Scuola – Azzolina, la call veloce e la protesta dei presidi.

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– “Mi piacerebbe avere e sto lavorando per avere tutti i docenti in cattedra a settembre.” –
Con queste parole il Ministro dell’Istruzione Azzolina, intervistato da “Il sole 24 ore”, si pone l’obiettivo di rientrare al meglio dopo oltre 6 mesi di chiusura.

Sulla questione risorse insegnanti 2020/21 fa chiarezza, prendendo in oggetto il numero complessivo dei supplenti contrattualizzati al 30 settembre 2019 (109.195) precisando: “Non sono 200.000” e intanto rassicura i dirigenti che, dopo lo slittamento del Concorso straordinario (32 mila cattedre), hanno lamentato gravi carenze di personale.

– “A settembre ci sarà uno strumento in più per fronteggiare il boom di supplenze: la «call veloce», che ci permetterà di distribuire a livello nazionale le immissioni in ruolo rimaste vacanti” – chiarisce il Ministro.

Cos’è la “Call veloce”?

Con l’art.1, comma 17, della legge 159 del 20 dicembre 2019 i vincitori e gli idonei inseriti nelle graduatorie dei concorsi e delle GaE potranno, su base volontaria, presentare istanza on line per aspirare al ruolo sui posti di una o più province di una sola regione, diversa da quella di attuale appartenenza, per ciascuna graduatoria di provenienza.

Questa opportunità verrà concessa a tutti i docenti, dall’infanzia alla primaria e dalla secondaria di I grado a quelli della secondaria di II grado, che siano inseriti nelle GaE o in una graduatoria dei concorsi ordinari o straordinari attualmente in vigore.
In pratica, i precari (abilitati) iscritti alle graduatorie a esaurimento (Gae) e i vincitori dei precedenti concorsi potranno fare domanda in un’altra regione e accedere a una cattedra altrimenti destinata a restare deserta.

Intanto i dirigenti scolastici italiani hanno trovato sulla Pec di istituto la comunicazione del Dipartimento per le risorse umane del ministero dell’Istruzione. In 34 pagine annuncia i finanziamenti disponibili per ogni scuola – 331 milioni, una media di 38 mila euro a istituto – e, quindi, i compiti dei singoli presidi derivanti da quell’impegno di Stato:

– Acquisto di materiale sanificazione e termoscanner;
– Identificazione aree verdi;
– Risistemazione spazi esterni;
– Smaltimento rifiuti, anche quelli speciali;
– Appalti per l’edilizia interna;
– Acquisto o noleggio tablet.

“Ci chiedono di trovare da soli soluzioni che il ministero non ha”, segnala una dirigente a ” La Repubblica”. I presidi di tutto il Paese di sentono abbandonati così come successo per la la DAD e la valutazione e attendono ancora linee guida centrate ed efficaci.

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