
Tre serate, migliaia di presenze, artisti di calibro nazionale e internazionale, un’atmosfera vibrante e una comunità unita. Il San Valentino Jazz Festival si chiude con un bilancio straordinario, superando ogni aspettativa e ponendosi sin da subito come uno degli eventi culturali più promettenti del panorama campano.
Dal 25 al 27 luglio, i Giardini di Palazzo Formosa si sono trasformati in un palcoscenico sotto le stelle, gremito di spettatori provenienti da ogni parte della regione e non solo, attratti da un programma di altissimo livello curato con passione e competenza.
Una direzione artistica ispirata
A guidare il Festival, la direttrice artistica Angela D’Ammora, alla quale il sindaco Michele Strianese ha voluto rivolgere un ringraziamento speciale per l’impegno, la dedizione e la professionalità con cui ha dato vita a questo nuovo progetto culturale per la città degli innamorati. A sostegno dell’iniziativa anche l’intera amministrazione comunale, in particolare l’Assessore agli Eventi e Spettacoli Enzo Ferrante e l’Assessore alla Cultura Raffaella Zuottolo, che hanno creduto sin dall’inizio nel valore sociale e culturale della manifestazione.
Un contributo prezioso è arrivato anche dal dott. Giovanni De Caro, responsabile del Settore Eventi e Spettacoli, dagli agenti della Polizia Locale, dalla San Valentino Servizi e dai suoi operatori, dal Settore Manutenzioni, dagli operai comunali, da Geppino Caldiero per la sicurezza degli impianti elettrici e da Daniele Longobardi per la cura dei contenuti multimediali, una vera macchina operativa che ha contribuito al successo dell’iniziativa.
Il racconto musicale delle tre serate
Le prime due serate hanno visto un’elevata partecipazione di pubblico e grandi consensi: venerdì 25 luglio, il Cyranó Vatel Quartet, accompagnato dal sassofonista Daniele Scannapieco, ha proposto un raffinato viaggio nel mondo del Gipsy Jazz.
Sabato 26, sonorità più moderne con il trio di Elio Coppola e la guest star Flavio Boltro alla tromba, in un concerto vibrante e coinvolgente che ha conquistato la platea.
Gran finale, domenica 27 luglio, con il trio Servillo – Girotto – Mangalavite, protagonisti di un intenso tributo a Lucio Dalla. Un concerto che ha intrecciato jazz, teatro e canzone d’autore, emozionando il pubblico con brani iconici come “Se io fossi un Angelo”, “Caruso”, “Stella di mare”, “8 marzo 1943”, “L’anno che verrà”, in un racconto musicale capace di toccare le corde più profonde dell’anima.
Alle ore 22:00, durante la serata conclusiva, il concerto si è interrotto per qualche minuto per accogliere un gesto dal forte valore simbolico: le campane della parrocchia di San Valentino Torio hanno risuonato nella notte come messaggio di speranza e richiamo alla pace in Palestina.
Un episodio che ha unito pubblico e artisti in un istante di intensa condivisione, culminato nel corale grido di “Pace in Palestina”. Un segnale potente, a dimostrazione che la musica e la cultura possono farsi portatrici di valori universali e vicinanza umana.
Una comunità che partecipa, una città che cresce
Il successo della manifestazione è stato anche sociale: San Valentino Torio ha saputo dimostrare un grande senso di accoglienza e partecipazione collettiva. Il Festival, insieme ad altre significative iniziative promosse dall’Amministrazione Comunale, ha contribuito a rafforzare l’identità culturale del territorio, generando occasioni di condivisione che hanno coinvolto cittadini, visitatori, artisti e operatori.
«Abbiamo creduto in questa prima edizione – ha dichiarato il sindaco Michele Strianese – e i risultati ci hanno dato ragione: il Festival ha acceso la nostra città di cultura, musica e socialità. Ringrazio di cuore tutti i cittadini e i tantissimi visitatori che hanno scelto di vivere con noi queste splendide serate sotto le stelle».
Angela D’Ammora ha aggiunto: «Grazie al Sindaco per la fiducia più bella: quella di poter immaginare e costruire un festival che parla al cuore delle persone. Grazie a tutti coloro che hanno collaborato e alle centinaia di persone che ci hanno sostenuto. Oggi mi sento profondamente innamorata di questo progetto e della comunità che lo ha reso possibile».
Novità e visione: il dopo-festival
Tra le novità di quest’anno, la proposta del dopo-festival, pensata per coinvolgere un pubblico più giovane e ampliare il target del jazz verso nuove generazioni. A firmare il progetto, l’ElettroSwing Experience curata dal DJ Alessio Ferrentino, accompagnata da aperitivi e stuzzichini preparati dal Garden Bar. Uno spazio informale e conviviale, dove pubblico e artisti hanno potuto incontrarsi e condividere impressioni e musica in una dimensione più libera e rilassata.
Verso la seconda edizione
Dopo il successo di questa prima edizione, l’entusiasmo è alle stelle. Il sindaco ha confermato che la macchina organizzativa è già al lavoro per il 2026, con l’obiettivo di consolidare il San Valentino Jazz Festival come appuntamento fisso nel calendario culturale campano.
Tre serate indimenticabili che hanno svelato tutte le sfumature del jazz, immerse nell’atmosfera unica di San Valentino Torio, la città degli innamorati.

Un’esperienza che ha segnato profondamente la comunità, dimostrando come la musica possa unire, emozionare e creare legami.
Il San Valentino Jazz Festival ha acceso una scintilla: da qui si riparte, con nuove idee, nuovi orizzonti e il desiderio di continuare a far vibrare il cuore della città al ritmo del jazz.
Credits:
ph. Juna Lieto, ph. Angelo Somma, ph. Daniele Longobardi





























