
a cura di GIOVANNI COPPOLA
il referendum costituzionale ha dato il suo verdetto, gli italiani hanno scelto il NO. Questo risultato porta ad un altra riflessione: quando si tocca la COSTITUZIONE gli italiani si mobilitano. Una vittoria in rimonta quella che ha portato il no a prendere quasi il 65% delle preferenze nazionali, visto che dalla pubblicazione del referendum era nettamente in vantaggio il SI, molto lavoro per i sondaggisti che si sono ritrovati un carico di lavoro abbastanza importante. Come tutta la comunità civile anche Scafati aveva istituito il suo comitato cittadino con al timone l’Avv CARLO DARDO, noto professionista scafatese, avvocato del lavoro, uomo che ha a che fare quotidianamente con la costituzione e con il principio della sua fondazione quale l’art 1. Dardo e la sua equipe, hanno messo in campo importanti iniziative, di carattere informativo ed aggregativo che hanno anche dato lustro alla comunità scafatese con l’arrivo in città di personalità importanti come il prof GIOVANNI BACHELET Presidente del Comitato Nazionale Società civile per il NO e SALVATORE BORSELLINO fratello di PAOLO, presidente del Movimento Nazionale Antimafia “AGENDE ROSSE”. DARDO si è speso molto durante questa campagna di sensibilizzazione, sacrificando la professione, gli affetti personali, la famiglia ma tutto questo è servito è servito eccome perché in tutto ciò è riuscito anche a convincere qualche amico che era proiettato convintamente sul SI. Ma colui che ha avuto l’onere e l’onore di essere al timone resta umile e non si prende meriti, a riguardo ha voluto specificare con una dichiarazione come analizza queste risultanze:
“Questa vittoria non appartiene a qualcuno, ma è la vittoria di tutti i cittadini che attraverso la partecipazione, la discussione sui temi, il dialogo e l’informazione hanno contribuito ad una partecipazione collettiva, consapevole e determinata.
La Costituzione deve essere rispettata e applicata. Deve necessariamente essere il riferimento dell’azione politica. Dobbiamo unire la forza delle masse per contrastare il potere dei pochi e rappresentare il bisogno di tutti. Questa è la strada verso un cambiamento concreto”. Ha concluso DARDO.





