Sarno, il piano urbanistico comunale arriva in consiglio, chiesta la partecipazione dei cittadini e le imprese.

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comune di sarnoAGOSTINO INGENITO. Il consiglio comunale pronto a votare il piano urbanistico comunale. L’appuntamento è per il 21 ottobre. Si tratta del voto per il preliminare per l’importante piano urbanistico che molte polemiche ha suscitato. Arrivato alla ribalta nazionale per le pesanti dichiarazioni dell’architetto Tito Boeri che accusò senza mezzi termini l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Amilcare Mancusi di essere collusa con la criminalità organizzata. Pesanti le reazioni del comune della frana che dispose una querela.  Il puc comunale è molto atteso sul territorio, vige infatti ancora un vecchio piano di fabbricazione malgrado sul territorio si sia abbattuta una delle più gravi sciagure con la mortale frana.  Entro il 24 novembre dovranno essere conclusi gli incontri previsti con i rappresentnati delle istituzioni, dei commercianti e imprenditori e dei cittadini. Il calendario degli incontri vede coinvolti circa centoottantasette soggetti. Passata questa fase, che durerà novanta giorni, si adotterà, con le dovute modifiche, il nuovo Puc, che passerà di nuovo in giunta e da quel momento scatteranno le norme di salvaguardia e, poi, ci sono centoventi giorni per ricorsi e osservazioni. Tra il 20 dicembre e il 4 gennaio è previsto, invece, l’approvazione del preliminare definitivo. Da quel momento scatteranno le norme di salvaguardia e, poi, ci sono centoventi giorni, e cioè fino al 4 maggio per ricorsi e osservazioni, al termine dei quali il Puc passerà per il consiglio per la definitiva approvazione. Solo un anno fa ci aveva provato nuovamente l’amministrazione avviando esami e controllo fotometrici, rivelando molti abusi edilizi. La perimetrazione voluta dall’Autorità di Bacino con il Piano Stralcio aveva anche definito le zone rosse e quelle eventualmente edificabili ma i mancati collaudi delle opere idrauliche realizzate dal Commissariato Emergenza Sarno e successivamente dall’Arcadis non avevano consentito di avviare una concreta mappatura del territorio consentendo difatti possiibli speculazioni edilizie. Proteste e critiche degli ambientalisti anche per la ricostruzione di alcune case abbattute dalla frana e ricostruite nelle stesse aree. Una situazione complessa che si accoppia alla vicenda del Piano insediamenti produttivi nno ancora completata.

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