
Cara dottoressa D’Acunzi,
che molti chiamavano affettuosamente Linetta, ti ho conosciuto tardi, ma forse in tempo, anzi, sicuramente in tempo, per poterti dimostrare la mia stima, la mia riconoscenza e, soprattutto, un sincero moto del cuore.
Sono tornata da Milano e mi sono ritrovata senza medico curante. Avrei potuto sceglierne uno provvisorio, nell’attesa di rifare la residenza a Nocera Superiore, ma ho deciso di affidare a te mia figlia Gloria, la primogenita, il mio primo amore. Quando è stata male, le sei stata vicina con cure amorevoli e l’hai trattata, come evidentemente facevi con tutti i tuoi pazienti, in modo impeccabile, come se fosse una figlia.
La tua sincerità mi ha aperto il cuore, e ogni volta che vedevi la foto del mio terzo bambino, avuto in età “geriatrica”, come qualcuno diceva, mi scrivevi in privato, dicendomi che avevo fatto la scelta giusta scegliendo la vita e che il mio Luchino era bellissimo. Nei tuoi messaggi su WhatsApp non mancava mai un cuore: ne custodisco la memoria e gli screenshot.
Nulla potrà mai intaccare il bene che hai donato a tutta la comunità di Nocera Superiore e non solo. Il tuo ricordo resterà imperituro nei cuori e nelle menti di chi ha avuto la fortuna di conoscerti e di averti come dottoressa, amica, persona alla quale ci si poteva sempre rivolgere per un consiglio, una parola di conforto, un sorriso, una strizzata d’occhio.
Grazie per quel poco tempo in cui ho avuto la fortuna di averti nella mia vita, sebbene solo di riflesso, e per le parole di affetto e conforto che mi hai sempre rivolto.
Chiedevo spesso in privato a tuo marito, Pasquale Cuofano, al quale rivolgo le mie più sentite condoglianze, come stessi durante l’ultimo anno della tua malattia. Quando mi diceva che combattevi e andavi avanti nonostante tutto, io leggevo con il cuore. E anche se non potevi più leggere i messaggi che gli mandavo per te, lui te li riferiva, e tu mi ringraziavi.
Le mie condoglianze anche a Giovanni Maria Cuofano, il tuo amatissimo primogenito, e all’altro tuo figlio, che non ho avuto il piacere di conoscere. Un abbraccio grande ai tuoi nipotini, alle tue sorelle e a tutti coloro che ti sono stati accanto e ora piangono la tua assenza.
Mi auguro che dal cielo tu possa continuare a curarci, anche solo con uno sguardo, e idealmente ti stringo, al di là delle visite di cordoglio, che non sempre rispecchiano l’affetto sincero che uno porta nel cuore.
Per questo voglio ricordarti da viva: le lacrime possono solcare il mio volto, ma sono lacrime di gratitudine per ciò che sei stata e continuerai a rappresentare: una grande donna, una grande professionista, una persona sempre coerente.
Grazie.
Riposa in pace, Linetta cara.

Annalisa Capaldo








