
Con sentenza n. 3409/2025 il Tribunale di Salerno ha riconosciuto la legittimità della risoluzione per inadempimento a carico della società Tyche operata dal Comune di Scafati per l’appalto integrato del Polo Scolastico. Riconosciuto in favore dell’Ente Comunale il pagamento delle penali a carico della società per un importo complessivo di Euro 675.000,00 oltre spese legali. Riconosciuto ance il diritto al risarcimento del danno in favore del Comune di Scafati per la perdita del finanziamento (per perdita di chance).
La Tyche Società Cooperativa a.r.l. ha sede a Scafati in via Aquino 22, risale all’imprenditore edile Andrea Vaiano e il figlio, Pasquale. Vaiano si è fatto largo sul territorio scafatese soprattutto tra il 2010 e 2015, quando, di pari passo all’attività lavorativa, è stato presidente della Vitus (poi SC), Scafatese, conquistando anche la serie D. Anni in cui vinse l’appalto per l’opera del Polo Scolastico per poi finire ai ferri corti con il comune. La vicenda passò in tribunale e inserita pure nei processi che coinvolsero l’amministrazione Aliberti per voti di scambio e infiltrazione mafiosa.
– “… dopo oltre 10 anni di fango e illazioni, anche il Tribunale Civile ha sancito il corretto operato della precedente Amministrazione Aliberti, che ha sempre agito nella trasparenza e nella legalità, senza favorire nessuno e nell’esclusivo interesse della collettività e dei cittadini scafatesi” – Il commento soddisfatto e liberatorio dell’Assessore con deleghe: Bilancio, Tributi, Piano parcheggi, Avvocatura e Contenzioso, Partecipate, Patrimonio comunale, avv. Diego Chirico.
A guastare l’entusiasmo, ci pensa il consigliere di opposizione, Francesco Carotenuto. Il numero uno di Scafati Arancione, fa notare, in breve, che la faccenda sia finita sotto la lente d’ingrandimento dell’antimafia, portando allo scioglimento del consiglio comunale – “Una cosa è la sentenza che riconosce un inadempimento contrattuale a carico della società con conseguente pagamento delle penali previste e del risarcimento danni nei confronti del comune. Spetterebbe a chiunque nell’ ambito di un rapporto contrattuale, anche all’ inquilino che non paga l’ affitto di casa al proprietario, tanto per fare un esempio. Ben altra cosa è un coinvolgimento in interdittive antimafia e turbative d’asta che investono la società che si aggiudica l’ appalto, di cui, poi, non rispetta termini e condizioni. Altra cosa è essere espressamente menzionati nella relazione dell’antimafia che ha poi portato allo scioglimento del consiglio comunale” –



