Dodici minuti per alzare la voce e riempire un sogno. Il Napoli è avanti 2-0 già dopo una dozzina di minuti grazie alla doppietta di Anguissa, il resto è una naturale conseguenza. Spalletti vince 3-1 contro Juric (3-0 al 37’ di Kvara, poi il diagonale vincente di Sanabria) e prosegue la cavalcata di inizio stagione in vetta al campionato. Tanto Napoli sì, forse pure troppo per questa versione dei granata molto superficiali e capaci di seminare lungo un primo tempo da incubo una pesante serie di errori. Tanto Napoli, ma pure poco Toro. Che incassa la terza sconfitta consecutiva e ora Juric (espulso nella ripresa) dovrà riflettere a lungo in vista dell’Empoli.

Tridente contro tridente. Napoli-Torino è anche la sfida di due attacchi che si specchiano ma non si somigliano per nulla. Spalletti allarga Politano e Kvara, come da protocollo, e sceglie Raspadori. Juric non rinuncia ai tre uomini offensivi, ma li piazza lungo l’asse verticale: c’è Miranchuk sulla trequarti alle spalle della coppia Vlasic-Sanabria. Lo aveva detto, alla vigilia, Juric: davanti ai 40.000 del Maradona servirebbe un Toro perfetto. Nell’avvio granata l’imperfezione, invece, regna sovrana: il Toro gioca sotto il suo standard di ritmo, riempie la prestazione di ripetuti errori – alcuni anche grossolani -, e viene sovrastato dal tasso tecnico e dalla padronanza degli azzurri. I primi dodici minuti sono da elettrochoc per il Toro, colpito a freddo da una doppietta di Anguissa. Al 6’ Mario Rui scappa a Singo sulla destra, crossa e Anguissa (perso da Linetty) svetta saltando su Buongiorno e Rodriguez. Cinque minuti dopo, Rodriguez apre una falla sulla sinistra, nella quale si inserisce ancora Anguissa (su invito di Politano). Riesce a fare tutta la metà campo in solitaria fino a infilare Milinkovic.

Due a zero dopo dodici minuti è una mazzata per il Toro. Il Napoli prende il controllo totale della sfida, tanto gira palla con i granata sempre a rincorrere. Serve addirittura il volto di Lukic (31’) per evitare il tris a Zielinski, prima Vlasic aveva saggiato i riflessi di Meret (18’), anche Rrahmani sfiora il gol di testa (33’), ma al 37’ altra frittata del Toro e 3-0 del Napoli. Stavolta è Djidji a sbagliare i tempi dell’intervento, aprendo tutto il campo a Kvara. Inutile la ricorsa di Lukic. Al secondo minuto di recupero un bel diagonale di Sanabria riaccende la speranza granata (è il 3-1), e trenta secondi dopo sempre Sanabria sfiora addirittura il 3-2.

Nella ripresa il Napoli addormenta la partita attraverso il palleggio, il Toro ha il merito di riordinarsi ma non riesce mai a trovare il varco. Poco da segnalare, se non fosse per i cambi. Dopo un’ora di gioco Spalletti avvia la staffetta Raspadori-Simeone e sostituisce Zielinski con Ndombele. Uscirà poco dopo anche uno stremato Politano, dentro Lozano. Juric risponde al 23’ della ripresa giocandosi la piazza Radonjic (rientra in panchina Miranchuk). Il tecnico croato si espellere per proteste plateali poco prima del doppio cambio Adopo-Linetty, Aina-Lazaro. L’unico graffio granata arriva a sei minuti dalla fine con una sventola di Radonjic sulla quale Meret si guadagna la giornata, al 90’ Lozano fa volare Milinkovic.