
Dal 1996 a oggi, il Pomodoro San Marzano è diventato uno dei simboli del Made in Italy nel mondo. San Marzano sul Sarno celebra il trentennale della DOP con un mese di eventi tra cultura, enogastronomia, musica e spettacolo.
Trent’anni di DOP, ma una storia che parte da ancora più lontano. È quella del Pomodoro San Marzano, eccellenza agroalimentare profondamente legata alla Campania e diventata negli anni uno dei più autentici ambasciatori del Made in Italy nel mondo.
È proprio San Marzano sul Sarno, il territorio che porta nel nome questa eccellenza, a celebrare un anniversario che assume un significato particolare. Da ieri, venerdì 4 settembre, ha preso il via un articolato calendario di appuntamenti che accompagnerà il mese di settembre, con una prima parte fino all’8 settembre e una seconda dal 25 al 28.

Una festa che nasce per celebrare un prodotto, ma che attraverso quel prodotto vuole raccontare una comunità, un territorio, il lavoro agricolo, la tradizione e un patrimonio identitario che nel tempo ha oltrepassato i confini della Campania.
QUELLA DELIBERA DEL 10 GIUGNO 1996

Per comprendere il significato di questo trentennale bisogna tornare indietro nel tempo, precisamente al 10 giugno 1996.
Fu allora che il Consiglio Provinciale di Salerno, con una deliberazione approvata all’unanimità, formulò la proposta per il riconoscimento della Denominazione di Origine Protetta del Pomodoro San Marzano.
A guidare l’Amministrazione provinciale era il presidente Alfonso Andria. Tra i consiglieri sedeva Andrea Annunziata, oggi sindaco di San Marzano sul Sarno.

Quella scelta unanime rappresentò un passaggio significativo nel percorso di tutela e valorizzazione del prodotto. La proposta venne successivamente rilanciata in sede europea attraverso il senatore dell’epoca Michele Pinto, contribuendo a portare il San Marzano verso il riconoscimento comunitario.

È da quel passaggio istituzionale che prende forma una storia che, trent’anni dopo, San Marzano sul Sarno torna a raccontare.
Perché la DOP non rappresenta soltanto un marchio di qualità. Significa tutelare l’origine, le caratteristiche, la tradizione e l’identità di un prodotto profondamente legato alla terra nella quale viene coltivato.
E proprio a questa storia è stato dedicato l’avvio della manifestazione.

All’inaugurazione erano presenti anche Maria Carmela Sirluca, assessore all’Agricoltura della Regione Campania, e Rocco De Prisco del CNR, insieme ai rappresentanti dell’Amministrazione comunale, tra cui il vicesindaco Vincenzo Marrazzo, la presidente del Consiglio Luisa Maiorano e il consigliere Biagio Calabrese.
Il Pomodoro San Marzano DOP interessa un’area che comprende 41 Comuni tra il Napoletano e il Salernitano, un territorio nel quale agricoltura, cultura e tradizione produttiva costituiscono un patrimonio che appartiene all’intera Campania.
IL VIA CON LA CONVENTION SUL SIMBOLO DEL MADE IN ITALY

È stata la convention “Pomodoro San Marzano – Il simbolo del Made in Italy, 30 anni dopo la DOP”, ospitata ieri sera al Parco Urbano, ad aprire ufficialmente il programma delle celebrazioni.
Un incontro dedicato al percorso compiuto in questi trent’anni, alla tutela della denominazione e alle prospettive future di una filiera nella quale sono coinvolti istituzioni, produttori, aziende e operatori del comparto.
A moderare il confronto è stato Luciano Pignataro, giornalista, scrittore e critico enogastronomico.

Dopo il momento di approfondimento, spazio al gusto e alla convivialità con degustazioni e momenti dedicati al rapporto tra pizza e Pomodoro San Marzano, accompagnati dalla musica.
Un debutto che ha dato subito il senso di una manifestazione costruita intorno a più linguaggi: quello dell’agricoltura e dell’enogastronomia, ma anche quello della cultura, della musica e dello spettacolo.
OGGI LA GRANDE TAVOLA DELLA CONVIVIALITÀ

La festa prosegue oggi, sabato 5 settembre, con uno degli appuntamenti più attesi.
Alle 20.30, Piazza Umberto I e il percorso fino a Piazza Mazzini ospiteranno “Il San Marzano in tavola – Cena conviviale”, trasformando il cuore del centro storico in una grande tavola.
Un’idea semplice e suggestiva: portare la convivialità nelle strade e riunire simbolicamente cittadini e ospiti attorno a un’unica, lunghissima tavola.
Musica, intrattenimento e voglia di stare insieme accompagneranno la serata, con un invito che richiama naturalmente il protagonista della manifestazione: indossare qualcosa di rosso, il colore del pomodoro e dell’“Oro Rosso” celebrato in questi giorni.
A coordinare l’appuntamento è l’Associazione Teatrale Uno Nessuno e Centomila, che ha curato l’organizzazione e la gestione della serata.
DOMANI IL CENTRO STORICO SI VESTE DI JAZZ

Dalla convivialità alla musica. Domenica 6 settembre, alle 20.30, sarà la volta di “PomoJazz nel centro storico – Musica & Food”.
Piazza Mazzini, via Vittorio Veneto e Piazza Umberto I diventeranno palcoscenici a cielo aperto, con un percorso musicale destinato ad animare diverse zone del centro.
Protagonisti saranno Luca Roseto Jazz Quartet, M.E.M. Jazz Trio e Aleph Trio, per una serata tra jazz, sonorità soul e atmosfera conviviale.
All’iniziativa parteciperà anche il Forum dei Giovani di San Marzano sul Sarno, rafforzando il coinvolgimento della comunità e delle nuove generazioni nella manifestazione.
L’8 SETTEMBRE ARRIVA BIAGIO IZZO

La prima parte delle celebrazioni si concluderà martedì 8 settembre, ancora una volta al Parco Urbano.
A partire dalle 20.30, la musica dei Via Toledo farà da apertura alla serata che avrà come protagonista Biagio Izzo, atteso con il suo spettacolo all’insegna della comicità e del divertimento.
L’ingresso sarà gratuito.
Un appuntamento che chiuderà la prima tranche della manifestazione con una serata pensata per un pubblico ampio, confermando la scelta di alternare momenti di approfondimento e valorizzazione del prodotto a occasioni di intrattenimento e partecipazione popolare.
UN MESE NEL SEGNO DELL’“ORO ROSSO”

Le celebrazioni, però, non termineranno l’8 settembre. Il programma riprenderà dal 25 al 28 settembre, completando un mese interamente dedicato al Pomodoro San Marzano.
Una scelta che trasforma il trentennale della DOP in un più ampio progetto di valorizzazione del territorio, attraverso un calendario capace di mettere insieme enogastronomia, cultura, musica, spettacolo e tradizione.

Il filo conduttore resta sempre lui, il Pomodoro San Marzano: un prodotto che nasce dalla terra, porta con sé il lavoro di chi la coltiva e che, nel tempo, ha saputo conquistare una dimensione internazionale.
Ma raccontare il San Marzano significa anche raccontare le persone che hanno contribuito a costruirne la storia. Dagli agricoltori ai produttori, dalle aziende alle istituzioni, fino alle comunità che hanno custodito e tramandato un patrimonio diventato parte dell’identità campana.

Ed è forse proprio questo il significato più profondo di questi trent’anni.
Il 10 giugno 1996 una deliberazione del Consiglio Provinciale di Salerno dava voce alla volontà di tutelare e valorizzare il Pomodoro San Marzano. Oggi, a distanza di tre decenni, quella scelta viene celebrata nel luogo che più di ogni altro ne porta il nome.
San Marzano sul Sarno guarda così al passato, ma soprattutto al futuro, con l’obiettivo di continuare a valorizzare un’eccellenza che non è soltanto un prodotto agroalimentare, ma un pezzo di storia, cultura e identità di questa terra.
Trent’anni di DOP, dunque.
Trent’anni di una storia che continua a raccontare San Marzano e, attraverso San Marzano, la Campania nel mondo.






