Napoli è spesso raccontata con colori vivaci, contrasti forti e una verità che non ha paura di mostrarsi. E in quella verità si muove Anna Di Meglio, napoletana, scrittrice, attrice e regista teatrale: una figura che ha scelto il palcoscenico come luogo privilegiato non solo dell’espressione artistica, ma soprattutto della ricerca. Il suo teatro, infatti, non si limita a divertire: fa sorridere e, subito dopo, invita a pensare. È un’arte coraggiosa, capace di mettere insieme farsa, storia e cronaca, costruendo un collage tra “vecchio e nuovo” che continua a scavare nell’intimo e nei comportamenti umani.
La storia di Anna Di Meglio comincia molto prima del teatro “in senso classico”. La sua inclinazione verso la scrittura—e in particolare verso la poesia— si manifesta fin dall’età delle elementari. Poi, all’età di sedici anni, arriva la svolta: frequenta la scuola di teatro con il professor Nando Vilella, attore felliniano, legato a opere come “Amarcord”. Un passaggio fondamentale, perché Vilella rappresenta un ponte tra la grande tradizione e la necessità di raccontare storie vive, pulsanti. E Di Meglio non si limita a interpretare. Inizia presto a scrivere testi propri e, ventenne, porta in scena lavori da lei diretti e realizzati. Questa scelta—scrivere per poi mettere in scena—diventa progressivamente il tratto identitario del suo percorso: una forma di teatro in cui l’autrice non è “a lato”, ma al centro del processo creativo. Tra i riconoscimenti più importanti c’è il “Premio d’autore nel 1990” per il testo teatrale “Nina”. È la storia di una ragazza che analizza tutti i condizionamenti—quelli imposti, quelli interiorizzati, quelli che finiscono per guidare senza chiedere permesso. Ma non resta chiusa in quell’analisi. Diventa, gradualmente, una donna che si pone verso la società con “le mani aperte” verso gli altri. “Nina” non è soltanto una trama: è un percorso, un’idea di crescita che passa attraverso la consapevolezza. Ed è proprio questo tipo di capacità—unire drammaturgia e riflessione—che fa emergere il suo stile. Di Meglio sa mettere in scena relazioni, conflitti interiori e contraddizioni con un ritmo spesso ironico, ma mai superficiale. Anna Di Meglio ha pubblicato anche diversi libri di testi teatrali. L’ultimo volume è “Due commedie” di Anna Di Meglio, ulteriore testimonianza di una scrittura che non vive solo nell’evento teatrale, ma resta disponibile come materiale culturale, studiabile e rinegoziabile nel tempo. Anna Di Meglio dedica una parte importante del proprio impegno ad avvicinare i giovani al teatro. Ha preparato spettacoli destinati anche alle scuole, offrendo contenuti che diventano occasioni di studio e di confronto. Un gesto culturale rilevante, perché porta il teatro fuori dalle abitudini “solo da spettatore” e lo trasforma in esperienza formativa. Diversi sono i traguardi raggiunti dalla Di Meglio, tra cui: “Primo premio sceneggiatura teatrale” a Roma, “Il Nettuno d’oro per professionalità e cultura” e “Quinto premio europeo di letteratura” a Genova.
«Il teatro racchiude la vita stessa, i suoi scenari, i comportamenti umani e rispecchia la società. È analisi, è introspezione, è riflettere, rispecchiarsi, ironizzare sui propri difetti e mettersi in discussione. È capirsi» spiega Anna Di Meglio. «Ho sempre analizzato con i miei attori, i vari aspetti di ogni personaggio, il loro relazionarsi. Amo il teatro perché è crescita, è un avviarsi alla conoscenza profonda di ogni essere umano, il confondersi di sentimenti da analizzare e scrutare con sé stessi e con gli altri. Un testo teatrale non è diverso da un romanzo, sono la stessa cosa, hanno una diversa modalità di esposizione, ma la medesima valenza nell’analisi dei personaggi» conclude.
Anna Di Meglio non costruisce “spettacoli” come oggetti fini a sé stessi. Costruisce percorsi: tra condizionamenti e libertà, tra tradizione e invenzione, tra sorriso e pensiero. Il suo teatro sembra sempre dire: non fermarti al divertimento. Capisci. Metti in discussione. Capisciti.

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Canale YouTube: https://youtube.com/@annadimeglio8202?si=NhAmQXp_Ygph1Lx3




