
Questa sera, al Teatro La Locandina, a Pagani, io e mia figlia Gloria abbiamo vissuto un’emozione rara, di quelle che restano addosso come un profumo leggero e persistente. Sedute l’una accanto all’altra, abbiamo sentito il sipario aprirsi non solo sul palco, ma anche dentro di noi, mentre prendeva vita la struggente e immortale tragedia di Romeo e Giulietta di William Shakespeare.

Le parole, pur scritte secoli fa, vibravano di un’attualità sorprendente. Ogni sguardo, ogni gesto, ogni pausa carica di significato ci ha attraversate come un’onda calda, potente e dolcissima insieme. È incredibile come una storia così nota riesca ancora a parlare al cuore con forza rinnovata, ricordandoci quanto l’amore, in tutte le sue forme, sia fragile, ribelle, assoluto.
Un grazie speciale alla mia amica, la splendida attrice Rosalba Canfora, che con la sua intensità e grazia ci ha guidate in una dimensione parallela, sospesa tra cielo e terra. Con lei e con tutti gli artisti sul palco abbiamo respirato un’aria diversa, più pura; abbiamo interiorizzato vibrazioni positive, riscoperto il valore dell’amore filiale, sentito il legame tra madre e figlia farsi ancora più saldo e luminoso.

Il teatro ha questo potere straordinario: unisce e rafforza, crea un sodalizio silenzioso tra le anime presenti in sala. Per qualche ora siamo stati un unico respiro, un’unica emozione condivisa. Il teatro allunga la vita, non tanto nel tempo, quanto nell’intensità. Ci fa sentire più vivi, più consapevoli, più umani.

Bravissimi tutti gli attori, capaci di farci sentire parte di un mondo incantato e puro come quello del palcoscenico, dove le tragedie si trasformano in sogni da inseguire e le lacrime diventano pensieri fecondi, capaci di renderci migliori.
Questa sera torniamo a casa con il cuore colmo di gratitudine, bellezza e amore e con la certezza che certe emozioni, quando sono condivise, diventano eterne.

La cultura, quando incontra il teatro, smette di essere soltanto sapere e diventa esperienza viva, palpito, respiro dell’anima.
insomma al Teatro La Locandina di Pagani, abbiamo sentito chiaramente: che la cultura si è sposata con lo spirito in un’armonia perfetta, trasformando parole scritte secoli fa in energia presente, concreta, necessaria.
Attraverso la forza eterna di Romeo e Giulietta di William Shakespeare, gli attori non si sono limitati a interpretare un testo: lo hanno incarnato, donandoci non solo emozione, ma Speranza. Una speranza autentica, che nasce dalla consapevolezza del dolore e tuttavia lo supera, lo trasfigura.

Ecco perché Nietzsche sosteneva che l’arte non è semplice ornamento, ma la suprema forza vitale, una “grande seduttrice” che rende possibile la vita sublimando il caos e il dolore in bellezza. Essa rappresenta l’espressione massima della volontà di potenza, trasformando l’esistenza in un’opera d’arte, contrapponendosi al nichilismo e alla negazione della vita tipica di morale e religione.
Annalisa Capaldo







