
a cura di GIOVANNI COPPOLA
Prime bollette TARI in formato digitale e sui social scatta la protesta. A Scafati cresce la preoccupazione per possibili aumenti, nonostante l’amministrazione avesse annunciato una riduzione del 7%.
A sollevare il caso è Gennaro Avagnano, che chiede al sindaco e alla Giunta dove sia finita la riduzione promessa.
«Sarebbe un paradosso avere tasse in aumento e servizi sempre più ridotti – afferma Avagnano –. Villa Comunale senza adeguata custodia, parchi senza manutenzione, il Parco Primato chiuso e strutture sportive lasciate a se stesse».
Nel mirino finisce anche la gestione di Acse. Avagnano richiama la perdita di quasi mezzo milione di euro registrata nel primo semestre e la richiesta di revisione del costo del servizio per quasi un milione di euro in più.
«Chi pagherà tutto questo se non i cittadini?».
Avagnano chiede inoltre chiarezza sulle nuove nomine, a partire dal direttore generale di Acse, e sulla possibile modifica della Centrale Unica di Committenza. «Prima di nuove poltrone, incarichi e affidamenti – sostiene – sarebbe necessario spiegare quali siano le vere priorità».
E la priorità, secondo Avagnano, deve essere una: nessun ulteriore aumento della TARI nel prossimo PEF.
«Le famiglie non possono pagare il prezzo di una gestione che non riesce a mantenere i conti in equilibrio. Il sindaco e la Giunta spieghino dove sia finito il 7% di diminuzione promesso».
Infine, la stoccata sulla Notte Bianca del 4 settembre: «Mentre i cittadini chiedono servizi e meno tasse, prepariamoci a vedere andare in fumo altri 200 mila euro di soldi pubblici».
La domanda politica resta sul tavolo: con TARI, servizi e conti da affrontare, è davvero questa la priorità?





