
“Il playmaker è l’allenatore in campo.” (Citazione classica spesso attribuita a vari coach NBA). “Non conta quanti punti segni, ma quanti tiri facili crei per i tuoi compagni.” “Un vero playmaker vede il campo non per come è, ma per come sarà tra due secondi.” “Il miglior passaggio è quello che mette il compagno in condizione di segnare senza fatica.” “La palla è come un tesoro: il playmaker sa quando custodirla e quando regalarla.”
Tutte frasi che potrebbero descrivere alla perfezione la doppia vita cestistica di Giampaolo Di Lorenzo, un tempo playmaker di indiscutibile talento e oggi coach dei miracoli. Con la Power Nocera sta dimostrando che il trascorrere delle primavere l’ha persino migliorato, per la gioia del presidente Renis e di tutta la dirigenza nocerina, che dal suo avvento s’è messa in marcia vera per la permanenza in B. Giusto 20 anni fa lasciò il parquet da primo attore.
Cresce nella Partenope Napoli, squadra della sua città natale con cui debutta anche in A1. Nel periodo compreso tra il 1989 e il 1992 scende in Serie B2 a farsi le ossa con le canotte di Barletta, Capri e Rieti. Torna quindi nel professionismo disputando cinque campionati di A2 ancora coi colori della Partenope. Faceva parte di quel Napoli basket, in modalità slava, di Mirko Novosel e Giampaolo, insieme a Max Sbaragli costituiva una delle anime locali di quella squadra che sfidava le top del campionato, tra cui la grande JuveCaserta di Nando Gentile, Enzino Esposito, Oscar…Derby incandescenti tra PalArgento e PalaMaggió.
Poi l’esperienza a Battipaglia ma anche alla Serapide Pozzuoli. Nella stagione 1998-99 si trasferisce alla Libertas Forlì, ma è l’ultima stagione prima della scomparsa del club, che militava anch’esso in A2.
Di Lorenzo rimane in Romagna contribuendo alla salita in B1 della seconda squadra forlivese, quella Fulgor Forlì che nel 2003 finirà per fondersi con la nuova Libertas. Nel 2005-06 vive la sua ultima esperienza agonistica da giocatore, assumendo il doppio incarico di giocatore-allenatore di Brindisi. Appese le scarpette al chiodo, allena per un biennio a Potenza, dove ottiene una promozione in B1 e una salvezza l’anno successivo. Nel 2008 fa ritorno alla Fulgor Libertas Forlì, guidandola anche in Legadue dopo il ripescaggio del club avvenuto nell’estate 2010. Qualche mese dopo trova l’accordo con la Fulgor Omegna per la panchina rosso-verde.
Dopo l’interruzione del suo rapporto professionale con la Fulgor Omegna a fine stagione 2013-2014 trova l’accordo con la Bawer Matera. Poi tante altre panchine, Salerno compresa. Punta sul gruppo, sulla fase difensiva attenta e dinamica. Era e resta una grande. La panacea, quest’anno, di Nocera.






