A Praga, manifestazione di più di 70.000 persone per l’abolizione delle sanzioni alla Russia. Siamo solo all’inizio, credo.. Man mano che gli effetti devastanti delle sanzioni sull’economia di alcuni Stati (non tutti), che le adottano , diventeranno sempre più grevi impoverendo popoli e distruggendo il tessuto industriale in una crisi forse irreversibile, assisteremo a rivolte spontanee di popolo: dappertutto!
Si può chiedere aiuto e soccorso ad uno Stato amico: non di perire economicamente affamando milioni di persone!
Il tempo passa e il disastro diviene sempre più chiaro. Le imprese: non si può passare da una bolletta di 100.000 euro mensili, ad una di 500.000! C’è solo la chiusura e il fallimento! Dicono: è l’economia di guerra!
Ma allora ditelo a chiare lettere. Siamo in guerra con la Russia? Perché? Le motivazioni vere, non quelle ipocrite e false dell’aiuto ad un paese democratico aggredito! In Ucraina, di democrazia ve ne è ben poca!
Le motivazioni vere sono economiche e di potere. Va bene anche questo. Ma se è così, all’Italia che cosa ne viene in cambio? Solo il disastro economico e la povertà diffusa? E l’Europa che cosa fa? Si arrocca sulla posizione di alcuni Stati che su questa crisi guadagnano una fortuna immensa? Queste sono le domande giuste che attendono una risposta. Anche in campagna elettorale!