Questa mattina Cristoforo Salvati ha presentato in conferenza stampa sua decima Giunta, fotocopia di quella revocata lo scorso 31 dicembre. Le sue parole: “Sono stato sempre aperto al confronto, disponibile al dialogo, ma non sono più disposto ad essere tirato per la giacca, a subire ricatti politici. Ho bisogno di una squadra forte, coerente, fatta di persone come me, che vogliono lavorare esclusivamente per il rilancio di questa città. Se non ci saranno più le condizioni, torneremo al voto. Affronteremo la campagna elettorale con la massima serenità, restituendo ai cittadini il diritto di scegliere, di valutare il nostro lavoro. Non ho intenzioni di fare alcun passo indietro. L’ho ribadito anche ieri in conferenza stampa parlando di questa crisi politica e confermando tutti gli assessori della mia Giunta. A loro, ai miei consiglieri, che hanno sottoscritto di recente il documento a mio sostegno ribadendo la loro disponibilità a candidarsi al mio fianco anche per un’eventuale nuova campagna elettorale, va il mio ringraziamento. La dimostrazione dell’ottimo lavoro svolto, grazie anche agli uffici comunali, sta nei numeri e nei progetti, completati e avviati. Penso alla capacità che abbiamo avuto di evitare che venisse dichiarato il dissesto finanziario dell’ente, alle 350 delibere di giunta, alla riapertura del cantiere del Polo Scolastico, ai lavori nella zona Pip, al centro sociale di Mariconda o alla casa protetta per donne maltrattate. Altri sono i progetti che prenderanno il via a breve, come i lavori per la riqualificazione della villa comunale per un importo di un milione di euro. Le 57 assunzioni a tempo indeterminato negli ultimi tre anni andranno a dare respiro alla macchina burocratica. Sono fiducioso anche per ciò che concerne l’iter di adozione del Puc che completeremo entro ottobre 2023. Questo solo per citarne alcuni. L’instabilità politica ha rallentato la nostra azione amministrativa, e questo è indubbio, ma i risultati del lavoro svolto finora sono sotto gli occhi degli scatafesi che sono certo sapranno tirare le somme alla fine. Noi siamo pronti a continuare con lo stesso impegno, così come non avremo timore di tornare al voto. Una sola cosa non siamo più disposti a tollerare i continui “condizionamenti politici” che non fanno bene a Scafati e agli scafatesi”.

Ma i voti ? Le elezioni anticipate sembrano dietro l’angolo, anche se Salvati non si dimetterà. Il primo cittadino  sta preparando una sorta di relazione programmatica in dieci punti per convincere i dissidenti della sua maggioranza, anzi, del suo stesso partito. La risposta delle opposizioni è arrivata; sono già 12 le adesioni raccolte per andare dal notaio e sfiduciare Salvati senza passare per l’aula consiliare.  Quasi tutti i consiglieri di opposizione hanno già inviato la proprio adesione. C’è riservatezza ancora sulle modalità di incontro e sul giorno e orario fissato per la firma definitiva. Non è stata convinta Teresa Formisano, esponente di Forza Italia in assise che continua a preferire una mozione di sfiducia in consiglio comunale piuttosto che un vero e proprio blitz istituzionale. “Preferisco che il Sindaco vada a casa con una mozione di sfiducia, un atto politico discusso in una sede opportuna, alla luce e ben evidente a tutti i cittadini; preferisco l’intervento del Prefetto e degli organi di controllo per tutto quello che sta accadendo a Scafati, narrato sui giornali dai protagonisti, per una fuga che ha determinato l’approvazione di una variazione di bilancio e le violenze subite per un non voto. L’ultima volta con moti carbonari è salito un assessore 5Stelle. Esprimo la mia solidarietà a chi si è sentito minacciato e non ha avuto la serenità giusta per votare un atto importante. E’ un atteggiamento che non appartiene alla politica”. “E’ chiaro che l’attuale compagine di maggioranza e la Giunta non rappresentano più quella volontà cittadina all’esito delle elezioni del 2019. Il Sindaco Salvati credo debba prendere atto di tale situazione e lasciare alla città la scelta di una nuova squadra di governo” ha commentato il consigliere Nicola Cascone.