
“Giovanni Amendola: democrazia, istituzioni e libertà”
All’Istituto Amendola una mattinata di studio e confronto con gli studenti. L’iniziativa rientra nel progetto nazionale per il centenario della morte dello statista, di cui la scuola è capofila.
SARNO, 16 ottobre 2026 – «Sono venuto a portare vasi a Samo». Con questa espressione, tanto colta quanto ironica, il professor Eugenio Capozzi ha introdotto il proprio intervento nel corso del seminario di studi “Giovanni Amendola: democrazia, istituzioni e libertà”, ospitato nell’Auditorium dell’Istituto Comprensivo “Giovanni Amendola” di Sarno.
Il riferimento è a un antico modo di dire legato all’isola greca di Samo, celebre per la produzione di ceramiche: portare vasi dove già se ne producevano in abbondanza significava offrire qualcosa di cui non vi era bisogno. Nelle parole dello storico, un elegante riconoscimento al lavoro già realizzato dall’Istituto, alla ricchezza delle iniziative e alla profondità del percorso di conoscenza intrapreso intorno alla figura di Giovanni Amendola.
L’incontro, fortemente voluto dalla dirigente scolastica, professoressa Antonella Esposito, rappresenta una delle tappe del vasto programma di celebrazioni per il centenario della morte dello statista. Un progetto di respiro nazionale, del quale l’Istituto Amendola è stato scelto come scuola capofila, che coinvolge la comunità scolastica in un articolato percorso di studio, ricerca e produzione culturale.

Dalle ore 11 alle 13, protagonisti dell’Auditorium sono stati soprattutto i giovani: due classi del Liceo “Tito Lucrezio Caro”, degli indirizzi classico e linguistico, una classe dell’ITIS e le classi seconda E e terza G dell’Istituto Amendola. Una significativa occasione di incontro tra scuole di diverso ordine e grado, unite dalla volontà di approfondire una pagina fondamentale della storia italiana.
Relatore del seminario il professor Eugenio Capozzi, storico, scrittore e docente dell’Università degli Studi di Napoli “Suor Orsola Benincasa”, che ha offerto ai presenti un contributo specialistico per comprendere la figura politica e intellettuale di Giovanni Amendola, il suo pensiero e il suo rapporto con le istituzioni democratiche e la libertà.
A moderare l’incontro è stata Sonia D’Alessio, referente dei Salotti letterari dell’Istituto Amendola, che ha illustrato al relatore la lunga esperienza di questa iniziativa culturale, consolidata negli anni e diventata uno degli appuntamenti più significativi dell’offerta formativa della scuola.
Quello del 16 ottobre ha rappresentato, tuttavia, un appuntamento particolare: non il consueto incontro con uno scrittore, ma un seminario di approfondimento storico, nel quale il contributo di uno studioso ha permesso di ampliare e consolidare le conoscenze maturate dagli studenti attraverso il lavoro didattico.
Numerose le domande rivolte al professor Capozzi, in un confronto vivace e partecipato che ha confermato come la storia, quando viene proposta come strumento di comprensione e non come semplice successione di avvenimenti, sappia ancora suscitare interesse, curiosità e riflessione nelle giovani generazioni.
Al termine del seminario il relatore, piacevolmente sorpreso dai diversi omaggi ricevuti, ha espresso il proprio apprezzamento per l’accoglienza e per le attività realizzate dalla scuola. La mattinata è proseguita con un’intervista curata dalla redazione della web radio scolastica, coordinata dalla professoressa Brigitte Esposito, offrendo agli studenti un’ulteriore occasione per misurarsi con il linguaggio giornalistico e la comunicazione culturale.
All’organizzazione dell’iniziativa hanno collaborato, insieme a Sonia D’Alessio, il professor Luca Carbone, per le attività di continuità con le scuole secondarie di secondo grado, e la professoressa Lucia Ragosta, coordinatrice del progetto dedicato a Giovanni Amendola. Importante anche il contributo dei docenti che hanno preparato e accompagnato gli studenti in questo percorso.
Un centenario raccontato attraverso molti linguaggi
Il seminario si colloca all’interno di un progetto che ha preso avvio già nel precedente anno scolastico e che proseguirà fino ad aprile 2027, attraverso una successione di appuntamenti e attività differenti.
Non soltanto conferenze e dibattiti, dunque, ma mostre, ricerche storiche, rappresentazioni teatrali, video, interviste, esperienze di scrittura e produzioni artistiche. Un lavoro corale che ha visto gli studenti impegnati nella realizzazione di segnalibri, piatti in ceramica, un murale dedicato a Giovanni Amendola e un’opera commemorativa in ceramica, collocata nel cuore dell’Istituto, con il volto e il logo dello statista.
A queste iniziative si affiancano i percorsi PON, le attività laboratoriali e le esperienze di giornalismo scolastico, tra cui “L’Amendolina”, il giornale realizzato dagli studenti, una cui copia è stata donata al professor Capozzi durante la mattinata.
È proprio nella molteplicità di questi linguaggi che si riconosce il carattere educativo del progetto: la storia non rimane confinata nei libri, ma diventa materia di ricerca, racconto, rappresentazione e interpretazione personale.
Il centenario della morte di Giovanni Amendola, avvenuta il 7 aprile 1926, si trasforma così in un’occasione per avvicinare le nuove generazioni alla conoscenza del Novecento italiano e ai valori della partecipazione civile.
La scelta di dare continuità alle celebrazioni, distribuendole lungo più anni scolastici, risponde a una precisa idea di scuola: un’istituzione capace di produrre cultura, costruire relazioni con il territorio e rendere gli studenti protagonisti attivi del proprio apprendimento.
E forse proprio le parole pronunciate dal professor Capozzi restituiscono meglio di ogni altra considerazione il significato della mattinata





