Scafati – Questione Biblioteca: Grimaldi e Arpaia se le suonano a colpi di post!

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Scafati – Questione Biblioteca: Grimaldi e Arpaia se le suonano a colpi di post!

A colpi di post su Facebook, va avanti da ieri (9 luglio 2020) una specie di querelle riguardo la Biblioteca comunale “Francesco Morlicchio” e il suo futuro affidamento a una cooperativa o una associazione culturale, proposto dall’assessore alla Cultura Alessandro Roberto Arpaia. Protagonisti della “social faida” sono l’assessore Arpaia e il consigliere di opposizione Michele Grimaldi. Quest’ultimo, appena ieri, aveva relazionato molto duramente sulla vicenda Biblioteca comunale specificando che quello dell’affidamento sperimentale per la durata di un anno, risulta essere “un atto molto generico” senza garanzie, che tende alla privatizzazione della Biblioteca.

All’allarme lanciato da Grimaldi, risponde con solerzia l’assessore Arpaia: “Come al solito si cerca di fare solo confusione per creare inutili allarmismi”. L’assessore spiega: “La delibera che è un atto di indirizzo, pubblico e non segreto, di cui parla il consigliere Grimaldi è stata proposta dal sottoscritto e ha il solo scopo di valorizzare ancor di più le potenzialità della nostra biblioteca comunale Francesco Morlicchio. Tutto il resto sono fantasie oniriche dell’autore del post. La biblioteca Morlicchio è e sarà sempre un bene pubblico il cui accesso sarà sempre gratuito per permettere a chiunque di studiare nei suoi locali, di leggere in tranquillità un libro o di averlo in affidamento ma soprattutto dovrà essere il cuore pulsante della cultura con attività di vario tipo. […] La biblioteca avrà sempre un proprio responsabile che sarà un dirigente del comune a cui voglio affiancare, tramite bando pubblico aperto a tutti, un’associazione culturale SENZA SCOPO DI LUCRO, la quale proporrà un suo progetto di gestione. L’associazione, precisa l’assessore, dovrà avere dei requisiti specifici anche di ordine morale”

Ma Grimaldi non ci sta e rilancia – “L’Assessore confonde la nostra proposta di affidare la cura del bene comune Biblioteca ad associazioni e movimenti tramite un Patto di collaborazione, con l’affido della gestione dello stesso ad una associazione o cooperativa (come se poi, tra l’altro, fossero la stessa cosa). Nella sua risposta, poi, l’Assessore ci rassicura sul fatto che il tutto sarà senza lucro, e che l’accesso alla Biblioteca continuerà ad essere libero e gratuito: lo ringraziamo, ma nella delibera approvata dalla Giunta tutto questo non c’è scritto, e non ce ne voglia l’Assessore, un atto pubblico fa più fede della sua bacheca Facebook” –

“Infine, sempre il nostro Assessore, ci tiene a scrivere ovunque che lui ha parlato con “associazioni di sinistra”: noi pensavamo e pensiamo che le associazioni, soprattutto se si è un Ente Pubblico, siano divise in base alla definizione che di esse da là legge (generiche, di volontariato, di promozione sociale, sportive dilettantistiche, etc), e non in base alle valutazioni politiche della Giunta. Tra l’altro, ci preme ricordarlo all’Assessore, loro rappresentano tutta la città, chi li ha votati e chi non lo ha fatto, quelli di destra o di sinistra, e quelli – soprattutto – che vorrebbero semplicemente una città pulita, illuminata, sicura e ben amministrata” –

– “Da questo punto di vista ci preoccupa non poco il richiamo “ai requisiti morali” che l’associazione o la cooperativa affidataria dovrebbero possedere: quali sono? Chi li stabilisce? Speriamo non siano riconducibili ai parametri morali della Meloni e di Salvini, per capirci. In conclusione, ci preme anche ricordare all’Assessore e al Sindaco che l’articolo 42 del TUEL è su questo chiarissimo, in particolare ai comma e) ed l): sono competenza del Consiglio comunale l’organizzazione dei pubblici servizi, la concessione degli stessi e l’affidamento di attività o servizi mediante convenzione; inoltre, sempre di competenza del Consiglio, sono gli appalti e le concessioni che non siano previsti espressamente in atti fondamentali del consiglio o che non ne costituiscano mera esecuzione.
Insomma, la Giunta Salvati se ne faccia una ragione: la Biblioteca ed i beni pubblici della nostra comunità non sono in vendita. Fino alla fine, ci opporremo ad ogni forma di gestione privatistica dei beni comuni della nostra Scafati” –

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