Lasciavo le lezioni di Fisica II per vederti in allenamento il giovedì. Mi bastava scivolare fuori dall’aula e attraversare la strada per trovarmi in una tribuna galvanizzata, che aspettava te soltanto.
Tu non deludevi, in campo. Anche solo in allenamento, tu non hai mai deluso.
Per me, però, non eri solo il divertimento di quel pallone che volteggiava su traiettorie impossibili, magneticamente docile ad ogni tuo comando. Per me e per tanti (forse quasi tutti) eri il carismatico senso del gioco, l’intuito folgorante della mossa vincente, l’eccellente fiuto del punto debole dell’avversario, il divino, infallibile tocco verso la rete. E la generosità, la semplicità estrema, l’ironia.
Tutto il resto lo hai vissuto sulla tua pelle e lo hai pagato senza sconti, come succede ai più grandi.
Ti voglio ricordare così, in quel giorno in cui, venticinquenne, ti presentasti a Napoli con la promessa di un sogno che hai realizzato con noi e per noi.
Con il sorriso sfidante e il braccio che istiga alla lotta sei con noi per sempre.
Tu sei un D10S e un D10S non muore mai!
MARIA ROSARIA DEL SORBO