
Le madri Palestinesi portano in braccio i propri figli morti come reliquie sante da cui non vogliono staccarsi.
Le madri Palestinesi gridano senza voce il proprio dolore osservando il cielo come figlie di un dio minore, indifferente, inesistente, mentre le bombe impazzano su altri miserabili in procinto di morire.
Le madri Palestinesi cercano di riparare le loro creature col proprio corpo.
Le madri Palestinesi sono uguali a tutte le madri del mondo, ma più somiglianti a Maria sotto la croce, mentre il Cristo le viene adagiato, esanime, accanto.
Le madri Palestinesi non so cosa provino, se più dolore o più rabbia, ma di sicuro non meritano cotanto strazio e simili sofferenze.
Le madri Palestinesi vorrebbero morire al posto dei figli, dilaniate da lacrime cocenti come il fuoco, non desiderano sopravvivere ai bambini che hanno messo al mondo e che gli vengono brutalmente strappati.
Le madri Palestinesi sono uguali alle donne che governano e si rendono complici del loro sacrificio senza muovere un dito, disumane come il potere, i soldi e il genocidio, mentre mettono la merenda nello zaino dei propri figli.
Le madri Palestinesi non meritano di seppellire i loro bambini e questi ultimi non meritano di morire senza saperne il motivo, senza aver vissuto.
Annalisa Capaldo








