
A Salerno, in occasione del Red Wine Day, il vino entra in scena accanto alla pizza. La collaborazione con In Vino Civitas ed Enoteca Porta di Mare racconta territori, vitigni e nuove possibilità di abbinamento

C’è un momento, davanti a una pizza, in cui la scelta della bevanda sembra quasi scontata. Una birra fredda, la sua freschezza, la convivialità immediata. Ma basta cambiare prospettiva per accorgersi che quello tra pizza e bevanda è un racconto molto più ampio. E che anche il vino può trovare, nel piatto simbolo della tradizione italiana, un compagno capace di valorizzarne profumi, consistenze e identità.
È questo il viaggio che, in questi giorni, prende forma in Piazza della Libertà a Salerno, dove è in corso il Pitti Pizza & Friends. In occasione del National Red Wine Day del 28 agosto, la manifestazione apre le porte al mondo del vino grazie alla collaborazione con In Vino Civitas, il salone del vino di Salerno, e con Enoteca Porta di Mare.
Non una semplice degustazione, dunque, ma un confronto tra territori e sapori. Le cantine coinvolte si alterneranno sera dopo sera portando in piazza le proprie etichette e costruendo percorsi di abbinamento con le pizze preparate dai protagonisti del Pitti.

A partecipare sono Vinosia di Luciano Ercolino, Salvatore Martusciello, Cantine Astroni, Coppo, Tenuta Gorghi Tondi e Mastroberardino 1878. Nomi e territori differenti, accomunati dalla volontà di dimostrare come il vino possa dialogare con la pizza senza sovrastarla, ma accompagnandone gli ingredienti.
La domanda, in fondo, è semplice: qual è il vino giusto per una pizza?
La risposta, però, cambia ogni volta.
Per una Margherita, con l’acidità del pomodoro e la delicatezza della mozzarella, può funzionare un Gragnano della Penisola Sorrentina DOC, rosso vivace e fresco. Quando la pizza diventa più strutturata, con salumi e sapori più decisi, il carattere dell’Aglianico trova invece un terreno ideale. Il Lacryma Christi del Vesuvio Rosso, con il suo profilo più profumato e immediato, accompagna bene preparazioni a base di pomodoro fresco e burrata e si presta anche ai piatti realizzati dagli studenti dell’Istituto Alberghiero “Roberto Virtuoso” di Salerno.

E il percorso non si ferma ai rossi. Per chi preferisce il bianco, c’è l’Asprinio di Aversa, la cui freschezza e marcata acidità incontrano particolarmente bene la mozzarella proposta al Pitti Pizza da La Contadina, Latteria Sorrentina e Ilka.
Il 28 agosto sarà anche l’occasione per scoprire il Frappato, vitigno autoctono siciliano caratterizzato da una spiccata freschezza. Sabato 29 agosto, invece, Mastroberardino presenterà due nuove etichette, Vibra Bianco e Vibra Rosso, entrambe contraddistinte da una gradazione alcolica naturalmente più contenuta, rispettivamente di 10,5% e 11%.
È un racconto che parte dal vino ma finisce per parlare, ancora una volta, di cultura gastronomica italiana. Perché la pizza non è soltanto un alimento: è un linguaggio capace di mettere insieme persone, territori e tradizioni. E se la birra resta uno degli abbinamenti più amati, proprio per quella combinazione di freschezza, convivialità e varietà di stili che la rende quasi naturale accanto alla pizza, il vino apre oggi un’altra possibilità di lettura.
Una possibilità fatta di profumi, acidità, struttura e contrasti. Di territori che si incontrano sulla stessa tavola. Di un morso seguito da un sorso e della curiosità di capire cosa succede quando due mondi apparentemente diversi imparano a parlarsi.
È anche questa la forza del Pitti Pizza & Friends, ideato da Maurizio Falcone e promosso dall’Associazione Alimenta, presieduta dallo stesso Falcone con Alfonso Aufiero vicepresidente, organizzato con Effe Emme Eventi e con la direzione tecnica di Nunzio Mascolo.
A fare da protagonisti, insieme al vino, sono i ventuno forni presenti in Piazza della Libertà, con Antica Pizzeria Reginè, I Due Fratelli, Il Panuozzo di Gragnano – I Due Fratelli, 280 Grammi, Brandi, Pizza a Metro, La Pizza di Umberto Falcone, L’Angelo e il Diavolo, Quanto Basta, La Perla di Pulecenella, Il Vicolo della Neve, Antico Borgo e la Pizzeria San Matteo di New York.
Particolare attenzione è riservata anche all’inclusione, con il forno dedicato alle persone celiache della Pizzeria Madison, realizzato in collaborazione con AIC Campania – Associazione Italiana Celiachia. Tra le novità dell’edizione 2026 c’è inoltre la presenza del Maestro Cavaliere Giuseppe Corsini, riconosciuto come il primo pizzaiolo sordo d’Europa.
Così, mentre Piazza della Libertà continua ad accendersi di forni, impasti e profumi, il Pitti Pizza & Friends aggiunge un nuovo capitolo alla sua storia. La pizza resta al centro, ma intorno a lei si allarga il racconto.

E questa volta, tra un impasto e una degustazione, la sfida è tutta da assaporare: scoprire se, accanto alla tradizionale birra, anche il vino possa diventare uno dei compagni più interessanti della pizza.





