La sessualità è per molti un argomento tabù, parlarne, però, aiuta le relazioni e i rapporti. Per parlarne dobbiamo conoscerne le basi, le parole della sessualità. Iniziamo quindi a parlare del genere, dell’orientamento e dell’identità sessuale.

Fin da quando veniamo al mondo, il primo tratto utilizzato per identificare un individuo è l’appartenenza alla dicotomia maschio/femmina (Sandfort, 2005), ci sono, inoltre, persone nate con aspetti biologici di entrambi i sessi, definiti intersessuali (Goldschmidt, 1917). L’identità sessuale delinea la dimensione soggettiva del proprio essere sessuati ed è il risultato della complessa interazione tra aspetti biologici, psicologici, sociali e culturali (Bancroft, 2009). 

Le componenti dell’identità sessuale sono:
Il sesso biologico determinato dai cromosomi, dagli ormoni, dai genitali interni ed esterni. L’identità di genere, cioè la consapevolezza di sé come uomo o donna e non solo.
In questo caso parliamo:

  •  Transgender, un termine ombrello per indicare le persone la cui identità di genere non corrisponde al genere e/o al sesso che è stato determinato loro alla nascita;
  • Bigender, una persona bigender si identifica in due generi, i quali possono essere sperimentati simultaneamente o a fasi alterne, non parliamo solo di genere opposti ,come ad esempio uomo/donna, ma anche di altre combinazioni possibili, es. donna/agender.
  • Agender, senza genere, una persona che non si riconosce nel classico binarismo di genere maschio/femmina o altre macroaree di genere.

Il ruolo di genere, stabilito dai riferimenti normativi rispetto agli atteggiamenti e ai comportamenti assegnati dalla società e della cultura di appartenenza. Esso si riferisce agli attributi fisici, all’abbigliamento, agli atteggiamenti, ai comportamenti, alle interazioni sociali, agli interessi, ai tratti di personalità e all’uso del linguaggio, che sono stereotipicamente associati alla dicotomia maschile o femminile. 

L’orientamento sessuale, cioè l’attrazione fisica ed erotica per persone dell’altro sesso, del proprio sesso o di entrambi i sessi, rispettivamente eterosessuale, omosessuale o bisessuale. 

Negli ultimi anni viene considerato, tra gli orientamenti sessuali, anche:

  • l’asessualità, cioè la scarsa o nulla attrazione verso persone del sesso opposto o dello stesso sesso, o ancora, semplice mancanza di orientamento sessuale;
  • la pansessualità, caratterizzata da una potenziale attrazione estetica, sessuale o romantica per delle persone indipendentemente dal loro sesso o identità di genere;
  • la polisessualità, si riferisce a coloro che sono attratti da più di un sesso ma non vogliono identificarsi come bisessuali, poiché ciò implicherebbe l’esistenza di soli due generi sessuali. 

La dimensione dell’orientamento sessuale non comprende esclusivamente le esperienze erotiche o sessuali, ma coinvolge altri aspetti come: il comportamento sessuale, l’attrazione erotica, le fantasie sessuali, la preferenza affettiva e l’auto-definizione. (Worthington & al., 2008). L’orientamento sessuale non può dunque essere concepito in maniera lineare, ma come una mappa personale in cui le dimensioni considerate si compongono in modo del tutto soggettivo (Kinnish et al., 2005). 

L’identità dell’orientamento sessuale è il riconoscimento e internalizzazione del proprio orientamento sessuale, il quale comprende elementi come l’autoconsapevolezza, l’auto- etichettatura, il sentirsi parte di un gruppo e di una cultura, l’accettazione o l’auto- stigmatizzazione, che si riflettono sulla presa di decisione nella formazione di supporto sociale, modelli di ruolo, amicizie e rapporti interpersonali di vario genere (Kinnish et al., 2005). 

L’identità sessuale è un costrutto il cui scopo è fornire un’esigenza di stabilità e coerenza, tale da strutturare una componente dell’identità individuale e, al contempo, rassicurare la persona attraverso una categorizzazione di sé, nonostante le esperienze siano imprevedibili e fluide. (Bancroft, 2009;). 

L’orientamento sessuale, soprattutto quello femminile, delle donne, le quali crescono in una cultura fenomenologicamente meno polarizzata sul genere (Bem, 1998), può presentare delle variazioni nel corso della vita, indicando così una dinamicità erotica e affettivo-emotiva, definita fluidità sessuale (Dèttore & Lambiase, 2011). 

“Love is Love” perché l’amore è uno e l’amore non fa distinzioni.

Articolo a cura di Carmen Fortino

Psicologa, Psicodiagnosta,

Psicosessuologa, Criminologa,

Psicoterapeuta Strategica in formazione.

Bibliografia

Bancroft, J. Human sexuality and its problems (3rd. edition). New York: Churchill Livingstone Elsevie, 2009.

Bem, D.J. Is Ebe theory supported by the evidence? Is it androcentric? A reply to Peplau et al. Psychological Review, 1998, 105(2), 395-398. 

Dèttore, D. & Lambiase, E., La fluidità sessuale. Roma: Alpes; 2011.

Goldschmidt R., Intersexuality and the Endocrine Aspect of Sex, in «Endocrinology», 1917, 1, pp. 433-456. 

Kinnish, K.K., Strassberg, D.S., & Turner, C.W., Sex differences in the flexibility of sexual orientation. A multidimensional retrospective assessment. Archives of Sexual Behavior, 2005, 34(2), 173-183. 

Sandfort, T.G.M. (2005). Sexual orientation and gender: Stereotypes and beyond. Archives of Sexual Behavior, 34(6), 595-611. Doi: 10.1007/s10508-005-7907-8 

Worthington, R.L., Navarro, R.L., Savoy, H.B., & Hampton, D., Development, reliability, and validity of the Measure of Sexual Identity Exploration and Commitment (MOSIEC). Developmental Psychology, 2008, 44(1), 22-33.