
Il sindaco di Corbara alla fine del terzo mandato potrebbe tentare il salto in Parlamento? Il suo profilo trasversale e il rapporto costruito con i sindaci dell’Agro lo rendono un nome da osservare. Ma la concorrenza nei partiti sarà fortissima
Il 2027 potrebbe diventare un anno elettorale particolarmente intenso per l’Agro nocerino-sarnese. Alle amministrative già previste in diversi Comuni potrebbe infatti aggiungersi, qualora la legislatura nazionale non arrivasse alla sua scadenza naturale autunnale, anche il voto per Camera e Senato. Due partite differenti che, in caso di elezioni politiche anticipate, potrebbero persino avvicinarsi temporalmente e finire per condizionarsi reciprocamente.
Tra i Comuni chiamati alle urne ci sarà Nocera Inferiore, dove Paolo De Maio ha già avviato il percorso politico di Nocera Domani in vista della ricandidatura del 2027. Si voterà anche a Sant’Egidio del Monte Albino e a Corbara: sono infatti tra i Comuni che andarono alle urne il 3 e 4 ottobre 2021 e che, per effetto della disciplina applicata alle amministrazioni elette nel secondo semestre durante la stagione degli slittamenti Covid, torneranno al voto nella primavera del 2027.
Ed è proprio da Corbara che potrebbe arrivare una delle novità più interessanti.
Per Pietro Pentangelo si concluderà il terzo mandato consecutivo da sindaco. È alla guida del piccolo centro dell’Agro dal 2011 ed è stato riconfermato nel 2016 e quindi nuovamente nel 2021. Cinque anni fa arrivò ad una situazione politicamente singolare: fu l’unico candidato alla carica di sindaco e ottenne 1.524 voti, con la sua Alba Corbarese, in un Consiglio comunale di fatto privo di una vera opposizione eletta.
Dopo quindici anni alla guida del Comune – che diventeranno sedici alla conclusione della consiliatura – potrebbe per Pentangelo aprirsi una fase completamente diversa?
La domanda comincia ad avere una sua logica politica: potrebbe essere uno dei possibili candidati dell’Agro alle elezioni politiche del 2027?
Non risultano al momento candidature ufficiali né manifestazioni pubbliche di disponibilità in questa direzione. Tuttavia il suo profilo presenta alcune caratteristiche che potrebbero renderlo spendibile nella costruzione delle future liste parlamentari.
Pentangelo è oggi uno dei sindaci con maggiore anzianità amministrativa del territorio ed ha assunto negli ultimi anni un ruolo che supera i confini della piccola Corbara. È presidente della Conferenza dei sindaci dell’Agro Nocerino-Sarnese impegnata, tra l’altro, sul Masterplan territoriale, diventando di fatto uno dei punti di raccordo tra amministrazioni anche molto diverse politicamente. Lo stesso Pentangelo ha più volte sottolineato come soprattutto dal 2020 si sia consolidata una collaborazione tra i primi cittadini dell’Agro sulle grandi questioni territoriali.
È forse proprio questo il suo capitale politico più interessante: una rete di relazioni costruita più sul piano istituzionale che su quello strettamente partitico.
Pentangelo, infatti, non arriva da una storia politica priva di appartenenze. Nell’ottobre 2022 entrò nel coordinamento regionale di Forza Italia, ricevendo dal coordinatore Fulvio Martusciello la delega ai piccoli Comuni sotto i 15mila abitanti. In quell’occasione ringraziò Antonio Tajani e rivendicò l’appartenenza ad una forza di centrodestra “moderata, europeista ed atlantista”.
Ma già nello stesso 2022 si registrò un passaggio politicamente interessante. Durante la campagna per le elezioni politiche, a Corbara, Pentangelo sostenne pubblicamente Paola Lanzara, candidata del centrosinistra alla Camera, in un’iniziativa alla quale parteciparono anche diversi sindaci e amministratori dell’Agro. Il suo intervento fu incentrato proprio sul ruolo del “partito dei sindaci”, sulla capacità degli amministratori locali di rappresentare direttamente le esigenze dei territori.
Da allora la sua azione pubblica è apparsa sempre meno riconducibile ad una rigida collocazione partitica e maggiormente concentrata sull’asse istituzionale dei sindaci e sui rapporti con la Regione e con le amministrazioni dell’area. Un profilo che rende oggi difficile collocarlo automaticamente nel centrodestra o nel centrosinistra e che, proprio per questo, potrebbe eventualmente risultare interessante in una stagione nella quale i partiti torneranno a cercare candidati con radicamento territoriale.
Ma gli spazi saranno tutt’altro che semplici.
Alle politiche del 25 settembre 2022, l’Agro nocerino-sarnese ricadeva per la Camera nel collegio uninominale Campania 2-U05 Scafati, comprendente, tra gli altri, Angri, Corbara, Nocera Inferiore, Nocera Superiore, Pagani, Roccapiemonte, Sant’Egidio del Monte Albino, San Marzano, San Valentino Torio, Sarno, Scafati e Castel San Giorgio, insieme ai comuni della Costiera Amalfitana. Il collegio faceva parte del plurinominale Campania 2-P02.
A vincere l’uninominale fu Imma Vietri di Fratelli d’Italia, con il centrodestra, mentre Virginia Villani del Movimento 5 Stelle e Paola Lanzara per il centrosinistra furono le principali concorrenti.
Nel plurinominale i partiti schierarono invece nomi di peso nazionale e provinciale. Fratelli d’Italia presentò come capolista Edmondo Cirielli, seguito da Eleonora Pace, Nunzio Carpentieri e Luisa Maiuri; il Pd schierò in testa Piero De Luca; il Movimento 5 Stelle Michele Gubitosa, mentre Forza Italia presentò Antonio Tajani, Marta Fascina, Tullio Ferrante e Teresa Formisano.
Da quel quadro uscirono parlamentari che inevitabilmente rappresenteranno il primo livello della discussione sulle candidature future. Cirielli è tuttora deputato di Fratelli d’Italia, così come Piero De Luca siede alla Camera per il Partito democratico. Al Senato il riferimento più forte del centrodestra salernitano resta Antonio Iannone, rieletto nel 2022 nel collegio uninominale Campania-U03 Salerno con il 41,61 per cento.
È quindi facile immaginare che, salvo rivoluzioni interne ai partiti, figure come Cirielli, Vietri, Iannone e De Luca abbiano naturalmente un peso importante nella costruzione degli schieramenti del 2027. Questo non significa che le loro ricandidature siano già definite: le liste verranno decise molto più avanti e dipenderanno anche dalla legge elettorale con la quale si voterà.
Se restasse in vigore l’attuale sistema, accanto ai collegi uninominali continuerebbero ad avere un ruolo decisivo i collegi plurinominali con liste bloccate. Ed è proprio lì che si giocherebbe una seconda, durissima partita: conquistare una posizione realmente eleggibile nella lista del proprio partito.
Pentangelo potrebbe entrare in questo borsino?
Teoricamente sì. Ma prima bisognerebbe capire con quale area politica.
Un ritorno pieno nel centrodestra dovrebbe misurarsi con una filiera già molto strutturata, soprattutto in Fratelli d’Italia, dove il territorio salernitano dispone di figure consolidate come Cirielli, Iannone e Vietri. In Forza Italia la sua precedente esperienza nel coordinamento regionale e il rapporto con l’area moderata potrebbero rappresentare invece un precedente utile.
Dall’altra parte c’è però il rapporto maturato negli ultimi anni con numerosi amministratori civici e di centrosinistra. Ed è qui che il ragionamento potrebbe diventare più interessante. Pentangelo potrebbe presentarsi non tanto come esponente di partito quanto come espressione del sistema dei sindaci dell’Agro, rivendicando un’esperienza amministrativa ultradecennale e un ruolo di coordinamento territoriale.
Potrebbe addirittura raccogliere consensi trasversali tra amministratori appartenenti a schieramenti differenti?
È un’ipotesi da verificare e non un dato acquisito. Ma sarebbe probabilmente questo il vero punto di forza di una sua eventuale candidatura: non il peso elettorale della sola Corbara, inevitabilmente limitato dalle dimensioni del Comune, bensì la possibilità di rappresentare una rete più ampia di sindaci, amministratori ed esponenti territoriali.
C’è poi una coincidenza politica che rende il 2027 particolarmente delicato per lo stesso Pentangelo. Il sindaco avrebbe manifestato più volte, anche informalmente, l’intenzione di non cercare un nuovo mandato a Corbara. Se questa volontà fosse confermata, il termine della lunga esperienza amministrativa potrebbe coincidere proprio con la fase nella quale i partiti inizieranno a comporre le candidature per il Parlamento.
Da Palazzo di città a Montecitorio o Palazzo Madama?
Per ora è soltanto una domanda.
E intanto a Corbara si aprirà inevitabilmente la partita della successione.
Pentangelo è riuscito negli anni a svolgere una funzione di federatore di gruppi e sensibilità differenti. Il dato del 2021 resta emblematico: nessun concorrente alla carica di sindaco e un’unica lista in campo. Una condizione difficilmente replicabile automaticamente senza di lui.
La scelta del successore potrebbe infatti far emergere quelle differenze rimaste finora contenute all’interno della maggioranza. Non è escluso che, venuta meno la candidatura unificante del sindaco uscente, possano nascere più aggregazioni civiche e piccoli gruppi, fino a determinare una competizione molto più frammentata rispetto a quella praticamente senza avversari del 2021.
Ecco perché la partita di Corbara potrebbe avere riflessi ben oltre i suoi confini.
Pentangelo dovrà scegliere se accompagnare direttamente la costruzione di un candidato unitario per il dopo-Pentangelo, limitandosi al ruolo di garante della sua esperienza amministrativa, oppure se utilizzare la fine del mandato per aprire una nuova stagione personale.
Ed è qui che il 2027 politico dell’Agro potrebbe intrecciare due livelli: i sindaci che cercano la riconferma, come Paolo De Maio a Nocera Inferiore; le ricomposizioni già in corso a Sant’Egidio del Monte Albino; la successione che inevitabilmente si aprirà a Corbara; e, sullo sfondo, la definizione delle candidature parlamentari.
Nel centrodestra i parlamentari uscenti partiranno inevitabilmente con un vantaggio nelle interlocuzioni interne. Nel centrosinistra il tema sarà comprendere quale assetto avrà il campo progressista e quale peso verrà riconosciuto ai territori. Il Movimento 5 Stelle dovrà decidere se confermare i propri riferimenti parlamentari e con quali eventuali alleanze affrontare gli uninominali.
In mezzo potrebbe esserci uno spazio per quel “partito dei sindaci” che già nel 2022 Pentangelo evocò pubblicamente.
Se davvero il sindaco di Corbara volesse provare il salto verso Roma, sarebbe proprio questa la sua scommessa: trasformare sedici anni di amministrazione comunale e il ruolo di coordinamento dei sindaci dell’Agro in un consenso territoriale capace di convincere un partito a riservargli un collegio o, forse più realisticamente, una posizione utile in un listino plurinominale.
Ma prima ancora della domanda su quale partito potrebbe candidarlo ce n’è un’altra, più semplice e per ora senza risposta ufficiale:
Pietro Pentangelo vuole davvero provare a diventare parlamentare?
Il 2027 potrebbe essere l’anno giusto per scoprirlo.






