
Malagò, il De Luca del Coni, aveva esaurito i mandati da presidente. Elezioni: chi ne prende il posto ? L’ultra-settantenne napoletano della Canoa Buonfiglio, che l’ha spunta su Pancalli ma anche sull’ottacinquenne Franco Carraro (ex presidente del Milan, del Sci Acquatico, della Lega di A, della Figc, del Coni oltre che ex sindaco di Roma ed ex ministro socialista). Tutto il contrario di “Non è un paese per vecchi (No Country for Old Men)” un film del 2007, scritto e diretto dai fratelli Coen. Cinema glaciale, autoreferenziale, citazionista, che manipola il genere per metterne a nudo, e (quindi) volontariamente incepparne, i meccanismi di funzionamento. Ma non solo. Perché prepotente si insinua una filosofia del disincanto, un pessimismo co(s)mico, un’elegia delle tragedie e delle miserie umane alle quali, però, non si riesce mai a credere veramente: colpa di una ludica teoreticità di fondo così esibita, onnipresente e onnicomprensiva da interporre distanze siderali tra il contenuto e la forma, a tutto “vantaggio” di quest’ultima. Questo non è l’inizio della recensione dell’ultimo film dei fratelli Coen, questo è un “inizio campione” riferibile (credo, temo, spero) a gran parte della filmografia dei fratelli Coen. Ma torniamo, invece, al Paese per Vecchi al capitolo politica italiana.
A differenza di quanto avviene per la Camera e il Senato, o per la carica di presidente della Repubblica, non esiste limite di età in Italia per diventare membro del governo, sia come presidente del Consiglio che come ministro o sottosegretario.
Ma i dati mostrano che il criterio anagrafico ha avuto un peso nell’orientare la formazione degli esecutivi del nostro Paese. Quali sono stati i governi con l’età media più alta e più bassa dal 1946 a oggi? Chi sono stati i ministri e i sottosegretari più giovani e quelli più anziani? E i partiti che hanno più spazio alle nuove leve? Abbiamo analizzato che cosa dicono i numeri.
I dati sui governi
Tecnico significa anziano
Nella storia repubblicana i governi con l’età media più alta all’insediamento (considerando ministri e sottosegretari) sono stati quelli guidati da presidenti del Consiglio non espressi dai partiti. I governi Monti (60,39 anni), Dini (58,87) e Ciampi (55,97) sono in cima alla classifica degli esecutivi più vecchi, a fronte di un’età media complessiva di 52,56 anni.
Questo dato è solo parzialmente sorprendente, se si considera che molti membri dei governi tecnici sono stati scelti proprio per la loro esperienza, maturata in anni di lavoro nella pubblica amministrazione, nell’università o nelle professioni.
I governi più recenti sono tra quelli più giovani
Nell’ultimo decennio si è assistito a un deciso ringiovanimento degli esecutivi. I governo Gentiloni (53,52) e Berlusconi IV (53,58) sono gli unici con una età media di poco superiore a quella complessiva. Gli esecutivi Letta e Draghi superano di poco i 52 anni, mentre il governo Renzi si attesta intorno ai 50.
I governi Conte I (46,30) e Conte II (47,36) si distinguono invece per l’età media più bassa dal 1946 a oggi. Questo dato è in parte effetto della presenza al governo del Movimento 5 Stelle, le cui delegazioni ministeriali negli esecutivi guidati da Giuseppe Conte avevano un’età media intorno ai 42 anni, tra le più giovani dell’intera storia repubblicana. L’età media del governo Meloni (presidente a 45 anni. stessa età di Letta qualche anno prima) ovvero il sessantottesimo esecutivo della Repubblica Italiana, è di 60 anni. Questo lo rende il quarto governo con l’età media più alta nella storia della Repubblica, secondo Wikipedia. Il governo è composto da 25 membri, di cui 6 donne, ed è in carica dal 22 ottobre 2022.
Tra le varie cariche di governo, il presidente del Consiglio ha in genere l’età media più alta al momento della nomina. Dal 1946 a oggi, l’età media dei presidenti del Consiglio si è attestata intorno ai 58 anni, contro i 55 dei ministri e i 51 dei sottosegretari.
Amintore Fanfani stato per ben due volte il presidente del Consiglio più anziano, guidando i suoi ultimi due esecutivi all’età di 74 e 79 anni. In quest’ultimo caso – il Fanfani VI – l’allora presidente del Senato fu chiamato a guidare un esecutivo “balneare” di brevissima durata (aprile-luglio 1987).
Curiosità: fino al 1987 – quando Giovanni Goria stabilì un nuovo record – Fanfani detenne anche il record di presidente del Consiglio più giovane, grazie alla sua nomina nel 1954 all’età di 45 anni.
Giovanni Goria, coi suoi 43 anni dell’epoca, è stato a lungo il più giovane presidente del Consiglio, prima di Matteo Renzi (39 anni).
Berlusconi, D’Alema, Monti, Renzi, Conte e da ultimo Draghi non avevano ricoperto alcuna carica nell’esecutivo prima di essere nominati a capo del governo per la prima volta. Ciononostante, l’età media dei presidenti del Consiglio nella seconda Repubblica è cresciuta fino a oltre 59 anni.
Politica, Istituzioni, Enti, Federazioni: i giovani possono attendere (va leggermente meglio nel privato con le successioni familiari ma non di tanto). I bamboccioni possono aspettare oppure darsi da fare in altro modo. In Italia il nuovo che avanza è solo un libro di Michele Serra mentre regna il titolo di un altro libro, quello di Vittorio Gassman: Un grande avvenire dietro le spalle.







