Luigi Napoli non molla: l’ex manager del Cofaser porta l’Ente al Consiglio di Stato. Il licenziamento del direttore generale Luigi Napoli dal Consorzio di Farmacie e Servizi arriva ai giudici di Palazzo Spada. Il manager cavese ha notificato un nuovo ricorso all’Ente municipale di Sarno per ottenere l’annullamento della provincia del Tar di Salerno che ha dichiarato l’inammissibilità del gravame proposto per difetto di interesse. Si tratta dell’ennesimo round giudiziario tra l’ex direttore generale e la proprietà del Cofaser, ossia il consorzio costituto per metà dal Comune di Sarno e per un’altra metà dal Comune di Mercato San Severino, ed avente ad oggetto l’avvio del procedimento di licenziamento, e più in particolare la costituzione dell’Ufficio di disciplina avvenuto nel 2019.
Il manager aveva già impugnato al Tar di Salerno due delibere del Consiglio di amministrazione del Cofaser con cui è stato istituito l’ Ufficio Disciplinare all’interno del Consorzio che gestisce sette farmacie per conto dei due Enti pubblici.
Il ricorrente, nel caso di specie, aveva lamentato ai magistrati amministrativi di essere venuto a conoscenza dell’istituzione dell’Ufficio solo successivamente alla contestazione disciplinare nei suoi confronti e che, lo stesso, sarebbe stato costituto in assenza di un preventivo regolamento. L’azione legale di Napoli era già stata dichiarato inammissibile per difetto di giurisdizione dal Tar di Salerno.
In un secondo momento, poi, la decisione è stata annullata con rinvio dal Consiglio di Stato, che ha ritenuto sussistente la giurisdizione del giudice amministrativo sulla controversia. Il 9 aprile scorso, per questo motivo, la causa è stata riassunta dagli avvocati dell’ex Direttore generale dinanzi alla prima sezione salernitana del Tribunale amministrativo. All’udienza del 16 giugno scorso, la causa è stata trattenuta in decisione ai fini della definizione con sentenza breve ed ha visto il rigetto del ricorso. Secondo il collegio di magistrati salernitani, la domanda di Luigi Napoli era inammissibile per difetto di interesse, poiché la costituzione dell’Ufficio Disciplinare non ha avuto “Per il ricorrente immediato contenuto lesivo e non è stato in grado di produrre autonomamente e direttamente alcun effetto negativo nei suoi riguardi».. Ora un nuovo step al Consiglio di Stato, dove il Comune di Sarno si difenderà, per continuità di strategia difensiva, con l’avvocato Antonio Zarrella.