di 3 milioni di euro. Se davvero l’amministrazione ha bisogno di fondi, cominci a recuperarli da chi può pagarli e non lo fa” –
Una battaglia di trasparenza, giustizia fiscale e responsabilità amministrativa che, per il consigliere, è appena iniziata.




