Recensire una band emergente o una novità discografica è una cosa che mi viene facile e lo faccio con piacere. Non è facile, invece, recensire il lavoro musicale di una persona cara. E’ difficile, parecchio, ve lo assicuro: da un lato c’è un forte legame affettivo che propende alla benevolenza, dall’altro c’è la capacità critica legata alla mia onestà intellettuale.

In questo caso specifico il problema non sussiste: anche se stravedo per il mio caro amico, la sua lunga e faticosa carriera, la sua tenacia e la sua bravura mi assicurano un giudizio obiettivo. Quindi, in questo specifico caso, non corro il rischio di essere di parte: fatti, non piccole battaglie in latino. L’artista appena citato è Antonio D’Alessio, detto Tony, nocerino di Sperandei. Per il fratello Vincenzo, per me e per qualche altro privilegiato è Ciccio Antonio. Le cose da dire e ricordare sono tantissime: provo a delineare un quadro dettagliato partendo dalle cose più recenti per poi parlare degli inizi della sua incredibile e lunga carriera artistica.

Grazie alla sua voce calda e potente, alla sua estensione vocale e alla sua versatilità, Tony oggi è un apprezzatissimo cantante, asceso all’olimpo della musica che conta grazie ad un paio di opportunità che gli
hanno cambiato la vita. La prima opportunità importante si è presentata nel 2013, quando ha partecipato a
X-Factor con gli Ape Escape, episodio che gli ha garantito una visibilità enorme, portandolo all’attenzione di
artisti, addetti ai lavori e case discografiche: la sua incredibile voce è stata il suo miglior biglietto da visita.
La sua seconda opportunità importante si è creata grazie ad un intricato groviglio di eventi e persone.
Venutasi a concretizzare una particolare congiunzione astrale, Tony si trova nel posto giusto nel momento
giusto ed entra a far parte di uno dei gruppi musicali storici più rappresentativi del panorama progressive
italiano, i BMS, Banco Mutuo Soccorso, quelli di Moby Dick e Paolo pà per intenderci. La responsabilità è
davvero grande: prendere l’eredità lasciata da Francesco di Giacomo non è facile. Tra l’altro è proprio Di
Giacomo ad indicarlo come suo successore. Tony è sicuro delle sue capacità e con tanta umiltà, cosa che lo
contraddistingue, riesce a ritagliarsi uno spazio importante in questa band italiana così tanto amata. La
prova dell’importanza del suo ruolo sono i 2 album registrati con i BMS: Transiberiana (2019) e Orlando: le
forme dell'amore (2022). Di questo ultimo album consiglio l’ascolto della traccia n°6 – Le anime deserte del
mondo, la traccia n°7 – L'Isola Felice, e la traccia n° 12 – Non Credere alla luna. Con i BMS Tony è in tour: le
prossime date porteranno i BMS a Firenze (01/02), Catania (02/03), Palermo (03/03), Agrigento (04/03) e
in tantissime altre città italiane.

Certo l’esperienza con i BMS è sicuramente una cosa importante per Tony, ma alla sua carriera mancava qualcosa, una cosa che merita dopo tanto lavoro: una esperienza da solista. Dopo la pubblicazione nel 2015 dell’ep Solo Sesso, Tony si presenta con un nuovo progetto da solista: è uscito l’altro ieri il singolo Tutto è diverso con la partecipazione alla batteria di Gianpaolo Saccone. Ecco, un altro tassello importante per Ciccio Antonio. Le sue scelte artistiche sono sempre state animate esclusivamente dalla passione. Tutto è diverso è un brano rock che fa riflettere per il suo messaggio: Tony sente la necessità di esprimere il suo pensiero sull’assurdità della guerra e su quella sensazione di impotenza rispetto ai tanti eventi brutali che caratterizzano questo momento storico così complesso: “pace, metto mi piace”. E’ superfluo dirvi che, oltre alla splendida voce di Tony, in questo pezzo mi sono piaciute moltissimo le chitarre. Gran bel lavoro di squadra.

Un meritato premio per tutti gli anni di lavoro e sacrifici. La strada percorsa da Ciccio Antonio è stata lunga, impervia e… quasi come quella di un pollaio, per intenderci. Oltre ad essere stato umile, è stato soprattutto tenace, quel non mollare mai lo ha spinto fino alla vetta del panorama musicale italiano. Quando ci siamo conosciuti alla fine degli anni 80, quel ragazzo con i capelli lunghi era il mio spacciatore personale di musica
trash metal: grazie a lui ho conosciuto band come gli Artillery (gruppo musicale thrash metal danese) e gli
Helloween (gruppo musicale power metal tedesco) . Questa comune passione ci ha poi portato a condividere anche
la voglia di mettere su una band e suonare insieme. Per un po’ di tempo lo abbiamo fatto, costituendo 2 cover
bands: Avoid Center e The Mouthis. Tony poi ha intrapreso una strada diversa sperimentando il rock progressive
con gli SPM. Già con questa formazione è emersa la sua capacità compositiva e soprattutto testuale. Il suo timbro
vocale caldo e potente inizia a dare vita a brani impegnativi con testi di grande spessore, mai banali. Il suo amore per il rock duro lo esterna anche nel look: capelli lunghi, barba, cinte, borchie… un vero look da metallaro. Si sa che quello che è diverso agli occhi degli altri spesso viene visto male o giudicato altrettanto. Questo sarà argomento del primo brano del demo della sua nuova band, gli Incest of Society. Ho un vago ricordo del testo : You look lo lo looook, why did you look me?

La parentesi con gli Incest of Society dura poco. Agli inizi degli anni ’90 gli incontri, le occasioni e le opportunità porteranno Tony a dividersi tra Formia e Salerno. Tuttavia, nel tempo che gli rimane è la quinta “talpa” nella band del fratello Vincenzo: con i The Moles ha un rapporto di affetto e collaborazione che è rimasto finora immutato. A Formia fa parte dei Prolano Strasse, con i quali registra un demo bellissimo: i suoi testi intimi e profondi e la scelta compositiva della band confezionano un lavoro davvero interessante e originale. Ricordo ancora una frase di un suo brano che rappresenta e racconta il suo animo e la sua essenza: tutti loro ad invidiare noi che sogniamo….. dietro al fresco delle mie note. Vi racconto una cosa, ho una speranza non segreta, ovvero che Tony possa riprendere questi brani e farne un disco: vedremo se terrà in considerazione il mio suggerimento.

A Salerno, invece fa il servizio civile all’ARCI: un anno intero colmo di esperienze nuove, nuove amicizie, nuove opportunità. In questo contesto frequenta musicisti salernitani molto talentuosi con i quali forma i Lost of innocence. Dal pop raffinato dei Prolano Strasse al ritorno al metallo pesante con i Lost of innocence. I concerti e le ottime recensioni sulle diverse riviste musicali porteranno la band a chiudere un importante contratto discografico con una label tedesca. Dopo il disco e una serie di concerti , l’esperienza Lost Innocence termina. Così, Tony si dedicherà completamente allo studio: voce e tecniche vocali. Questo suo desiderio di ampliare le sue doti canore e la crescita esponenziale come artista gli fa guadagnare la stima di Filippo Marchegiani che lo coinvolge nel suo progetto musicale Scenario. Con Marchegiani avvia una collaborazione importante, collaborazione che gli
permetterà poi di mettere le basi per l’attuale permanenza nei BMS. Altra band importante nella carriera di Tony è il gruppo folk irlandese de Il pozzo di San Patrizio, con il qualche calca i principali palchi europei. Dopo l’esperienza con il Pozzo, Tony si trasferisce ad Avellino ed intraprende una duplice attività: quella di vocal coach presso la Mela di Odessa e la formazione del gruppo Guernica, con il quale registra diversi album.Come ho anticipato all’inizio di queste righe, le cose da raccontare sono state tantissime. Vi assicuro che mi sono limitato all’essenziale, tralasciando molto altro ancora. Questi sono i fatti che, per sommi capi, rendono omaggio alla lunga e dura carriera artistica, si di un amico, ma anche di un grande talento. Concludo prendendo spunto dal titolo dalla terza traccia del terzo disco omonimo dei Guernica (2005): Tony D’Alessio, di raffinata consistenza.

Michele Parisi