Celebre è la frase di Charlie Chaplin: “Un giorno senza un sorriso è un giorno perso”.
L’incipit ideale per l’elogio del sorriso.
Facciamoci caso: tutto quello che accade nel corso della nostra giornata viene accolto e affrontato interpretando le singole situazioni nel modo che ci è più congeniale in quel momento. Ma – è un dato oggettivo che – quando affrontiamo gli accadimenti accompagnandoli con un sorriso, tutto ci appaia più snello e risolvibile, anche le vicende più amare. Equilibrio, razionalità, compostezza e sorriso. L’ingrediente che non deve mai mancare per vivere al meglio il proprio percorso esistenziale resta il sorriso.
La sua forza è paragonabile al sole che splende nelle giornate primaverili e rende il paesaggio maestoso e affascinante. Nulla a che vedere, secondo il gusto di chi scrive, rispetto al grigiore di cui si tinge ogni cosa nelle giornate uggiose.
Sorridere alla vita è energia positiva, è predisposizione alla bellezza, è espressione di gioia e di entusiasmante presenza nel mondo.
È amore per la natura e per chi ci circonda. Sorridere è come dire: “Io sono qui. Voglio che la mia presenza possa lasciare un segno. Voglio esprimermi in tutta la mia folgorante vivacità. Voglio esserci, proseguire insieme”.
Cosa c’è di più espressivo di un sorriso? Porsi in senso ottimistico, positivo verso la vita predispone anche gli altri, il nostro prossimo, ad alimentarsi di candida compiacenza nei nostri confronti.
Sarà per questo che lo scrittore canadese Mordecai Richler abbia sentito il bisogno di dare uno scossa per rimarcare il valore del sorriso e sottolineare, al contempo, che: “Ci vogliono settantadue muscoli per fare il broncio, ma solo dodici per sorridere. Provaci una volta”. Lodevole provocazione.

MARIA ROSARIA VITIELLO