La vicenda delle farmacie comunali è forse uno dei simboli dell’incapacità, della sciatteria e dalla mancata trasparenza dell’Amministrazione Salvati: in sintesi, dei danni che quotidianamente procurano alla nostra comunità. Dell’argomento se ne è discusso in consiglio comunale solo il 6 novembre, con una comunicazione lampo del Sindaco, e lo scorso 23 luglio, grazie ad un ordine del giorno aggiuntivo proposto da Insieme per Scafati assieme alle altre forze di opposizione. Nel mezzo, solo silenzi, immobilismo e passaggi poco chiari.

 

 

OGGETTO: “INTERPELLANZA – Farmacie comunali” 

Interpellanza ai sensi dell’art. 43 comma 1 D.Lgs. 267/2000 (TUEL) e ai sensi degli articoli  47 e 49 del “Regolamento adunanze consiliari” approvato con deliberazione di Consiglio  comunale n.60 del 29/10/2012.  

I sottoscritti Consigliere comunali, nell’esercizio delle loro funzioni,  

Premesso 

la Comunicazione del Sindaco di Scafati, integralmente riportata nella deliberazione  del Consiglio comunale n. 28 del 6 novembre 2019; 

la Comunicazione del Sindaco di Scafati, integralmente riportata nella deliberazione  del Consiglio comunale n. 75 del 22 luglio 2020; 

la Delibera commissariale n. 64 del 5 luglio 2018. 

Visto  

il punto 3 del verbale n. 77 del 02/05/2019 dell’Assemblea dei Sindaci del  Consorzio Farmaceutico Intercomunale (CFI) che testualmente recita: punto 3)”  L’Assemblea delibera all’unanimità di approvare l’ipotesi di ristoro, quantificata dal  consiglio di amministrazione, a seguito del recesso del Comune di Scafati dalla  compagine consortile (all.4); L ‘Assemblea, inoltre, delibera all’unanimità di  approvare lo schema di convenzione per la gestione delle farmacie comunali di  Scafati (all.5.)”; 

che nel suddetto verbale (n.77) del CFI si legge anche (pag. 8 dell’allegato “ipotesi  di determinazione ristoro dovuto dal comune di Scafati a seguito recesso dal  consorzio) che “Pertanto si ritiene congruo un ristoro calcolato sulla base del criterio  di cui alle tabelle precedenti, integrato dalla differenza tra valore effettivo  dell’investimento effettuato su ogni singola farmacia e l’apporto iniziale per un totale  di € 1.889.385. In ogni si rende necessaria la sottoscrizione di un documento  transattivo/convenzionale che, fino al 31.12.2019 (eventualmente prorogabile)  disciplini la gestione delle farmacie comunali di Scafati da parte del Consorzio  Farmaceutico lntercomunale nelle more della definizione condivisa dell’importo del  ristoro.”

che nel suddetto verbale (n.77) del CFI nella parte afferente lo schema di proposta  di ristoro a proposito delle Farmacie comunali di Scafati si legge testualmente “il fatturato della farmacia negli ultimi anni ha avuto una tendenza in aumento, mentre  i costi di gestione hanno avuto una tendenza in diminuzione”. (stesso documento  allegato pag 6 punto 3) 

che nel verbale n. 79 del 3 ottobre 2019 dell’Assemblea dei Sindaci del Consorzio  Farmaceutico Intercomunale (CFI) si apprende come il CFI deliberasse  all’unanimità (punto1 del verbale) di approvare la proposta del Comune di Scafati di  una ridefinizione del ristoro dovuto, previa accettazione da parte dell’Ente di alcune  clausole di garanzia, afferenti il bando di vendita delle farmacie comunali ed il  personale afferente le farmacie stesse; 

che nel suddetto verbale (n.79) del CFI, nell’allegato “Ipotesi di determinazione  ristoro dovuto dal Comune di Scafati a seguito recesso dal consorzio” afferente lo schema di proposta di ristoro revisionato con nuovi calcoli a proposito delle  Farmacie comunali di Scafati si legge testualmente il fatturato della farmacia negli  ultimi anni ha avuto una tendenza in diminuzione, mentre i costi di gestione hanno  avuto una tendenza in aumento”; 

che appare chiara una discrasia logica, lessicale e matematica tra le  valutazioni contenute nel verbale n.77 e quelle contenute nel n. 79 del CFI; che, l’art. 6 dello Statuto del CFI nel prevedere il rimborso al Comune recedente  delle sue quote, stabilisce che esse siano valutate in relazione al patrimonio del  Consorzio (che il comune ha contribuito a formare), alle eventuali ripercussioni  negative del recesso sulle attività del consorzio e alle soluzioni ed il costo delle  soluzioni proposte a tutela dei dipendenti; 

che il Presidente del Consiglio comunale Santocchio avv. Mario, entrando nel  merito di una vicenda gestionale di competenza della Giunta, il 24 maggio 2020  dichiarava alla stampa: “Vi sono dei punti sui quali non siamo d’accordo – aggiunge – dopo essere però riusciti a rivedere al ribasso il ristoro chiesto dal consorzio”; 

che nel DUP – Bilancio di previsione approvato giusta deliberazione n.83 del  Consiglio comunale di Scafati dell’8 settembre 2020 non risulta esserci nessuna  voce di previsione di spesa inerente il ristoro eventualmente dovuto dall’ente  al CFI

Evidenziato 

che il Presidente del Consiglio comunale Santocchio avv. Mario, entrando nel  merito di una vicenda gestionale di competenza della Giunta, il 20 febbraio 2020  dichiarava alla stampa: “prevediamo un bando in cui sarà possibile partecipare  anche per una o più farmacie, questo per permettere una più ampia partecipazione  e pluralità nelle offerte”. 

Considerato 

che le Farmacie comunali sono una preziosa risorsa economica del nostro Ente e  potrebbero svolgere una fondamentale funzione sanitaria e sociale per la comunità  scafatese; 

che tra le misure necessarie al risanamento dell’Ente stabilite nel Piano di  Riequilibrio finanziario pluriennale è prevista l’alienazione delle Farmacie comunali; che si è appreso dalla stampa di una indagine in corso da parte della Guardia di  Finanza sull’argomento in oggetto;

che Il deliberato della Corte dei conti Sezione controllo per la Campania del  12 dicembre 2019 individua la dismissione delle Farmacie comunali come  elemento essenziale del Piano di rientro proposto dall’Ente comune

che è necessario assicurare massima chiarezza e trasparenza in questa vicenda; che ad oggi il Consiglio comunale non è edotto nel merito, ed in maniera  documentale, sull’attuale gestione delle Farmacie, sulla convenzione tra il Comune  ed il Consorzio Farmaceutico Intercomunale, sul numero e sull’esito delle Perizie di  valutazione del valore delle Farmacie comunali, sugli atti propedeutici e preparatori  dell’eventuale Bando di vendita delle stesse. 

Visto  

che ad oggi né il Consiglio comunale né alcuna Commissione consiliare hanno  notizia alcuna della più volte annunciata convenzione tra il Comune di Scafai ed il  Consorzio Farmaceutico intercomunale per la gestione delle Farmacie comunali; 

che ad oggi né il Consiglio comunale né alcuna Commissione consiliare hanno  notizia alcuna nel merito del più volte annunciato bando di vendita delle Farmacie comunali; 

che da una recente inchiesta giudiziaria, che ha interessato tra gli altri il  Direttore Generale del CFI, dott. Sorrentino, emergono perplessità sulla  trasparenza e la correttezza dell’inventario, delle giacenze e del magazzino  del CFI stesso

che a quanto riportato dalla stampa relativamente a tale inchiesta, il Direttore  Generale del CFI, in un colloquio con il Sindaco di Eboli, avrebbe pronunciato le  seguenti testuali parole: “Ti ricordi la questione delle giacenze, mo’ stiamo facendo il controllo del magazzino per il bilancio… io.. il presidente del Cda… questa è la lettera… Bruno come ha detto si faceva… facciamo gli inventari e saniamo tutti gli imbrogli che ci stanno, però dopo un mese vogliamo fare un secondo inventario e in quella sede se c’è una differenza… possiamo farla così? o crea un altro casino? io ho paura .. trattenuti … io i controlli li faccio ma senza trattenute, però questa”. 

Tanto premesso, visto, evidenziato e considerato 

i sottoscritti Consiglieri comunali, chiedono di essere edotti nel merito delle seguenti  questioni: 

1) sul perché ad oggi non si stata ancora definita nel contenuto e sottoscritta  alcuna convenzione per il funzionamento delle farmacie comunali tra  l’Ente Comune ed il CFI; 

2) su quali siano stati i criteri e le modalità di gestione delle farmacie  comunali adottati negli ultimi dodici mesi; 

3) se l’ente abbia contezza del magazzino, dell’inventario e della cassa delle  farmacie comunali; 

4) su quale sia la situazione contabile per ciascun centro di costo; 5) su quali siano state le entrate e le spese delle farmacie comunali  nell’ultimo e nell’attuale periodo di esercizio, e chi abbia provveduto a  monitorarle, verificarle e certificarle; 

6) presso quali società, consorzi o strutture le Farmacie comunali abbiano  acquistato prodotti o servizi nell’ultimo e nell’attuale periodo di esercizio,  ed in base a quali valutazioni, contratti, atti e determine;

7) se prima di firmare una eventuale convenzione con il CFI il Comune abbia  intenzione di verificare costi, spese, inventario, magazzino e scelte  gestionali afferenti le farmacie comunali nel periodo intercorso tra il  recesso dal CFI da parte del Comune sino alla eventuale stipula della  convenzione; 

8) sul perché nella bozza di Convenzione consegnata ai Consiglieri comunali  tramite accesso agli atti del 28/04/2020 n° protocollo 22666, si stabilisca  che il Comune e il Consorzio dovrebbero dividere costi e ricavi al 50%; 

9) sul perché nella bozza di Convenzione consegnata ai Consiglieri comunali  tramite accesso agli atti del 28/04/2020 n° protocollo 22666, si stabilisca  una ripartizione in solido dei costi indiretti tra CFI e Comune; 

10) sul perché esistono due stime diverse propedeutiche alla vendita delle  farmacie; 

11) sul perché, nonostante più volte annunciato, il bando di vendita non è mai  stato sottoposto all’attenzione né delle Commissioni consiliari competenti  né tantomeno del Consiglio comunale; 

12) sul perché, nonostante la vendita delle farmacie sia stata prevista dal  Piano di rientro presentato dal Comune alla Corte dei Conti e dalla stessa  approvato, e perché nonostante le note ed i richiami in merito da parte del  ragioniere capo Martellaro e del Collegio dei Revisori dei Conti, la  procedura sia bloccata da oltre un anno; 

13) sul perché il Presidente del Consiglio comunale dichiara la volontà di  concedere un ristoro al CFI se sia il ragioniere capo Martellato sia il  Collegio dei Revisori dei conti non ritengono tale scelta un atto dovuto; 

14) se il Sindaco abbia avuto contatti di qualsiasi sorta con soggetti privati  interessati ad acquisire informazioni in merito alla gestione e alla vendita  delle Farmacie comunali. 

I consiglieri comunali 

Michele Grimaldi 

Michele Russo 

Michelangelo Ambrunzo 

Alfonso Carotenuto