Squadra che vince non si cambia. Luciano Spalletti conferma per la terza volta consecutiva lo stesso undici, anche per la sfida contro la Fiorentina. Meret ancora tra i pali, Mario Rui preferito a Mathias Olivera a sinistra. In cabina di regia c’è Lobotka, Anguissa e Zielinski mezzali del 4-3-3. Davanti il tridente Lozano-Osimhen-Kvaratskhelia.

La Fiorentina ferma la corsa del Napoli e impedisce a Spalletti di chiudere la giornata da solo in testa alla classifica. Non hanno trovato il gol gli azzurri, dopo averne fatti 9 nelle prime due giornate, e si sono dovuti accontentare di un punto contro l’orgoglio e l’organizzazione della squadra di Italiano, uno dei migliori allenatori italiani. Ha giocato una grande partita la squadra viola, spinta da un pubblico come sempre eccezionale e dalla qualificazione ai gironi della Conference che l’ha galvanizzata.

È stata una partita a scacchi, sofisticata, tatticamente molto articolata. La Fiorentina ci ha messo tutta la grande determinazione di Italiano, interpretando un copione fatto di ritmi elevati e di pressing sempre altissimo, per cercare di controllare il gioco e ostacolare il fraseggio del NapoliSpalletti, dal lato suo, ha dovuto far fronte a tante difficoltà di costruzione, perché di spazi ce n’erano davvero pochi. Ha provato a partire sempre dal basso, ma le uscite basse non sono state spesso fluide e sulle palle lunghe per Osimhen non è riuscito mai a trovare gli sbocchi giusti.

Si è combattuto soprattutto a centrocampo, dove da un lato ha giganteggiato Amrabat, dall’altro hanno fatto fatica a trovare le solite geometrie Lobotka e Zielinski. Poche le occasioni da gol, sopratutto in un primo tempo in cui i portieri hanno fatto praticamente da spettatori. Solo Sottil da un lato e Di Lorenzo dall’altro hanno provato a regalare qualche emozione, Osimhen invece si è solo illuso di aver trovato il vantaggio ma è stato gelato dall’assistente che ha sbandierato giustamente la posizione di fuorigioco.

Più vivace è stata la seconda parte, aperta da una clamorosa occasione fallita di testa da Lozano su un assist al bacio di Kvaratskhelia. Ci ha provato senza fortuna la squadra di Spalletti anche con Rrahmani e Di Lorenzo, mentre all’altro lato è stato più volte Sottil a tenere in apprensione Meret. Le mosse delle panchine hanno vivacizzato un finale molto intenso: sono entrati ElmasRaspadoriPolitanoNdombele e Simeone da una parte, KouameMalehIgorTerzi e Saponara dall’altra, ma nessuno è riuscito a trovare il guizzo giusto da tre punti. Ci ha provato un nervoso Jovic, così come due volte un pimpante Raspadori ma non c’è stato verso. Un punto a testa che consente a Spalletti di restare al primo posto, a Italiano di chiudere con grande fiducia una settimana molto importante.

Il Var nega il gol-vittoria ad Osimhen: Fiorentina-Napoli termina 0-0

Le pagelle

Meret 5,5 – Male, malissimo su un pallone piuttosto semplice che però non blocca ed alimenta così l’azione della Fiorentina che poi porta ad una delle palle gol più pericolose. Bene invece in uscita, trovando spesso l’uomo libero.

Di Lorenzo 6 – Poca spinta, il Napoli deve accelerare e andare in area con pochi tocchi e non c’è spazio per accompagnare e sviluppare una manovra più ragionata. In fase difensiva qualche sofferenza su Sottil

Rrahmani 6,5 – Sbroglia diverse situazioni pericolose, è sempre applicato ed è anche pericoloso, come accaduto l’anno scorso, su palla inattiva

Kim 6,5 – Prestazione di sostanza, sbagliando pochissimo da dietro nonostante la pressione viola e soprattutto tenendo a bada un cliente non semplice come Jovic.

Mario Rui 6 – Sbaglia poco, chiudendo anche diverse diagonali con ottimi interventi. Soffre un po’ l’ingresso di Kouame, ma più dal punto di vista fisico e nel finale perde un duello che manda in contropiede i viola.

Anguissa 6,5 – Prende un giallo dopo pochi minuti, ma non lo limita per niente perché è l’uomo ovunque del Napoli, chiudendo tante ripartenze dei viola e nel finale addirittura trovando le energie per un intervento da ultimo uomo su un lungo contropiede viola

Lobotka 6,5 – Sfida ed elude spesso la pressione dei viola che raramente riesce a leggerlo e rubargli palla. Cala alla distanza e viene sostituito quando il campo si allarga ulteriormente e si va da una metà campo all’altra (dal 78′ Ndombele sv)

Zielinski 5,5 – Con Lobotka schermato è chiamato ad abbassarsi di più e giocare più palloni in basso, anche per far risalire il campo ai suoi. Prova a farlo, ma con poca precisione per uno con la sua tecnica (dal 61′ Raspadori 6,5 – Subito nel vivo del gioco, provando a far ripartire l’azione velocemente e poi facendosi trovare in zona-gol. Stop e tiro in una frazione di secondo ma Gollini gli nega la gioia del gol-vittoria)

Lozano 5 – Combatte, tiene impegnata la retroguardia viola, ma combina poco tecnicamente. Si divora la palla del vantaggio ad inizio ripresa mandando fuori un comodo colpo di testa, poi spende tanto e perde lucidità (dal 70′ Politano 5,5 – Dà a suo modo la scossa, anche se tiene forse troppo palla in un paio di circostanze e non trova la stoccata vincente. Alla fine Spalletti ha qualcosa da ridirgli)

Osimhen 6 –  I centrali avversari non lo mollano un attimo. Fa la guerra egualmente, prendendosi anche delle randellate sul volto. Questo non lo spaventa, continua a combattere. Ma nell’area avversaria ha pochi palloni giocabili (dal 78′ Simeone sv)

Kvaratskhelia 6 – Non all’altezza delle prime due uscite, ma non è da giudicare troppo negativamente. Viene servito poco, se non a campo aperto e troppo dalle retrovie. E’ comunque autore di buone giocate e di un pallone per Lozano che non riesce a spingere in rete (dal 61′ Elmas 5,5 – Non un grande impatto, qualche percussione ma senza riuscire ad incidere)