Nel mondo dei trattamenti corpo e viso, la bellezza sta vivendo una nuova evoluzione, sempre più orientata alla naturalezza, alla competenza e alla personalizzazione. Il massaggio non è più soltanto un gesto estetico, ma un vero rituale di benessere che unisce tecnica, ascolto ed esperienza. In questo scenario emergono professionisti che hanno trasformato una passione in una carriera, costruendo il proprio percorso tra formazione, ricerca e competizioni internazionali, e contribuendo a ridefinire il concetto stesso di cura del corpo in chiave più consapevole e autentica. Tra questi professionisti abbiamo avuto il piacere d’intervistare la beauty therapist Dircelia Canzano, trentanovenne, originaria di Aversa, che ha parlato delle sue esperienze nell’ambiente e ha messo in luce tante positività e criticità del settore.
Dircelia, come nasce il suo percorso professionale nel mondo dei trattamenti corpo e viso? Il mio percorso nel mondo dei trattamenti corpo e viso nasce molto presto. Ho iniziato quando ero ancora al liceo: nel pomeriggio frequentavo il centro estetico di un’amica di famiglia, ed è proprio lì che è nata la mia passione per questo lavoro. Da quell’esperienza ho capito subito che volevo intraprendere questa strada, così dopo il liceo ho frequentato la scuola di estetica, completando la mia formazione. In seguito sono diventata titolare di un centro estetico, ma con il tempo ho compreso che la mia vera vocazione era il mondo del massaggio. Da lì ho deciso di specializzarmi sempre di più in questo ambito, trasformando quella che era una passione iniziale in una professione vera e propria.
Partecipa a concorsi. Ci vuole raccontare le sue esperienze e le sue vittorie? Partecipo ai concorsi da circa un anno, quindi relativamente da poco, ma fin da subito ho ottenuto ottimi risultati. Nel mio primo campionato ho conquistato una medaglia di bronzo, mentre nel secondo sono riuscita a ottenere l’argento. Quest’anno ho preso parte al mio terzo campionato, che si è svolto proprio in Italia: è stato un momento molto importante per me, perché ho avuto l’onore di rappresentare il mio Paese e vincere davanti al pubblico di casa. Si trattava della prima edizione dell’ “Italian Massage Contest” e sono riuscita a ottenere la medaglia d’oro in tutte le categorie. Inoltre, ho conquistato il secondo posto assoluto dell’intero campionato. Arrivare seconda, competendo anche con realtà forti come la Thailandia, è stato per me un grandissimo successo e una grande soddisfazione personale e professionale. Grazie ai miei successi, quest’anno parteciperò ai mondiali a Copenaghen che si disputeranno dal 3 al 6 luglio, non vedo l’ora. Sono molto emozionata, sarà un grande passo!
Lei è specializzata in diverse tecniche, dal fare il metallo, dal madero al bambù fino al lifting viso, quanto conta oggi avere una formazione così ampia? La formazione è l’essenza di questo lavoro: senza una preparazione adeguata, mettere le mani su una persona significa assumersi una grande responsabilità. È indispensabile conoscere a fondo il corpo umano, sapere cosa si va a trattare e in che modo intervenire. Inoltre, è importante saper scegliere consapevolmente quali tecniche e quali strumenti utilizzare, adattandoli alla persona che si ha davanti, per garantire sempre sicurezza, efficacia e professionalità.
In che modo sceglie il trattamento più adatto per ogni persona? Scegliere il trattamento più adatto per ogni persona significa, prima di tutto, capire di cosa ha realmente bisogno il cliente in quel preciso momento. Anche una stessa persona che viene con regolarità, ad esempio ogni settimana, non necessariamente avrà sempre bisogno o desidererà lo stesso tipo di massaggio. Le esigenze possono cambiare, sia a livello fisico che emotivo. Per questo è fondamentale sviluppare una forte empatia: saper ascoltare, osservare e comprendere il ricevente. Solo così è possibile personalizzare ogni trattamento e intervenire in modo mirato, offrendo un’esperienza davvero efficace e su misura.
Quali sono le richieste più frequenti che riceve oggi nel suo lavoro? Oggi il massaggio è molto più conosciuto e apprezzato rispetto a qualche anno fa. In passato si tendeva a dare più importanza ai macchinari, mentre oggi viene riconosciuto sempre di più il valore della manualità e della competenza dell’operatore. I clienti sono generalmente più informati e consapevoli: spesso si avvicinano inizialmente con l’obiettivo di migliorare o modificare qualcosa del proprio aspetto fisico. La richiesta più frequente, infatti, riguarda il modellamento corporeo. Tuttavia, nel tempo, molti scoprono anche i benefici più profondi del massaggio e iniziano ad apprezzarlo non solo dal punto di vista estetico, ma anche per il benessere generale.
Tra fly, matello, madero, bamboo, cupping e freestyle, quali sono le principali differenze? Ogni tecnica ha caratteristiche e obiettivi specifici, ma tutte lavorano sugli inestetismi in modo diverso e mirato. La metalloterapia, ad esempio, è particolarmente indicata per il rassodamento e per trattare la flaccidità dei tessuti. La maderoterapia, invece, agisce più in profondità ed è molto efficace nel lavoro sul grasso e sul modellamento corporeo. Il fly massage è quello che definisco un po’ il “massaggio del futuro”: racchiude diverse tecniche e benefici. Si svolge sull’amaca e permette un completo abbandono del corpo, favorendo rilassamento, stretching profondo e un’azione decontratturante e drenante. È un trattamento che porta benefici dalla testa ai piedi. Il bamboo e il cupping sono due tecniche che utilizzo molto e che amo particolarmente. Il bamboo è estremamente versatile: lo inserisco sia nei trattamenti rilassanti che in quelli modellanti, ed è molto apprezzato dai clienti. Anche il cupping è sempre più richiesto: inizialmente c’era un po’ di timore, soprattutto legato all’uso del fuoco, ma oggi è una tecnica molto conosciuta e apprezzata per la sua efficacia. Infine, il freestyle rappresenta una tecnica libera e altamente personalizzata: consiste nel combinare diverse metodologie in base alle esigenze della persona. Posso unire madero, metallo, cupping, inserire elementi di stretching o manovre ispirate al massaggio thailandese. Amo particolarmente anche il contrasto caldo-freddo, che offre risultati eccellenti.
Il lifting viso naturale sta attirando sempre più attenzione, perché secondo lei sta avendo così successo? Il lifting viso naturale sta attirando sempre più attenzione perché si sta assistendo a un vero e proprio cambiamento di mentalità. Dopo un periodo in cui la chirurgia estetica ha avuto un grande boom, oggi molte persone stanno facendo un passo indietro. Sempre più clienti, anche dopo aver provato trattamenti estetici invasivi, riscoprono il valore della manualità e di approcci più naturali. Non si tratta necessariamente di un pentimento, ma di una maggiore consapevolezza e del desiderio di risultati più armoniosi e meno artificiali. Il lifting viso naturale offre effetti diversi rispetto alla chirurgia: meno immediati e drastici, ma più graduali, delicati e rispettosi dell’espressione del viso. C’è quindi un ritorno alla naturalità, all’accettazione di sé e a una bellezza più autentica, dove anche qualche ruga in più viene vista con maggiore serenità.
Guardando il suo percorso, quali sono le soddisfazioni professionali che porta maggiormente con sé? Guardando il mio percorso, una delle soddisfazioni più grandi è sicuramente la fiducia che sono riuscita a costruire con le mie clienti. Oggi posso contare su una clientela costante, che non si limita a venire solo in determinati periodi dell’anno, ma che sceglie di affidarsi a me con continuità, inserendo il massaggio nella propria routine di benessere. Questo per me è un risultato enorme, perché significa essere riuscita a trasmettere valore, professionalità e risultati concreti. Un’altra grande soddisfazione è sentirmi supportata: le mie clienti seguono il mio percorso, fanno il tifo per me quando partecipo ai campionati e condividono i miei traguardi. Avere una clientela fidelizzata, che cresce insieme a me e crede nel mio lavoro, è senza dubbio uno dei risultati più importanti che porto con me.
In un settore dove spesso si promettono risultati immediati, quanto è difficile difendere un approccio serio, realistico e professionale? È abbastanza difficile, soprattutto perché oggi si tende spesso a promettere risultati immediati, ma questo non rispecchia un approccio serio e professionale. Il massaggio non è una soluzione miracolosa: aiuta a migliorare, ma rappresenta piuttosto la “ciliegina sulla torta” all’interno di uno stile di vita sano. Alimentazione equilibrata, attività fisica e costanza sono elementi fondamentali per ottenere e mantenere risultati nel tempo. Per questo motivo, è importante non fare promesse irrealistiche. I risultati si possono raggiungere, ma solo se c’è collaborazione da parte del cliente e un impegno quotidiano anche al di fuori del trattamento. Il mio approccio è proprio questo: lavorare in modo onesto e realistico, accompagnando la persona in un percorso, piuttosto che illuderla con risultati immediati che difficilmente possono essere mantenuti.
Qual è il tuo giudizio più comune che incontra verso questo tipo di tecniche? Il giudizio più comune che incontro è ancora legato alla convinzione che il macchinario sia più efficace della manualità. Per questo spesso invito semplicemente a provare: dico “mettiti sul lettino, affidati alle mani e poi dimmi se è davvero la stessa cosa”. Non significa che i macchinari non abbiano una loro funzione, perché possono sicuramente essere un valido supporto. Tuttavia, ciò che riescono a trasmettere le mani — in termini di sensibilità, adattamento e personalizzazione — non può essere replicato da nessuna tecnologia.
Oggi il percorso professionale di Dircelia Canzano continua a evolversi, tra nuove sfide e progetti in crescita. È attualmente alla ricerca di uno studio più grande che possa accogliere l’espansione della sua attività, mentre continua a lavorare tra Gricignano e Aversa, offrendo i suoi trattamenti anche a domicilio. La sua operatività si estende inoltre su Caserta e Napoli, garantendo così un servizio flessibile e vicino alle esigenze della clientela. La sua filosofia resta però immutata: un lavoro basato esclusivamente sulla manualità, senza l’utilizzo di macchinari, dove al centro rimangono la sensibilità delle mani, l’ascolto della persona e un approccio profondamente personalizzato al benessere. Ringraziamo Dircelia Canzano per l’intervista e le auguriamo una medaglia d’oro ai mondiali di Copenaghen.
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