
a cura di GIOVANNI COPPOLA
Si parla spesso, forse troppo, degli attaccanti, di chi fa gol, di chi decide le partite con una rete. Ma, a mio parere, si parla troppo poco di chi quei gol non li fa subire.
Ed è proprio per questo che oggi voglio parlare di un difensore. Sì, proprio lui: Claudio Manzi. Voglio soffermarmi un attimo su questo ragazzo.
Amo definirlo “il VIKING” della Scafatese, anche per quella sua spiccata somiglianza con l’attore Travis Fimmel, il celebre Ragnar Lothbrok della serie Vikings.
Claudio è un ragazzo sorridente, ma quando entra in campo cambia completamente volto. È un calciatore esperto della categoria, con personalità e mestiere, ma soprattutto con una caratteristica che a Scafati sembra aver già fatto breccia: la maglia la suda davvero.
Ho visto giocare Manzi soltanto due partite e, lo dico sinceramente, sembra che sia sempre stato della Scafatese. Si è calato immediatamente nella realtà gialloblù, interpretando ogni pallone come se fosse una questione personale.
La grinta che mette in campo è quella dei giocatori che non mollano mai. Butta sempre il cuore oltre l’ostacolo e suda la maglia come se fosse la sua pelle.
È un difensore forte, rude, spigoloso. A volte, forse, anche troppo. Ma è proprio quella cattiveria agonistica che serve quando bisogna difendere la propria porta.
E poi ci sono quegli occhi. Uno sguardo che sembra dire: “Vieni, non ho paura di te”.
Un guerriero, insomma. E non è un caso che sulle spalle porti il numero 77. Due sette che, a guardarli bene, possono ricordare quasi due asce da guerra. Chissà se è soltanto una coincidenza o se anche Claudio, in qualche modo, si sente un guerriero e vede in quel numero qualcosa che lo rappresenta.
E poi c’è quel dettaglio che fa impazzire i tifosi: fa gol anche a Giugliano. Perché sì, il mestiere del difensore è impedire agli altri di segnare, ma quando arriva il momento giusto, anche il Viking sa lasciare il segno.
Peccato per il grave infortunio rimediato ad Agropoli. Passeranno parecchi mesi prima di rivederlo in campo.Adesso serve solo recuperare e tornare presto a combattere.
Forza Claudio! Scafati già ti ama. E il Viking ha ancora tante battaglie da combattere.





