C’era anche un gruppo di tifosi della Salernitana ad accogliere il nuovo presidente Danilo Iervolino davanti allo studio del notaio Coppa a Scafati.

Tra loro, anche Alfonso Napoli, sciarpa del vecchio gruppo Plaitano, originario di Mercato San Severino: “Sono venuto a dare il benvenuto a Iervolino”. In mattinata, sono giunti presso lo studio notarile di via Cesare Battisti, oltre a Iervolino, anche l’avvocato Fimmanò e Susanna Isgrò e Paolo Bertoli, trustee, rappresentanti di Melior e Widar Trust. Contratto firmati, versati da Iervolino i 10 milioni di euro. Poi la conferenza stampa a Salerno. 

 

Parla il presidente Iervolino: “L’accoglienza dei tifosi mi dà una gioia incredibile, sono davvero felice di essere qui con voi. Nella mia vita, pur essendo giovane, ho fatto tante cose ma dalla mezzanotte del primo gennaio è come se tutto fosse stato accantonato per concentrarsi su questo progetto a tinte granata. E’ la giornata dei grazie. Sono stato travolto da un amore straordinario, forse anche inaspettato. Ho un progetto di cambiamento a 360°, mi piacciono le sfide e qualcuna l’ho vinta nelle mie attività professionali. Dietro ad una squadra ci sono valori dello sport che ci porteranno nelle scuole, tra le famiglie, ai laboratori di medicina di cui mai come oggi c’è assolutamente bisogno. Vogliamo una Salernitana ricca di professionalità di livello assoluto, l’osmosi con il territorio fa la differenza e il centro sportivo è un’idea che ho in testa da tanto tempo. Aggiungo la volontà di creare un museo per regalare alla città e alle nuove generazioni un qualcosa che resti a vita. Quando parlo di discontinuità sia chiaro che non sto criticando nessuno. I presidenti Lotito e Mezzaroma, l’amministratore unico Marchetti e il direttore sportivo Angelo Fabiani hanno svolto un ottimo lavoro ma non hanno toccato le corde del cuore. Non si può non parlare con i giornalisti. Non si può parlare poco e male con i tifosi. Oggi inizia un percorso diverso senza personalismi autocelebrativi, bisogna creare quella trasparenza di cui il pubblico ha assolutamente bisogno ripudiando ogni forma di illegalità ed aggressività combattendo con tutte le nostre forze”.

Si parla del cambio di dirigenza: “Ho chiamato Fabiani, gli ho fatto i complimenti ma l’ho anche rimproverato. La Salernitana è qualcosa in più di una squadra da gestire dietro la scrivania, è sotto gli occhi di tutti che si sia creato uno scollamento totale e generale tra la dirigenza e il pubblico. Quando ciò accade, a prescindere dai risultati, un presidente ha necessità di intervenire. Questa città ha dignità ed orgoglio, fino all’ultimo giorno la tifoseria ha camminato a testa alta pur temendo l’esclusione dal campionato ripudiando una gestione che non ha mai condiviso. Questo orgoglio mi è piaciuto in modo particolare, faccio al pubblico i complimenti”.

Ci conferma che sarà Sabatini a guidare l’area tecnica?
“Assolutamente sì. Parliamo di un dirigente che ha sempre lavorato per grandi squadre, ero quasi imbarazzato ad avvicinarmi ad un personaggio di questo calibro. Ebbene, durante il nostro colloquio mi ha fatto impazzire la sua professionalità, la sua voglia di vincere di lavorare. Sono per una gestione duale della società di calcio, ci siamo subito piaciuti e sono convinto che ci siano tutti i presupposti per regalare grandissime soddisfazioni alla tifoseria”.

Colantuono resta e che tipo di mercato dobbiamo aspettarci?
“Non sono una persona che glissa sulle domande, le mie dichiarazioni saranno sempre improntate alla realtà e alla trasparenza. Ad oggi non abbiamo avuto la possibilità di parlare con l’allenatore, gli ultimi due giorni sono stati ricchi di impegni per completare l’atto di cessione. Il dottor Sabatini vuole interloquire di persona con me, spero tra domani e dopodomani. Il nuovo dirigente è carico, farà una conferenza stampa e sarà l’occasione per soffermarci sul mercato. Nessuno vuole retrocedere, tra qualche giorno vi daremo maggiori informazioni”.

Che promessa si sente di fare alla tifoseria?
“Quando parlo di discontinuità mi riferisco al nuovo modo di vivere la passione per la Salernitana. Sono neofita di questo mondo, non sarò mai assertivo e non ho nessuna ricetta magica. Qualora dovessi commettere qualche errore sono sempre pronto a migliorare, a mettermi in discussione e a chiedere scusa. Il calcio è uno spettacolo, ma è un qualcosa che entra nelle famiglie. Si crea la discussione serale davanti al camino, dà calore umano e non è certo una industria asettica. Un presidente non può mai dire “la squadra è mia”, è un danno enorme nei confronti del club che crea disaffezione e svuota gli stadi. E non è nemmeno una mossa intelligente sotto il profilo economico. Io cercherò di non commettere questi errori, voglio che i tifosi si avvicinino alla Salernitana portando avanti un progetto di cui andare fieri. Vi chiedo soltanto di avere un po’ di pazienza, faremo tutto il possibile per mantenere la categoria ma soprattutto per garantire un futuro straordinario ad una piazza di livello assoluto”.

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