
Nocera Superiore, trent’anni di voto: dal 1997 alle anticipate del 2027
Nocera Superiore: cosa ci si aspetta dopo D’Acunzi. Le dimissioni annunciate il 12 ottobre 2026 dal sindaco Gennaro D’Acunzi, motivate da «ragioni personali e professionali», riportano Nocera Superiore alle urne con ogni probabilità nel primo turno utile, la primavera del 2027.

Prima di guardare avanti conviene analizzare i trent’anni che hanno portato fin qui, perché la storia elettorale della città racconta tre cose: il passaggio dal voto ai partiti al voto alle persone, il calo costante dell’affluenza e l’emergere di un gruppo ristretto di candidati capaci di muovere centinaia di preferenze da una lista all’altra.
1997: la prima sfida tra due poli
Il 27 aprile 1997 gli elettori sono 17.695 e votano in 15.251, l’86,19 per cento. Giuseppe Salvi, già sindaco dal 1993 con il Psi, guida una coalizione di liste civiche di centrosinistra con Ppi e Rifondazione e chiude il primo turno con 5.046 voti pari al 34,51 per cento. Le sue liste raccolgono 4.698 voti, il 34,17 per cento, e dodici seggi. Lo sfida Pasquale Cuofano, sostenuto da Ccd, Forza Italia, Cdu e Alleanza Nazionale, che si ferma al 26,06 per cento con 3.810 voti, anche se le liste del suo schieramento pesano di più, 5.674 voti e il 41,27 per cento. Luigi Ciancio ottiene 3.512 voti e il 24,02 per cento, Luigi Vitale 2.252 e il 15,40. Al ballottaggio Salvi vince con 6.550 voti, il 51,86 per cento, contro i 6.079 e il 48,14 di Cuofano: appena 471 voti di scarto, in una città dove i simboli di centrodestra superavano già allora quelli dell’avversario.
2001: Montalbano ribalta il pronostico
Il 13 maggio 2001 l’affluenza è del 87,97 per cento al primo turno, su 18.405 elettori. Adriana Greco in Lambiase, sostenuta da Ppi, Democratici, Ds e liste di centro, arriva prima con 5.915 voti e il 38,09 per cento, e le sue liste totalizzano 6.940 voti, il 48,64 per cento. Gaetano Montalbano, appoggiato da Forza Italia, Città Nuova, Democrazia Europea, Ccd-Cdu, An e Pri, si ferma a 4.750 voti, il 30,59 per cento, con liste a quota 5.300, il 37,15 per cento. Fuori dal ballottaggio restano Pasquale Cuofano con 2.040 voti e il 13,14 per cento, Mario Iannone con 1.557 e il 10,03, Gaetano Pedone con 834 e il 5,37 e Maria Rosaria Attanasio con 432 e il 2,78. Al secondo turno Montalbano rimonta e vince con 7.595 voti, il 53,38 per cento, contro i 6.632 e il 46,62 di Greco. Comincia così un ciclo che per quasi tredici anni, con interruzioni, avrà lui al centro della scena.
2006: la conferma al primo turno e il paradosso dei simboli
Il 28 maggio 2006 Montalbano si ripresenta e prende 8.010 voti, il 49,44 per cento, contro i 6.386 e il 39,41 di Giuseppe Manzo. Al ballottaggio vince con 9.190 voti, il 63,24 per cento, contro i 5.341 e il 36,76 dell’avversario. C’è però un dettaglio rivelatore: le liste di Manzo raccolgono 7.882 voti, il 49,71 per cento, quelle di Montalbano 6.817, il 42,99. Il candidato sindaco del centrodestra porta alle urne quasi 1.200 voti in più delle sue liste, mentre lo sfidante ne ha circa 1.500 in meno. Il voto personale pesa più dell’etichetta politica. Completano il quadro Mario Iannone con 1.022 voti e il 6,31 per cento e Raffaelina Ferrentino con 785 e il 4,84. L’affluenza è dell’86,07 per cento.
2008-2009: la caduta e il ritorno
Il mandato si interrompe il 23 maggio 2008, quando la maggioranza dei consiglieri rassegna le dimissioni. Dopo la gestione commissariale si torna al voto il 6 e 7 giugno 2009 e Montalbano viene riconfermato alla guida di una coalizione di centrodestra e liste civiche.
2014: Cuofano, il sindaco più giovane della provincia
Il 25 maggio 2014 gli elettori sono 19.972 e votano in 16.601, l’83,12 per cento. Giovanni Maria Cuofano, avvocato praticante di 28 anni, sostenuto da cinque liste civiche, ottiene 5.717 voti, il 35,71 per cento. Lo segue Bartolomeo Pagano con 3.221 voti e il 20,12 per cento, candidato di Pd, Scelta Civica e Sel, poi Roberto Viziola con 3.066 e il 19,15 (Fratelli d’Italia-An, Con Voi, Nuceria Rinasce), Andrea Monetti con 2.101 e il 13,12 e Roberto Ciancio con 1.904 e l’11,89 (Forza Italia, Il Risveglio, Insieme per la Rinascita, Udc). Al ballottaggio, con l’affluenza che crolla al 62,48 per cento, Cuofano stravince con 9.162 voti, il 74,59 per cento, contro i 3.121 e il 25,41 di Pagano. Le liste di Cuofano valgono 5.201 voti, il 33,58 per cento, con dieci seggi: Ora! 1.516 voti e tre seggi, Comunità Italia 1.299 e tre, L’Altra Nocera 1.251 e tre, La Nostra Terra 746 e uno, Città Libera 389. Il Partito Democratico, con 2.603 voti, il 16,81 per cento, è la lista singola più votata della città, ma non basta.
Tra i consiglieri, le preferenze note vedono in testa Giuseppe Senatore con 401 voti (Comunità Italia), Antonietta Afeltra con 367, Michele Genco con 365 (L’Altra Nocera), Giovanni D’Acunzi con 311, Luigi Villani con 304, Giuseppe Salzano con 260 (Ora!), Raffaele Satiro con 258, Anna Battipaglia con 250, Paolo Carmine Sessa con 230 e Gennaro Di Martino con 225.
La prima giunta Cuofano, nominata a giugno 2014, vede Maria Giuseppa Vigorito vicesindaco insieme a Mimmo Oliva, Teobaldo Fortunato, Massimiliano Citarella e Maria Stefania Riso.
2019: il plebiscito delle civiche
Il 26 maggio 2019 si vota in un solo turno, con l’affluenza al 78,25 per cento su 20.339 elettori. Cuofano è riconfermato con 8.936 voti, il 57,71 per cento, e sei liste civiche che totalizzano 7.948 voti, il 53,55 per cento, con dieci seggi. Giuseppe Fabbricatore, sostenuto da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Udc e civiche, ottiene 4.042 voti, il 26,10 per cento, e liste a 4.717 voti. Seguono Mimmo Oliva con 1.315 voti e l’8,49 per cento, Raffaelina Ferrentino con 677 e il 4,37 e Carlo Mandara per il Movimento 5 Stelle con 514 e il 3,32. Il Pd non presenta più una lista.
La classifica delle preferenze è dominata da Giuseppe Salzano, che con 631 voti nella lista ancOra! stabilisce il record del periodo, davanti a Michele Genco con 440, Paolo Sessa con 399, Maurizio Lamberti con 364, Andrea Monetti con 348, Anna Battipaglia con 330, Giuseppe Senatore con 329, Franco Pagano con 328 e Enrico Bisogno con 309.
Dalla nuova giunta di giugno 2019 escono e entrano nomi che riflettono quei risultati: Massimiliano Citarella è vicesindaco, con Bartolomeo Pagano, Giuseppe Senatore, Anna Battipaglia e Maria Stefania Riso.
2024: D’Acunzi vince al ballottaggio
L’8 e 9 giugno 2024 l’affluenza è del 74,67 per cento al primo turno e solo del 56,25 per cento al ballottaggio, su 20.275 elettori.
Gennaro D’Acunzi, sostenuto da Oltre, Ci Siamo!, Adesso, Superiore è Nocera e Movimento Legalità e Trasparenza, chiude il primo turno con 6.962 voti, il 47,32 per cento, e liste a 6.635 voti. Enrico Bisogno, appoggiato da La Nostra Terra, Viva Nocera Superiore, Città Libera, +Rete, Avanti! e Progressisti, prende 5.021 voti, il 34,12 per cento. Gaetano Montalbano, con Forza Italia e Noi Moderati, ottiene 1.623 voti e l’11,03 per cento, e Rosario Danisi 1.108 e il 7,53.
Al ballottaggio, con Montalbano che sostiene D’Acunzi e Danisi che si schiera con Bisogno, vince D’Acunzi con 6.835 voti, il 60,76 per cento, contro i 4.414 e il 39,24.
Tra i consiglieri il più votato è Teo Oliva Galante con 569 preferenze, seguito da Giuseppe Salzano con 555, Rinaldo Villani con 454, Nicola Manzo con 413, Pasqualina De Angelis con 391, Antonio Sessa con 383, Carmine Amato con 382 e Aniello Montalbano con 357.
Altri 26 candidati superano le 200 preferenze, tra cui Giuseppe Senatore con 310, Antonietta Battipaglia e Rossella Petti con 307, Maurizio Lamberti con 305 e Gaetano Pedone con 292.
La giunta, nominata il 22 luglio 2024, è composta da Antonietta Battipaglia vicesindaco, Giuseppe Salzano, Raffaelina Ferrentino, Franco Pagano e Angelo Padovano.
Dai partiti alle persone
Calcolando i voti sul totale di quelli andati alle liste, nel 2014 il Pd pesava il 16,81 per cento, che sale al 22,73 con Scelta Civica e Sel, i partiti di centrodestra (Fratelli d’Italia-An, Forza Italia, Udc) il 17,34 e le liste civiche il 59,93. Nel 2019 il Pd non c’è, il centrodestra dei partiti (Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Udc) vale il 19,13 per cento, il Movimento 5 Stelle il 2,88 e le civiche e le liste minori il 77,99. Nel 2024 il centrodestra si riduce a Forza Italia e Noi Moderati con il 9,15 per cento, mentre le civiche arrivano al 90,85. In dieci anni i partiti storici sono quasi spariti dalla scheda e a contare sono i nomi: Salzano, per esempio, ha raccolto 260 voti con Ora! nel 2014, 631 con ancOra! nel 2019 e 555 con Superiore è Nocera nel 2024, cambiando ogni volta lista e mantenendo il suo bacino. Anche Genco, Lamberti, Battipaglia e Senatore compaiono in più tornate con numeri tra i 230 e i 440 voti.
In parallelo, l’affluenza al primo turno è scesa dall’87,97 per cento del 2001 al 74,67 del 2024, e il secondo turno è passato dal 79,42 al 56,25.
Verso le anticipate
Con le dimissioni di D’Acunzi si chiude una consiliatura iniziata nel 2024 con una maggioranza di dieci consiglieri e alcune crisi interne, mentre le opposizioni, da Bisogno a Oliva, avevano criticato il governo cittadino. I
l prossimo voto metterà alla prova lo schema che ha retto in tutti questi anni: coalizioni di liste civiche costruite attorno a pochi portatori di preferenze, con il centrosinistra ed il rinato PD e il centrodestra, capitanato dai Fratelli.
Le domande cruciali
Mi rivolgo a tutti i cittadini di Nocera Superiore, anche a chi in primavera 2027 non sa se andrà a votare.
Ho riassunto trent’anni di voto, perché trent’anni fa, a 18 anni, ho votato per la prima volta.
Guardando i nomi, i voti, ma soprattutto ciò che vedete oggi nella nostra città, cosa pensate sia cambiato in meglio?
C’è stato un miglioramento dal punto di vista economico, sociale, culturale? Pensate che qualcuno abbia davvero dato la svolta a Nocera Superiore?
Continuerete a votare i soliti nomi? Continuerete a vedere sulle stesse poltrone le solite persone?
Cosa vi aspettate che possa cambiare, a questo punto?
Qual è, secondo voi, il modo giusto per dare finalmente un nuovo volto a questa città?
Io un’idea ce l’ ho ed anche un programma realmente attuabile, ma non da adesso, bensì da quando sono andata alle urne per la prima volta.






