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Ci avviciniamo all’inizio del prossimo anno scolastico e fra decreti covid, regione, governo e timori di alcuni genitori e studenti, davvero non c’è certezza. In questo senso a Scafati si può già parlare di “caso scuole”. La Città è senza un assessore alla pubblica istruzione, dopo le dimissioni della Sicignano, e con un preside che intende lasciare l’incarico.

Ricapitoliamo. Prima la tiratina di orecchie di Grimaldi all’amministrazione sui fondi PON per le scuole, bando eseguito su scadenza di termine: 310.000 gli euro stanziati. Poi il 5 agosto 2020 l’avviso pubblico firmato dalla responsabile del II settore e dal sindaco Salvati. Una manifestazione d’interessi per richiedere a Enti ecclesiastici e di culto ma anche a Soggetti privati, locali da utilizzare per usi scolastico.

Poi, durante un “dibattito social”, sempre più meta preferita dei protagonisti politici, anziché forme di comunicazione ufficiali, il dott. Arpaia (candidato Fdl regionali) dice questo in merito alle scuole in risposta ad un post – “L’amministrazione è già da alcuni mesi che ha incontrato i direttori scolastici di tutte le scuole primarie e secondarie. In particolare il sindaco che ha la delega alla pubblica istruzione insieme ai presidi e ai tecnici comunali ha messo in atto tutte le procedure per rendere al minimo i disagi per la prossima apertura delle scuole. Ci affidiamo alla buona volontà degli uomini ma soprattutto confidiamo sempre nell’aiuto della nostra Madonna delle Vergini . Tutti gli alunni e le famiglie saranno informate per tempo seguendo le linee guida emanate dal governo e dalla regione…” –

Si arriva a stamane con le dichiarazioni clamorose del preside della “Tommaso Anardi”, Guglielmo Formisano rilasciate al quotidiano “Il Mattino” a firma di Nicola Sposato – “Siamo figli di un Dio minore. I fondi destinati alle scuole avrebbero dovuto esser redistribuiti in base al numero degli alunni. Ciò non è avvenuto. Niente di illegittimo ma non comprendo il motivo per cui trattandosi di fondi per le forniture scolastiche ci sia una sproporzione tra le varie scuole. Cosi l’Anardi viene relegata e abbandonata al suo destino. La palestra della succursale di via della Resistenza è stata vandalizzata. C’è una carenza di aule, infiltrazioni d’acqua, tapparelle da cambiare, i bagni da riparare, infiltrazioni d’acqua e bisogno di tinteggiare le aule. Cosi non posso più lavorare”

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