
Al via oggi la seconda fase delle celebrazioni. Al Parco Urbano la presentazione del progetto “San Marzano Festival 2030” e la “Lettura Manifesto San Marzano 2030”: dalla tutela del prodotto a una nuova visione del territorio
Trent’anni dopo quella scelta che portò il Pomodoro San Marzano verso il riconoscimento della DOP, la sfida guarda oltre la tutela del prodotto. Oggi si tratta di dare forza alla storia che quel prodotto porta con sé: la terra, il lavoro, i saperi, la tradizione e l’identità di una comunità. È questa la direzione di Oro Rosso Vivo, il progetto che da oggi apre la seconda fase delle celebrazioni per il trentennale della DOP a San Marzano sul Sarno.

Dopo gli appuntamenti della prima parte, tra convention, convivialità, musica e spettacolo, il programma riparte oggi, 24 settembre, al Parco Urbano. Alle 20 è prevista la presentazione di “Oro Rosso Vivo – San Marzano Festival 2030”, insieme alla “Lettura Manifesto San Marzano 2030”. Al centro della serata, il focus “La Leggenda dell’Oro Rosso”, con una rappresentazione teatrale degli Hub55 dedicata alla storia del pomodoro e al suo simbolico ritorno in Perù. Alle 22 seguirà “A cena con Orione”, show cooking con gli chef di “Amici di Mario” e degustazione di piatti a base di pomodoro.

L’appuntamento inaugura il programma che proseguirà fino al 28 settembre, con laboratori, momenti di confronto e iniziative dedicate all’agricoltura, alla cultura e allo sviluppo sostenibile.
QUELLA SCELTA DEL 1996
Il nuovo progetto affonda le proprie radici in una data precisa: 10 giugno 1996. Quel giorno il Consiglio provinciale di Salerno approvò all’unanimità la deliberazione con cui veniva proposta la tutela DOP per il Pomodoro San Marzano. Presidente della Provincia era Alfonso Andria; tra i consiglieri sedeva anche Andrea Annunziata, oggi sindaco di San Marzano sul Sarno.

Quella deliberazione rappresentò un passaggio importante di un percorso che avrebbe portato al riconoscimento europeo della Denominazione di Origine Protetta. Una scelta che, trent’anni dopo, continua a segnare la storia di un prodotto legato a un’area che comprende oltre quaranta Comuni tra Napoli e Salerno e che è diventato uno dei simboli dell’agroalimentare campano.

Ma proprio il trentennale riapre oggi una domanda: come trasformare quel riconoscimento in una nuova opportunità per il territorio?
DAL PRODOTTO ALLA SUA STORIA
È qui che si inserisce Oro Rosso Vivo. Il progetto amplia lo sguardo dal prodotto al patrimonio che lo accompagna: la terra, il lavoro agricolo, i saperi, le tradizioni, la cultura gastronomica e la memoria di una comunità.

Nel corso delle celebrazioni è emersa anche la prospettiva di valorizzare il Pomodoro San Marzano come bene immateriale, riconoscendo non soltanto ciò che viene raccolto nei campi e arriva sulle tavole, ma anche il patrimonio culturale costruito nel tempo intorno a quella coltivazione.
La prima parte del trentennale ha già restituito questa dimensione attraverso linguaggi diversi: la convention dedicata ai 30 anni della DOP, la grande tavola di “San Marzano in tavola”, il PomoJazz e la serata con Biagio Izzo. Una serie di appuntamenti che ha coinvolto istituzioni, associazioni, ristoratori, volontari e cittadini.

LA NUOVA SFIDA: SAN MARZANO 2030
Ora il progetto guarda avanti. In questo passaggio assume un ruolo centrale il sindaco Andrea Annunziata, che ha voluto fortemente riprendere quel percorso e trasformare il trentennale della DOP in un’occasione per rilanciare il valore del Pomodoro San Marzano e della sua storia.

Da oggi, 24 settembre, fino a lunedì 28, San Marzano sul Sarno ospita “San Marzano Festival 2030 – Oro Rosso Vivo”, cinque giornate raccolte attorno al tema “Il Villaggio del Pomodoro 1.0”. Un programma che attraversa scienza e innovazione agronomica, biodiversità e sostenibilità, gastronomia e tradizione, cultura contadina, inclusività e sport nella natura, fino alla riflessione sull’eredità dell’agricoltura e sulle prospettive future.
Il percorso si apre oggi con Oro Rosso, dedicato alla presentazione del progetto, per proseguire venerdì con “La scienza e il futuro”, sabato con “A tavola con la storia”, domenica con “La terra e le mani” e lunedì con “L’eredità”. Un calendario che mette in dialogo saperi, persone e generazioni diverse attorno al Pomodoro San Marzano.

Il Manifesto San Marzano 2030 segna così il passaggio dalla celebrazione alla programmazione, con l’obiettivo di rafforzare la riconoscibilità del prodotto dentro e fuori i confini nazionali e costruire una rete più forte tra i territori della DOP, le istituzioni, il mondo agricolo, la ristorazione e le nuove generazioni.
Perché, a trent’anni dalla DOP, la sfida è trasformare una storia già riconosciuta in un patrimonio capace di guardare al futuro.










