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Il rendiconto consuntivo degli Enti locali (e cioè il bilancio dell’anno appena trascorso) va approvato per legge entro il 30 aprile, pena il rischio di commissariamento della procedura e di scioglimento dell’Ente.

Lo sottolineiamo: per predisposizione di legge, non per capriccio delle opposizioni.

Ad oggi invece, 8 maggio, non c’è ancora né il parere del Collegio dei revisori, né la trasmissione degli atti ai consiglieri comunali (che deve avvenire venti giorni prima della seduta del Consiglio) né tantomeno – appunto- la convocazione del Consiglio stesso.

E domani, 9 maggio, scade il termine fissato dal Prefetto di Salerno per ricevere comunicazioni in tale senso. Anche in questo caso, non si ha notizia della risposta.

Ma non solo sono gravi, gravissime, le parole del Prefetto, che di fatto preannuncia l’avvio della procedura di commissariamento.

È altrettanto gravissimo che dal 29 aprile – giorno nel quale il Prefetto ha scritto al Comune – né il Sindaco, né l’assessore al bilancio, né il presidente della Commissione bilancio, abbiamo ritenuto opportuno di informare i consiglieri comunali e la città della nota.

Domani, dunque, scade il termine stabilito dal Prefetto, ed il Consiglio comunale sul rendiconto consuntivo non è stato ancora convocato, non si sa perché.
La situazione , come d’altronde abbiamo già denunciato da tempo, è davvero preoccupante.

Non ci è dato sapere il motivo di questo ritardo, né se e come la mancata alienazione delle farmacie comunali, il contenzioso con il Consorzio Farmaceutico Intercomunale, la mancata vendita dei beni immobili programmata, i debiti relativi al vecchio Piano di Zona, l’alto livello di evasione tributaria, le molte spese di inutile propaganda, hanno inciso o stanno incidendo sul bilancio.

Fatto sta che incapacità e sciatteria amministrativa, e mancanza di programmazione, stanno conducendo l’ente verso il baratro del dissesto finanziario.

Il 30 maggio, tra l’altro, scade anche il termine per l’approvazione del bilancio previsionale 2022-2024, ed anche un questo caso non c’è traccia alcuna, né del bilancio, né dei necessari adempimenti preliminari (PEF, tariffe, regolamenti, piano triennale delle opere pubbliche, etc.).

Ma tutto questo sembra non interessare a chi ci governa: il nuovo assessore attacca il personale dell’Ente – già in sotto organico e costretto a lavorare tra enormi difficoltà e tensioni – e la maggioranza riprende a litigare solo poche settimane dopo l’ennesimo rimpasto di giunta.

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