Ad appesantire una situazione già non semplice da gestire, oltre il covid e la sfiducia sociale prodotta da questo tempo, per i cittadini scafatesi è arrivata una ulteriore batosta: l’avviso di pagamento per la TARI 2020 e, come se non bastasse, l’accertamento – per chi non ha pagato il tributo – relativo all’annualità 2015. Certo, i tributi vanno pagati e per agevolare i cittadini, la tassa sui rifiuti dell’anno in corso è arrivata anche con qualche mese di ritardo. Ma a Scafati, resta sempre e comunque una tassa assai salata.

 

A tal proposito, sui social si è verificata una vera e propria esplosione di malumore: in tanti “minacciano” di non pagare, altri invocano una protesta vera e propria. Sul quotidiano “Il Mattino”, a firma del giornalista Sposato, si riporta la dichiarazione dell’assessore al Bilancio, Nunzia Di Lallo che non placa certo gli animi – “I tributi vanno pagati, sono la base per l’andamento del Comune. Le tariffe quest’anno sono invariate rispetto all’anno scorso e le bollette sono state inviate con una tempistica che prova in tutti i modi ad agevolare i contribuenti in tempi difficili. Le cartelle di pagamento sono state inviate prima che diventassero cartelle Equitalia. Gli scafatesi non vogliono non pagare, vogliono pagare quando possono dunque in ritardo. Ecco cosa accade con la TARI a differenza dell’IMU” –  

Tutto giusto ma la questione è un’altra: la TARI a Scafati è tra le più alte della Campania se non nell’Italia intera e sono tante le famiglie che non riescono a pagarla. Una soluzione potrebbe essere pagare meno ma pagare tutti, per la TARI e non solo.