Non voglio dire che mi manchi la nebbia, Trezzano sul Naviglio, la Lombardia, la vita che conducevo su, ecc… ma a volte mi prende una specie di malinconia che mi sfiora il cuore e mi graffia l’anima, i ricordi mi soffocano quasi, quei cieli così vicini che sembrava di toccarli, l’aria gelida del mattino, la libertà che si mescolava alla solitudine, il non voler sentire i propri cari per non farsi prendere dall’angoscia dei giorni tutti uguali, la routine snervante, i ritmi serrati, le lacrime sul cuscino, al buio e in silenzio, il sorriso per i propri figli a mascherare la morte interiore, qualche amico/a, la fila all’Esselunga e i pasti preparati a cena pure per il pranzo del giorno dopo per Gloria ed Alessandro.

Ora sono a casa, ho 3 figli, uno in più rispetto agli anni al Nord, Luca, dono stupendo e immeritato, ma qualcosa mi dice che prima o poi tornerò a Milano, anche solo per un po’, per respirare l’aria del Centenario, del San Siro, del Naviglio.

Farò conoscere Milano anche a Luca, Gloria sta per compiere 17 anni e Alessandro 13, a loro mancano gli amici e l’autonomia conquistata dopo 4 anni, si erano ambientati eccome, ma li ho dovuti sradicare nuovamente per ragioni anche pratiche.

Chissà, magari tornerò su, non siamo alberi, non abbiamo radici.

Per il momento mi godo il Sud il più possibile, senza dimenticare né rimpiangere il Nord, con la certezza che tanto qui quanto lì esista il buono, i ricordi belli, le sensazioni piacevoli; di sicuro a Milano ero più libera e più sola, qui meno libera e meno sola.

Non si può avere tutto, questa è la verità.

Annalisa Capaldo