
I tempi sono due, chi ne gioca uno solo rischia di fare brutta figura e rimediare fischi. E’ successo alla Salernitana nel derby di terza serie con la Cavese. Granata in vantaggio e in partita un solo tempo, il primo: poi il crollo nella ripresa, la Cavese in carrozza, rimediando un pari dal peso specifico maggiore (recrimina su qualche episodio). Cosa succede alla squadra di Cosmi ? Semplice, quando si modella e rimodella un gruppo a tappe, rischi che la gamba dell’uno sia diversa da quella dell’altro e dell’altro ancora: parliamo di preparazione non delle Kessler buonanime. A Cascia c’era un gruppo e di quel gruppo ne sono rimasti oggi sette, ottimo al massimo. Leggi di mercato ma anche programmazione avventata, oltre che vanamente sbandierata. La truppa di Masitto invece mostra la tigna di che deve lottare su ogni pallone, di chi sa che ogni punto è buono per salvarsi: bella esibizione, sciolta e disinvolta, capace di tenere botta nel momento di difficoltà e di uscire allo scoperto strada facendo con qualità e quantità. La tigna come nel romanzo di Roberto Contu: Il viale era intasato di traffico, di mani che mischiavano isteriche l’aria, di profumo di diari appena usciti dalle cartolerie e puzza di Marlboro light nascoste tra i pugni. Si chiudevano finalmente gli sportelli sulle prediche non finite dei genitori, iniziava un altro anno.
Infine l’orario: giocare alle 3 di pomeriggio con queste temperature induce, per assimilazione, a dar ragione a Mastella quando dice che le squadra andrebbero aperte a ottobre.








