

SARNO – I Giardini Piccoli di Villa Lanzara hanno fatto da cornice, sabato 19 luglio, all’emozionante spettacolo Corde del Saron – Storie e leggende del Dio fiume, un evento poetico e coinvolgente che ha saputo intrecciare narrazione, musica e memoria visiva, conquistando il pubblico fino al bis finale richiesto a gran voce.
Organizzato dal Circolo del Mandolino “Francesco Amoroso – APS” con il patrocinio del Comune di Sarno, lo spettacolo ha celebrato il fiume Sarno come simbolo identitario e memoria viva della comunità.
Protagoniste della serata sono state le tre voci narranti — Valeria De Pascale, Michela Sasso e Rosalba Canfora — che, come sacerdotesse arcaiche, hanno dato vita a leggende e storie millenarie legate al fiume, guidando il pubblico in un viaggio che dall’antichità ha toccato anche l’età contemporanea. Sette nastri tra le mani delle sacerdotesse attraversavano il pubblico. All’inizio candidi, poi sempre più scuri. Un gesto simbolico: il fiume Sarno che scorre, che si sporca, che avverte. Il bianco dell’origine, il buio del presente. Un monito silenzioso, danzato tra la gente.
A scandire il racconto, le musiche di Mozart, Giuliano, Lecce, Mascagni e dei Fratelli Ricci, eseguite magistralmente da un ensemble di mandolinisti e chitarristi diretti da Luca Petrosino, autore anche dei testi e delle ricerche.
In scena:
Francesco Scannapieco (primo mandolino)
Manuel Cuomo e Francesco Bove (secondo mandolino)
Nunzia Marigliano (mandola)
Salvatore Ferri ed Emanuele Supino (chitarra)
Ottavio Gaudiano (contrabbasso)
Ad accompagnare le voci e la musica, la suggestiva proiezione di immagini d’epoca e fotografie del fiume e della città di Sarno, tratte dall’archivio del MUDIF – Museo Didattico della Fotografia, a cura di Rosario e Sofia Petrosino. Un racconto visivo potente, che ha rafforzato l’emozione del pubblico e arricchito l’esperienza sensoriale dello spettacolo.
L’introduzione è stata affidata a Francesco Orlando, portavoce dell’associazione “ControCorrente per il Sarno che verrà”, da anni attiva nella difesa ambientale del fiume. I saluti istituzionali sono stati portati dalla vice sindaco Ida Mareschi e dal consigliere comunale Antonio Ascolese, in rappresentanza del sindaco Francesco Squillante, assente per motivi familiari.
Durante la serata è stato ricordato con commozione Zi’ Peppe, figura amatissima e profondamente radicata nel territorio lavoratese, scomparso da pochi anni. Anima nobile e generosa, legatissima al fiume Sarno, Zi’ Peppe ha trasmesso il suo amore per il territorio ai figli Lorenzo Montoro, Dario e Giovanni, oggi anch’essi attivamente impegnati nella tutela del fiume e nel portare avanti il suo esempio.
Uno dei momenti più forti e simbolici della serata è stato l’esperimento mostrato al pubblico: una tela immersa nel fiume Sarno per 24 ore, poi fatta asciugare e infine esposta durante la manifestazione. Il suo colore, completamente nero, ha colpito profondamente i presenti, diventando il segno tangibile della drammatica condizione in cui versa il fiume.
Lo spettacolo si è concluso con un invito accorato: amare di più il nostro territorio, prendere consapevolezza di ciò che è stato e di ciò che è diventato, e invertire finalmente il senso di marcia, per restituire dignità, bellezza e vita al fiume Sarno.








