Sembra paradossale, dopo due anni di stop generale mondiale, ed in piena guerra, con annessioni all’ordine del giorno, tornare a parlare di una sola Nocera. Noi ci siamo opposti quando la questione era sul punto di implodere o di degenerare. Per tale motivo, non siamo sospettabili di opportunità politiche (a breve si vota a Nocera Inferiore) o di tirare la volata a qualcosa o qualcuno. E nemmeno, onestamente, facciamo un discorso di Pnrr, di fondi da attrarre: è già attualità. Ripensare ad una sola Nocera significa tempi fatalmente lunghi, ripartire dalla base, evitare gli estremismi e le strumentalizzazioni. Significa ripartire dallo spirito iniziale di Marcella De Angelis, Antonio Pecoraro e di altri pionieri, che cominciarono il cammino col Comitato per poi diventare UNA (l’associazione). Tra i gruppi facebook di Agrotoday, abbiamo rilanciato Nocera Unita: il nome non cambierà, è un contenitore che riguarda fatti ed eventi delle due Nocera, magari può diventare terreno fertile per l’eventuale dibattito sull’andare oltre Nocera Unita. Disponibili, ci dichiariamo fin da ora, alla possibilità di ragionare nuovamente su una sola Nocera. Per adesso salvaguardiamo l’unità. In che senso ? Nel guardare con favore a tutte le azioni amministrative dei due Comuni (e non solo) che hanno a cuore la risoluzione di problemi comuni (la cooperazione è già partita grazie in particolare alla Conferenza dei Sindaci dell’Agro e Cava). Ora, magari, è il caso di puntare, prima ancora del discorso economico e di possibile crescita sotto forma di sviluppo, ad un comune sentire, che vada oltre rioni, frazioni e compagnia bella delle due città, con l’obiettivo di costruire un tessuto civile e sociale unico.