Il giornale di Udine ha riportato una notizia che dovrebbe spingere a una riflessione sulla reale efficacia di scelte come quella adottata in Austria che non hanno raggiunto l’obiettivo desiderato, ma che il governatore Fedriga ha caldeggiato per l’Italia riuscendo a trovare consensi nel governo che ne ha predisposto l’applicazione.

In Austria è stata introdotta la regola delle 2G, ossia il tampone consentito per recarsi esclusivamente al lavoro e non in altri luoghi pubblici da lunedì 8 novembre, e il tampone dal 15 novembre per andare al lavoro con immediato rientro a casa, consentendo solo di recarsi a fare la spesa necessaria e una passeggiata.

Secondo l’ISS (Istituto Superiore di Sanità), il periodo di incubazione del virus si verifica in un periodo che va dai due giorni ai 14 (la maggioranza delle persone sviluppa i sintomi nella prima settimana); in Austria l’applicazione delle nuove regole ha permesso di considerare il periodo di tempo necessario per osservare l’inversione di tendenza che è stata disattesa.

Il numero dei contagi riferiti al 21 novembre 2021 è raddoppiato, nonostante le limitazioni dei non vaccinati e le autorità austriache hanno imposto un blocco generale destinato a durare 20 giorni.

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