Scafati, lo Stato dichiari il dissesto per dare speranza alla Comunità

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Scafati, lo Stato dichiari il dissesto per consentire alla città una possibile nuova via . L’editoriale di Agostino Ingenito.

Tutti sono a conoscenza delle gravi condizioni economiche del Comune di Scafati. I commissari prefettizi sono continuamente alle prese con una situazione assai complessa che rende tutto molto difficile. I debiti contratti, le difficoltà oggettive nella gestione dei servizi minimi e sinanche la contrattazione collettiva con uno sfiduciato, e in alcuni casi, ostile organico rende decisamente grave la situazione a Palazzo Meyer. Le ultime notizie sulla società partecipata Acse come per la gestione dei servizi e riscossione dei tributi hanno ormai posto il bilancio dell’ente in pre dissesto. Le elezioni comunali previste nella prossima annualità si celebrerebbero in un clima di terrore e ulteriori problematiche per chiunque riesca a raggiungere lo scranno del Municipio. E piuttosto che costringere un nuovo eletto sindaco, a dichiarare un dissesto finanziario, appare più opportuna una scelta di buon senso che provenga dallo Stato che amministra la città dopo il decreto di scioglimento per infiltrazioni camorristiche. I processi giudiziari ed ancor di più quelli che quotidianamente riguardano una cittadinanza intera sono già così sfibranti che appare decisamente complicato trovare dei coraggiosi che non solo dovrebbero vincere elezioni in un clima che sarebbe da guerriglia urbana ma ritrovandosi in un vero e proprio cul de sac. E neanche un vecchio saggio potrebbe, seppur invitato a sacrificarsi, garantirsi un margine di manovra minima una volta eletto. Ecco perché appare utile garantire che si possa ripartire, riducendo il più possibile le zavorre per un Comune ormai al collasso e fuori da ogni riferimento amministrativo e territoriale. In Campania nominare Scafati è da tempo complicato, non già è solo per il passato prossimo vissuto, ma soprattutto per un presente che sa di scoraggianti e pesanti condizioni economiche e sociali. Ecco perché un’operazione verità da parte della Commissione prefettizia, che con grande impegno sta affrontando situazioni davvero difficili, potrebbe consentire di prospettare un percorso che riporti la città ad una nuova fase. Scafati deve poter tornare ad una gestione amministrativa normale che consenta a chi eletto di avere possibili margini di manovra per garantire servizi indispensabili alla Comunità e per immaginare un futuro meno funesto. Occorre che le forze sane compiano uno sforzo che sia prima di tutto di condividere una base comune di confronto e di dialogo ancor prima di qualsiasi sfida elettorale partitica o di movimento. Serve un chiarimento tra i cittadini ancora non capaci del tutto di comprendere la necessità di andare oltre mere posizioni antagoniste, pure utili e necessarie su un piano democratico, ma che possono essere paradossalmente palesate solo dopo aver chiarito i punti fondanti su cui eventualmente ripartire. Chi oggi evoca scenari di grandeur, facendo credere di riuscire nell’impresa, mente sapendo di mentire. La scelta di un dissesto, seppur ultima ratio per un ente locale, garantirebbe per paradosso di ridimensionare molte attuali sfavorevoli congiunture, azzerando e consentendo in qualche modo di prospettate un minimo di programmazione per chiunque vinca la sfida elettorale. Altri importanti Comuni della Campania, da Caserta a Benevento, hanno effettuato questa scelta, che significa tra le altre cose, la riduzione dei crediti vantati da fornitori, e l’aumento delle aliquote dei tributi locali. Qualora dunque lo Stato non sia in grado di riequilibrare i conti o procedere ad una riduzione netta delle zavorre attuali, si evochi una risoluzione condivisa nella Comunità per consentire di ripartire in qualche modo.

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