
A CURA DI GIOVANNI COPPOLA
La Scafatese Calcio 1922 è a un passo dalla promozione in Serie C. Un traguardo storico, inseguito per anni, che potrebbe riportare la “signora del calcio campano” nel calcio professionistico. Eppure, mentre sul campo i gialloblù sognano, fuori dal rettangolo verde si gioca una partita altrettanto decisiva: quella dello stadio.
Il nodo è lo Stadio Comunale Giovanni Vitiello, impianto che necessita di interventi urgenti per poter rispondere agli standard richiesti dalla categoria superiore. In Comune esiste un fondo dedicato a sport e periferie di quasi 800.000 euro, ma la cifra è vincolata esclusivamente alla messa in sicurezza e all’adeguamento dell’impianto elettrico. Interventi importanti, certo, ma non sufficienti a coprire tutte le opere necessarie per rendere l’impianto pienamente idoneo.
La proposta del presidente Romano
Il presidente della Scafatese, Felice Romano, ha chiesto l’affidamento della gestione dello stadio, dichiarandosi pronto ad accollarsi il resto delle spese per completare gli interventi. Una soluzione che consentirebbe di accelerare i tempi e alleggerire il peso economico per l’ente pubblico.
Ma la strada non è semplice. Nella manifestazione di interesse presentata dalla società sarebbero mancati alcuni documenti fondamentali, tra cui anche il progetto dettagliato degli interventi. Un’assenza che complica l’iter amministrativo e impone ulteriori verifiche tecniche e burocratiche.
La politica chiamata a decidere
Venerdì 6 marzo è convocata la commissione consiliare sport, chiamata a rivedere tutti i documenti e a esprimere un parere — positivo o negativo — sulla vicenda. Da lì potrebbe nascere un’eventuale delibera da portare in votazione nel prossimo consiglio comunale.
Una decisione tutt’altro che ordinaria: qualunque scelta verrà presa avrà un impatto significativo sul futuro della Scafatese e, più in generale, sulla vita sportiva e sociale della città.
La pressione dei tifosi
Intanto, la piazza si è già fatta sentire. Ieri i tifosi hanno esposto uno striscione eloquente: “Maggioranza e opposizione, adesso viene il bello: si deve giocare al Vitiello”.
Una mossa che non è passata inosservata e che aumenta la pressione sulle spalle dell’amministrazione. Il messaggio è chiaro: la città vuole che la squadra giochi in casa, nel proprio stadio, davanti al proprio pubblico.
Una scelta che farà storia
Per il sindaco Pasquale Aliberti si tratta di una vera e propria brutta gatta da pelare. Un errore di valutazione potrebbe alienare una fetta importante di cittadini, profondamente legati ai colori gialloblù.
La politica è chiamata a trovare un equilibrio tra rigore amministrativo, rispetto delle procedure e passione popolare. Perché se è vero che la promozione in Serie C rappresenterebbe una pagina storica per la Scafatese, è altrettanto vero che senza uno stadio adeguato quel sogno rischia di restare incompiuto.
La partita, stavolta, si gioca nelle aule del Comune. E il fischio finale potrebbe segnare non solo il destino di una stagione, ma quello di un’intera comunità.








