Sindaco del Comune di Pollica, ambientalista, pescatore di professione, promotore della diffusione della cultura della Dieta Mediterranea e del riconoscimento della Dieta tra i beni immateriali dell’umanità inseriti nel Patrimonio Unesco, autore di numerose battaglie di legalità e della valorizzazione e tutela dei borghi dei paesi a sud del salernitano, il sindaco Angelo Vasallo venne trucidato con nove colpi di pistola la sera del 5 settembre 2010 in un agguato di matrice camorristica. Nove colpi di arma da fuoco che misero fine alla vita di Angelo ma anche al suo sogno in un Paese che metteva la tutela dell’ambiente, la legalità e la valorizzazione delle aree interne al centro delle azioni politiche e istituzionali.

Il sogno di un sindaco e di una terra, quella salernitana, interrotti da nove colpi di pistola esplosi che da dodici anni avvolgono nel mistero il Cilento. Per quell’omicidio sul quale indaga la Procura antimafia della Repubblica di Salerno e sul quale la Commissione Parlamentare Antimafia ha aperto una commissione d’inchiesta sul caso, dopo 12 anni tra indagini e depistaggi, nel mese di luglio nove persone: il tenente colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo, l’ex brigadiere dei carabinieri Lazzaro Cioffi e il carabiniere Luigi Molaro; quattro imprenditori, Giuseppe Cipriano, titolare di una sala cinematografica a Scafati, e i fratelli Domenico, Giovanni e Federico Palladino, che gestiscono una struttura ricettiva ad Acciaroli; e due persone ritenute vicine a un clan camorristico, Romolo e Salvatore Ridosso, sono state iscritte nel registro degli indagati.

I nove indagati rispondono, a vario titolo, dell’accusa di omicidio e associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga. Secondo gli inquirenti salernitani infatti, il sindaco Vassallo sarebbe stato ucciso per impedirgli di parlare e denunciare del traffico di droga di cui aveva scoperto l’esistenza proprio sul porto turistico di Acciaroli.

Omicidio sul quale la Fondazione Vassallo, che conta migliaia di persone aderenti da tutto il mondo tra esponenti delle Istituzioni e società civile, organizza ogni anno, in occasione dell’anniversario della morte di Vassallo, una marcia della legalità per chiedere verità e giustizia per il primo cittadino di Pollica. “Non smetteremo di lottare fino a quando non ci sarà verità e giustizia sulla morte di Angelo – chiosa Dario Vassallo, che spiega come quest’anno – la marcia in ricordo di Angelo Vassallo assumerà un significato diverso. Evidenzieremo la vergona di questi individui i cui nomi sono conosciuti in tutto il mondo- racconta Vassallo riferendosi ai nove indagati. Acciaroli non è un posto solo per sogni ma è un luogo che vive una tragedia che ha colpito tutto il nostro Paese”.

La marcia per la legalità si svolgerà quindi, il 3 settembre 2022 a partire dalle ore 17 presso la scultura della “Grande Onda” sul porto di Acciaroli, nel comune di Pollica, dove si terrà una conferenza stampa e proseguirà alle ore 18, con un corteo silenzioso di cittadini e Istituzioni che dal porto di Acciaroli giungeranno fino al luogo in cui il 5 settembre del 2010 venne ucciso il sindaco Angelo Vassallo. La marcia sarà accompagnata dallo slogan della Fondazione dal titolo “Conoscere la verità per credere nella giustizia” che racconta e racchiude anni di battaglie della legalità in nome di Angelo Vassallo e ne chiede verità e giustizia sulla sua morte.

“La marcia per Angelo – prosegue Dario Vassallo – è rivolta alla società civile e alle Istituzioni, senza distinzione di colore politico. Una marcia-dice-che unisce la gente perbene del nostro Paese che condivide con noi, la richiesta di verità e giustizia sulla morte del sindaco”. Poi, il monito di Vassallo ai commercianti di Pollica: “Spero che almeno quest’anno, durante la marcia, per un minuto, tutti i negozi di Acciaroli abbassino le saracinesche dei loro locali per ricordare il sindaco. Perché senza di mio fratello quelle saracinesche oggi sarebbero state abbassate”.